Storia della rivista Gnomonica

Nicola Severino

www.nicolaseverino.it dicembre 2005- gennaio 2006

 

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Premessa

Vorrei innanzitutto fugare ogni dubbio che potesse in qualche modo venire al lettore che si accinge a leggere questo articolo. Ho voluto raccontare la vera storia della rivista Gnomonica, edita inizialmente solo a nome del sottoscritto e dopo sotto l'Unione Astrofili Italiani fino ad arrivare all'attuale redazione del Coordinamento Gnomonico Italiano, senza la minima traccia di spirito polemico verso chiunque e verso gli avvenimenti che hanno influenzato la produzione stessa della pubblicazione. Quindi, ognuno che sia stato direttamente o indirettamente coinvolto nelle vicende storiche legate alla nascita e sviluppo della rivista Gnomonica e Gnomonica Italiana, si metta l'anima in pace perché affronto questo argomento con spirito sereno e senza voler produrre alcuna polemica, ma solo i fatti realmente accaduti, raccontati attraverso le parole stesse di ogni appassionato che in qualche modo ha contribuito alla realizzazione dell'idea originaria. Testimoni di questa avventura, che mi accingo a ripercorrere dopo otto anni dagli avvenimenti, sono tre lettere e una cinquantina di messaggi e-mail che ho fortunatamente stampato all'epoca in cui la posta elettronica si stava velocemente sviluppando. Messaggi che mi hanno ricordato il mio primo indirizzo di posta elettronica in funzione dal 1996, ovvero niksev@officine.it. Le persone che hanno espresso il proprio parere sono tante e, spesso, non sono mancate polemiche, incomprensioni e punti di vista diversi, anzi opposti, al punto da suscitare forti discussioni. Io vorrei raccontare ciò che è accaduto, sia sulla base dei ricordi personali, sia sulla testimonianza di questi messaggi,  ma assolutamente senza critiche  e in modo completamente trasparente.   

 

 

L'idea della rivista Gnomonica nasce il 21 aprile del 1989 in una lettera che indirizzai a Francesco Azzarita, mitico presidente della sezione Quadranti Solari dell'Unione Astrofili Italiani, dopo lo "stupendo incontro del II Seminario Nazionale di Gnomonica" a Monterubbiano, come lo avevo definito nella lettera. Qui è doveroso ricordare alcune cose. La mia passione per la gnomonica è nata sotto la guida di Riccardo Anselmi di Saint Vincent, di Francesco Azzarita e Don Alberto Cintio.

Tutti e tre mi istruivano a distanza, per corrispondenza, sulle nozioni basilari della gnomonica, attraverso l'esperienza e i numerosi plichi contenenti preziose fotocopie di documenti stilati a mano, dattiloscritti, stralci di libri, ecc. Così, un bel giorno, non so per quale motivo, o forse lo sapevo ma non riuscivo a spiegarlo, trovai il coraggio di parlarne ad Azzarita. Come presidente della SQS, la sua decisione sarebbe stata quella definitiva ovviamente. Ed ecco nelle mie stesse parole, impetuose come il vento del nord ed appassionate come l'amor che il cuor trafigge, come andarono le cose:

 

"...Sai cosa mi sta frullando per la testa? Di creare (non da solo) una bella rivista di Gnomonica, o un bollettino, notiziario, sugli orologi solari. Hai capito bene! Non sto scherzando. So di sicuro che ti farebbe immensamente piacere e realizzerebbe il sogno di molti di noi appassionati della gnomonica. Siamo pochi? E' difficile?  Lo so, è vero. Ma penso anche che il solo tentare sarebbe una cosa grande: "In magnis et voluisse sat est" (Nelle grandi imprese anche l'aver tentato è sufficiente gloria) è un motto di Properzio che ho scritto su un orologio solare. Pensaci bene Francesco. Credo che in realtà sia una cosa fattibile. Certo non al livello di una rivista nazionale e neanche meno, però creare un notiziario, tipo quelli che fanno le associazioni di astrofili, non dovrebbe comportare troppi problemi. Sappi che sono disposto ad impegnarmi sul serio. Potrei collaborare a scrivere articoli, occuparmi della corrispondenza, delle spedizioni e via dicendo....e sono sicuro che su una iniziativa del genere sarebbero tutti d'accordo, così che cominciando con un notiziario semplice potremmo anche arrivare a creare una bella rivista!

Io ci credo. Ci credo veramente e voglio che anche tu ti impegni al massimo per creare l'unica possibilità di restare tutti uniti noi Gnomonisti. Una cosa del genere la si potrebbe fare con l'appoggio della UAI...credo che sia una cosa fattibile....Io credo che per iniziare semplicemente basterebbe:

1) contattare tutti gli appassionati che si conoscono;

2) Proporre l'iniziativa e costituire l'Associazione "A.G.I.", Associazione Gnomonisti Italiani, o come cavolo la si vuole chiamare!

3) Stabilire i compiti di ciascuno e i contributi per la realizzazione della rivista.

Ma queste cose tu le sai meglio di me per cui è inutile dirtele. In Italia, anche se non sembra e considerando anche gli astrofili appassionati di gnomonica, le persone interessate dovrebbero essere parecchie, o almeno quanto basta per tenere in vita la speranza che quanto detto sopra possa davvero avverarsi. Voglio sperare che tu prenda seriamente questa cosa, perchè se l'iniziativa parte da te ci sarà almeno l'80% delle probabilità che vada tutto bene...I tempi sono maturi per una simile iniziativa. Basta con un solo seminario all'anno, creiamo qualcosa che ci tenga più uniti e che ci dia belle soddisfazioni. La sezione quadranti solari dell'UAI può ora divenire una vera e propria associazione autonoma, con a capo l'affabile Dott. Francesco Azzarita...Comunque anche se dovesse essere un semplice bollettino, andrebbe bene lo stesso. sarà sempre meglio che niente!"

 

(lettera dattiloscritta da Nicola Severino a Francesco Azzarita del 21 aprile 1989)

 

 

Ovviamente i tempi non erano ancora maturi! Il primo Seminario di Gnomonica poteva quasi essere considerato una sorta di scommessa. Un vero e proprio incontro tra qualche appassionato. Al secondo Seminario di Gnomonica si erano iscritti 35 gnomonisti dei quali meno di una ventina sono rimasti oggi fedeli appassionati. Una piccola setta, come la definiva simpaticamente Don Alberto Cintio, che agli occhi di chi non conosceva tale disciplina doveva sembrare una combriccola di gente buffa e un forse pò matta. Come potevano essere maturi quei tempi? Tuttavia, resto del parere che qualcosa, in piccolo, poteva essere fatto. Forse sarà stata la mia abitudine a comporre giornalini dalla tenera età o forse la mia (all'epoca) recente esperienza con l'associazione astrofili a farmi credere possibile la realizzazione di un bollettino di gnomonica. Sono da evidenziare alcuni passaggi interessanti nella lettera che sono rimasti di grande attualità: la volontà di collaborazione con l'UAI e la SQS con il coinvolgimento degli astrofili da un lato,  la proposta per la costituzione di un'associazione, anche indipendente dall'UAI, dall'altro. Tutti ingredienti che si sono poi realmente mescolati nel gran calderone degli eventi che hanno interessato la nascita del C.G.I (Coordinamento Gnomonico Italiano) e della rivista Gnomonica e Gnomonica Italiana.

 

L'ansiosa attesa della risposta di Azzarita fu spezzata, insieme alla speranza di fare qualcosa, dalla lettera che mi arrivò il 10 maggio del 1989 e che, per la simpatia che il suo contenuto dimostra, voglio qui riportare integralmente:

 

"Caro Nicola,

 

ho atteso un pò prima di rispondere alla tua del 21 u.s. ed ho pensato alla tua proposta di raggruppare gli gnomonisti in una struttura associativa ed in una pubblicazione periodica.

Certo il tuo entusiasmo è forte e così la carica che ci metti quando scrivi ed anche quando parli; bisogna però che ne riparliamo dopo averci ragionato freddamente ed avere dato una soluzione ai problemi che una tale proposta comporta.

Pensaci un pò, esistono riviste specializzate, esiste l'UAI con le sue Sezioni e la sua struttura; ma non è che la vita sia facile....poi tu ti stai inserendo ora nel mondo del lavoro a tempo pieno e, mi sembra di ricordare, pensi anche a sposarti nei prossimi mesi.

Perciò pensiamoci bene e ne riparliamo dopo l'estate.....

Francesco Azzarita"

 

(lettera dattiloscritta da Francesco Azzarita a Nicola Severino il 10.05.1989)

 

Ovviamente una tale risposta fu una grande delusione, ma oggi comprendo pienamente le motivazioni di Azzarita che non aveva tutti i torti. Eravamo pochi appassionati e ancor meno quelli che si davano veramente da fare per realizzare le cose. Se lui mi avesse dato ascolto ed io, dopo aver preso lavoro e dopo essermi sposato, l'avessi abbandonato, sarebbero state più che giustificate le sue preoccupazioni. La costituzione di un'associazione e la relativa pubblicazione di una piccola rivista, sarebbero state delle grane abbastanza difficili da risolvere per chi la gnomonica è comunque solo una passione da vivere in uno spazio di tempo delimitato dagli impegni  lavorativi e familiari. Il tono della lettera era tale da farmi desistere da qualunque tentativo di gestire l'iniziativa da solo o in compagnia e così non se ne parlò più.

 

A questo punto è d'obbligo, però, ricordare che prima di tutti questi eventi, è esistita in Italia una associazione gnomonica che ha avuto purtroppo vita brevissima.

 

Nel 1988 esisteva un'Accademia del Sole, arti e scienze applicate, che nelle stesse parole del suo statuto si definiva una "Associazione culturale costituita da studiosi, tecnici, artigiani o semplici cultori della Scienza Gnomonica". Nel consiglio direttivo vi erano Gian Carlo Pavanello quale presidente, Aldo Trinchero, vice  presidente e Lando Moglia (Tesoriere) che sono gli autori della più importante pubblicazione realizzata da questa associazione: il libro "L'Ombra e il Tempo" che è anche da considerarsi il primo libro trattatistico in assoluto, in lingua italiana specifico di gnomonica, pubblicato in tempi recenti (ne conservo una copia originale numerata e firmata dagli autori gentilmente regalatami in quel periodo da Riccardo Anselmi). La preziosa e lussuosa edizione Vanel, con la quale è uscito il libro, nata sotto gli auspici dell'Associazione, è una dimostrazione dell'impegno e della passione degli stessi autori che hanno creduto fino in fondo al loro progetto. Nel comitato direttivo figurava, tra gli altri, anche il noto gnomonista Mario Tebenghi, in qualità di consulente tecnico. La sede legale provvisoria dell'Associazione era fissata presso l'ufficio del presidente  a Torino. Oltre al citato libro, furono organizzate delle mostre molto importanti all'epoca ed un bollettino delle attività della struttura associativa. Tale bollettino era intitolato "Notiziario", aveva un logo stabilito nella testata con sede e segreteria presso l'ufficio di Pavanello. E' questa in assoluto la prima rivista di gnomonica in Italia, anche se aveva l'aspetto di un semplice foglio informativo, appunto un piccolo notiziario. Negli anni si sarebbe sviluppato come una vera rivista.

 

Qui sotto si vede a sinistra la prima pagina del Notiziario dell'Accademia del Sole, formato da 8 pagine A4 a stampa tipografica con foto b/n con il logo e sotto a destra il presidente Giancarlo Pavanello

 

           

 

 

Tutto ciò avveniva prima o quasi contemporaneamente all'organizzazione dei primi seminari di gnomonica dell'UAI.  Infatti, nel foglio pubblicato dall'Accademia del Sole nel 1988 sono riportati, nei servizi offerti dall'Associazione, aggiornamenti ed informazioni sulle attività delle iniziative degli altri gruppi nazionali ed internazionali, come l'UAI, la Commission Cadrans Solaires francese, Chronometrophilia (Svizzera), The Netherlands sundial group (Olanda), la Scuola di Stelle (Brunetto S., Italia) la Meku di Erich Pollahne (Germania), ecc. Peccato che una tale iniziativa abbia avuto inspiegabilmente vita troppo breve.

 

Ma torniamo alla nostra storia di Gnomonica. I tempi dunque non erano forse maturi, ma il mio entusiasmo per la creazione di un bollettino era dovuto non solo alla passione di fresca acquisizione, ma anche alla valutazione del fatto che si era al principio di una rinascita globale della scienza gnomonica. In modo diretto o indiretto, tutti gli appassionati del mondo convergevano i loro sforzi alla totale riscoperta di questa materia, attraverso una nuova divulgazione orale e scritta, fatta di associazioni, gruppi, incontri, seminari e quindi riviste. Il Bulletin della British Sundial Society vedeva la luce nel 1989; Digital Compendium della NASS nasceva nel febbraio del 1994; Analema, il bollettino dell'Associacion de Amigos de los Relojes de Sol di Madrid costituita nel 1988, veniva pubblicato nel gennaio del 1991. Altre seguirono a breve lasso di tempo. Di tutte queste riviste, solo il BSS Bulletin veniva pubblicato a stampa con grafica si professionale, ma tutto sommato abbastanza modesta come lo è appunto ancora oggi. Gli altri avevano, chi più chi meno, l'aspetto dei normali bollettini che gli astrofili italiani facevano da sempre, al passo delle possibilità grafiche offerte dai recenti sviluppi del mondo del personal computer. In questo senso io pensavo di creare, al passo con i tempi, uno strumento di comunicazione che potesse soddisfare almeno in parte quel sentito distacco che in genere si lamentava il terzo giorno di ciascuno dei primi seminari di gnomonica: "beh.... ora ci si rivede tra un anno e mezzo...", si era soliti dire tra noi partecipanti. In questo senso pensavo che i tempi erano maturi per la creazione di un semplice bollettino di facile gestione che poi, col tempo, avrebbe potuto diventare la rivista che oggi siamo soliti ricevere nelle nostre case con una veste grafica di tutto rispetto.

 

Le intense ricerche di storia della gnomonica, sull'Ars Magna Lucis et Umbrae di Kircher, sulla gnomonica cinese, sull'obelisco di cesare Augusto in Campo Marzio, sulla storia dell'astrolabio e soprattutto la compilazione della bibliografia gnomonica, dalla sua prima edizione all'opera pubblicata in collaborazione con Charles K. Aked, mi distolse completamente dall'idea di organizzare una possibile rivista. Intanto, nel mondo, i bollettini sugli orologi solari di altri gruppi internazionali nascevano con molta facilità. Nel 1997 noi italiani eravamo ormai tra gli ultimi gruppi di appassionati di gnomonica a non avere una propria rivista o bollettino informativo e neppure una vera e propria associazione indipendente da altre strutture. La necessità di un organo informativo credo si sentisse abbastanza forte ormai e a tal proposito qualcosa dovette muoversi in questo senso. Conservo, per fortuna, un foglio del Gruppo Milanese Quadranti Solari, datato 22 settembre 1997 che reca il titolo: Ipotesi preliminari su "Lettere circolari" a stampa della sezione Quadranti Solari della UAI. Questa proposta si proponeva di creare uno strumento divulgativo dal titolo provvisorio "La Meridiana". Si tratta di una proposta per la creazione di una piccola rivista di gnomonica sotto il patrocinio dell'UAI che Enrico del Favero presentò al Seminario Nazionale di Gnomonica a Porto San Giorgio lo stesso anno. Le caratteristiche di questo organo erano:

- da realizzarsi con "testo base con videoscrittura tramite P.C./Copie da fotocopiatura;

- periodicità: due volte all'anno (giugno e dicembre);

- pagine di una copia: circa 30, stampate fronte-retro paria 15 fogli del peso complessivo di 75 grammi;

- formato pagina A4 con specifiche "Norme" di videoscrittura per gli autori;

- tiratura iniziale prevista: 150 copie

- costo totale di una copia, compresa la spedizione: 4500 lire....

.....

- finanziamento: UAI

 

Il progetto era ben architettato, almeno nelle intenzioni pubblicate su questo foglio e corrispondeva esattamente, in tutto e per tutto, a quanto avrei voluto realizzare con la mia iniziale proposta ad Azzarita nel 1989, cioè ben 8 anni prima! Ma non andò in porto perchè il gruppo Milanese, a detta di Del Favero, era già troppo impegnato in molte altre iniziative a livello nazionale per potersi sobbarcare anche il compito della redazione di una rivista di gnomonica.

 

Il 21 maggio del 1998, alle 23.08, inviavo a diversi amici appassionati di gnomonica italiani il seguente messaggio di posta elettronica:

 

Cari amici,

 

vorrei sobbarcarmi il piccolo impegno di curare la pubblicazione, con i mezzi più modesti di cui dispongo e relativamente alle mie possibilità di tempo ed economiche, di una rivista, o bollettino, o notiziario, di gnomonica. La rivista potrebbe avere le seguenti caratteristiche:

1) Uscita quadrimestrale;

2) 50 pagine;

3) Scritta e stampata con computer (testi in Word), immagini, anche riprese con scanner, riprodotte in fotocopia;

4) Riproduzione generale in fotocopia in circa 20-30 esemplari (inizialmente)......

 

(seguono spiegazioni sulla gestione dei costi)

 

...Collaborazioni: ogni appassionato, anche non abbonato, può collaborare scrivendo notizie di cui viene a conoscenza, recensioni ed articoli per la rivista....

Per il titolo della rivista propongo di scegliere uno dei seguenti:

1) Gnomonica, con sottotitolo: rivista di storia, teoria e tecniche di costruzione degli orologi solari;

2) SKIA, con sottotitolo come sopra;

3) Orologi Solari, Notiziario di cultura gnomonica.

Personalmente preferisco il primo. Comunque attendo proposte e consigli.

 

Come sapete, sarebbe la prima rivista italiana di gnomonica. Da tempo si parla di fare qualcosa in tal senso, ma mai questo "qualcosa" si è concretizzato.  E' per questo che mi sono preso questa bella "gatta da pelare", almeno per cominciare! E nell'intento di creare inizialmente una rivista LIBERA, SEMPLICE e GENUINA, non ci sarà un Direttore, un Vice-Direttore, e tutto l'albero di cariche che generalmente radica nella prima pagina di una rivista. Ognuno sarà il redattore dei propri lavori. Io cercherò di coordinare e mettere insieme gli sforzi di ognuno. Tutto qui.

So bene che forse ufficializzando il tutto anche a livello burocratico e legale e affidando e suddividendo il lavoro tra specifici gruppi di persone appositamente selezionate tramite votazioni, etc. etc., si farebbe una cosa sicuramente migliore e "seria". però pare che questa utopia continui a restare tale da anni.

Perciò, ahimé, insisto nel proporre il mio modestissimo e assillante invito ad iniziare, a rompere il ghiaccio e, molto semplicemente, preparare una nostra rivista senza gerarchie, senza complicazioni, proprio come una bella e semplice meridiana...Una rivista che racchiuda, unifichi e divulghi la corrispondenza che generalmente si scambiano tutti gli appassionati di gnomonica in Italia. Fiducioso, attendo....

 

Alla fine della lettera, per avere la certezza che davvero il ghiaccio fosse rotto, invitai i più fiduciosi ad inviarmi note, articoli ed il contributo di diecimila lire per realizzare il primo numero! La prima uscita era prevista per settembre-dicembre 1998. Rileggendo questa lettera, devo dire che l'entusiasmo sembra davvero non essere cambiato molto da quella inviata ad Azzarita nove anni prima! Quello che si evince maggiormente da questa comunicazione, oltre all'entusiasmo, è il fatto di volere a tutti i costi iniziare un qualcosa che davvero sembra respirarsi nell'aria e a cui, tuttavia,  non si riesce ancora a dar vita.

Posso immaginare la perplessità, la sorpresa e lo sgomento di molti degli amici che hanno ricevuto questa mail notturna la sera del 21 maggio 1998. Il mattino seguente spedii circa 70 lettere per posta ordinaria, a mie spese, con la stessa comunicazione per gli amici che non usavano ancora la posta elettronica. Diego Bonata fu il primo a rispondermi con e-mail il 22 maggio alle 19.07: l'idea è molto buona in quanto siamo una delle poche associazioni con nessuna rivista di questo tipo, anzi sarebbe necessario diffondere l'idea e raccogliere iscrizioni....Diego sottolineava la sua idea di fare partecipe dell'iniziativa anche l'UAI, magari come patrocinio o altro, perchè evidentemente avere la struttura alle spalle in qualche modo rassicurava. Anche a me sarebbe piaciuto avere le spalle coperte da una struttura come l'UAI, ma ero certo che il coinvolgimento di un consiglio direttivo e la lentezza che è solita affliggere le idee attraverso una tale burocrazia, non era la medicina migliore per il mio entusiasmo, che diventava giorno dopo giorno sempre più viscerale.

Il 22 maggio ebbi anche le risposte di Mario Arnaldi e di Don Alberto Cintio ed entrambi mi manifesratono il proprio entusiasmo. La risposta di Cintio fu anche una piccola rivelazione perchè mi scrisse: "...per la verità all'ultimo seminario di gnomonica si è parlato e molto di uno strumento di collegamento tra un seminario e l'altro e Del Favero e Azzarita hanno preso di mira proprio me. Ma io faccio anche...il prete e poi mi sono detto: "cosa ci scrivo?" e ho fatto decantare la cosa, con un certo rimorso, per cui cerco di riparare collaborando in primo piano con la tua iniziativa...". Ora sembra che i tempi erano più che maturi. La risposta di Del Favero non si fece attendere e la sera del 23 maggio 1998 arrivò puntuale la sua e-mail:

Caro Nicola, ho ricevuto la tua del 21-5-98 e mi complimento per la tua iniziativa di rompere un ghiaccio vecchio di molti anni. Anche io sento molto il bisogno di un mezzo di comunicazione fra gli gnomonisti italiani che, salvo poche eccezioni, tendono a comunicare quasi solo in occasione dei seminari ogni anno e mezzo. Nella stessa risposta Enrico mi annunciava dell'iniziativa di un foglio elettronico che poi sarebbe diventato il noto "Novae". Dal suo punto di vista però, la mia iniziativa non doveva essere indipendente dall'UAI: Penso che tu dovresti riuscire, se possibile, ad assumere la veste di "editore" di una pubblicazione ("Gnomonica" va benissimo!) che con qualche sforzo e compromesso, magari solo iniziale, nasca anche come organo almeno parziale della Sezione UAI.

 

Il 25 maggio arrivò anche la risposta di Emilio Sassone Corsi, all'epoca vice presidente dell'UAI, il quale manifestò il suo entusiasmo ed interesse a che io formulassi la mia proposta in ambito UAI, in modo che il bollettino di gnomonica uscisse come organo della Sezione Quadranti Solari. Inoltre, egli pensò di poter proporre il bollettino come "supplemento" alla rivista "Astronomia" dell'UAI.

 

Fino al 29 maggio 1998 fu un intreccio di e-mails con Del Favero ed Emilio Sassone Corsi che faceva da tramite anche al pensiero di Gabriele Vanin, presidente dell'UAI. Poi Emilio mi propose di attendere il 27 giugno, data in cui avrebbe proposto al CD UAI la mia iniziativa. Mentre con Arnaldi discutevo principalmente dell'impaginazione e della grafica della rivista. Nel contempo, sia Emilio che Del Favero cercavano di interagire e di coinvolgere Azzarita quale coordinatore della SQS dell'UAI.

 

Tra tutto questo fermento è curioso notare che Girolamo Fantoni, grande sostenitore dei Seminari di Gnomonica, dimostrò il suo totale disinteresse all'iniziativa, scrivendomi: "...nel passato mi sono occupato di gnomonica per mio esclusivo divertimento ed interesse personale...per questo penso di non poter aderire...la sua iniziativa rimane al difuori del modo con cui io vedo la gnomonica e mi occupo di questa materia...".

 

Il 4 giugno Gabriele Vanin scrive una e-mail circolare sulla "questione rivista sollevata da Severino". Il succo delle sue parole è quello di mettere in risalto l'importanza di una collaborazione tra l'UAI, gli gnomonisti ad essa affiliati e quelli che non risultavano iscritti. Una politica comprensibile ovviamente che aveva anche lo scopo di tirare acqua al proprio mulino. Al che, inaspettatamente, diversi gruppi di gnomonisti si sono ribellati avendo interpretato le parole di Vanin come una presa di posizione, manifestando così il proprio interesse ad affrontare il problema senza la necessità di una dipendenza dalla struttura UAI. Oggi affermo che Vanin aveva ragione. L'UAI aveva iniziato i Seminari sotto la guida di Azzarita a capo della Sezione Quadranti Solari, anche se è facile dimostrare che a parte l'impegno dei singoli appassionati, come struttura non è che si sia veramente mai interessata troppo agli sviluppi di questa Sezione. Così, era evidente che i Seminari, che erano poi l'attività principale della Sezione, venivano organizzati di fatto da gruppi di persone ed associazioni astrofili, senza che la struttura UAI impiegasse le sue forze, come avviene normalmente per gli incontri delle altre sezioni o per i congressi che periodicamente organizza. Del Favero condivideva in toto la lettera di Vanin e, anzi, rispolverava l'idea delle "ipotesi preliminari di Lettere Circolari". 

 

La lettera di Vanin, a dire il vero, conteneva diversi elementi che lasciavano chiaramente intendere un certo scetticismo verso l'iniziativa di fare una rivista, non solo fuori ambito UAI ma addirittura anche nel caso in cui a promuoverla fosse stata la stessa UAI. Nelle sue stesse parole: "Ho infine un altro timore, e cioè che, come ha già detto Del Favero, l'apparizione di una rivista di sola gnomonica non serva a promuoverne l'immagine tra gli astrofili, ma concorra invece a ghettizzarla".

Nel frattempo che i messaggi miei, di Del Favero, Vanin, Emilio,  si incrociavano, avevano dato la propria adesione anche Paltrinieri e Nicelli (oggi nella redazione di Gnomonica Italiana), come anche Anselmi, Agnelli, Mauro Agnesoni,  Angelo Brazzi e tutti gli altri appassionati che normalmente frequentavano i seminari.

Date le circostanze, e considerato le polemiche tra gli gnomonisti e che i tempi decisionali dell'UAI sarebbero comunque stati troppo lunghi per aspettare ancora, decisi di attuare il progetto con il poco che si aveva e tutto sulle mie spalle. La sera dell'8 giugno 1998 invia la notizia con messaggio di posta elettronica circolare.

 

Non posseggo i messaggi e-mail che si sono succeduti dopo questi ultimi eventi, ma ricordo che in qualche modo fu preso un accordo di collaborazione con l'UAI, per mezzo di Emilio Sassone Corsi. Infatti già dal primo numero trimestrale, uscito puntualmente come volevo, nel settembre del 1998, si può leggere la dicitura: "Gnomonica, Storia, Arte, Cultura e Tecniche degli orologi solari a cura degli gnomonisti italiani con la collaborazione dell'UAI Sezione Quadranti Solari", modificata nel sottotitolo dal secondo numero in "Bollettino della Sezione Quadranti Solari dell'UAI con la collaborazione degli gnomonisti italiani". E questo per salvare capra e cavoli. Per far si che il bollettino uscisse sotto l'UAI e nello stesso tempo per non indispettire coloro che non erano (e che non volevano essere) affiliati UAI. Al primo numero l'UAI collaborava solo per quanto riguarda la fotocopiatura e fascicolazione fino al terzo o quarto numero. Poi il giornalino venne finalmente riconosciuto come un successo e l'UAI si fece carico di pubblicarlo previo lavoro di raccolta dati ed impaginazione curato esclusivamente da me.

Per nove numeri, fino al maggio 2001, non vi furono altri problemi e/o polemiche. Poi, conobbi un certo Fabio Savian, ingegnere della provincia di Milano, che iniziò a collaborare con me per alcune mie produzioni in CD-R delle mie opere. Nello stesso ambito, fiducioso delle sue notevoli capacità, gli chiesi di collaborare all'impaginazione ed alla veste grafica della rivista, anche per alleviarmi un compito davvero gravoso in un periodo in cui non riuscivo a gestire pienamente questa mansione per vari problemi (cambio di casa, impegni lavorativi, ecc.). Nello stesso tempo negli ultimi seminari (e soprattutto a quello di Verbania) si prospettò la possibilità della costituzione di una associazione legale di gnomonisti con relativa pubblicazione gnomonica e con totale distacco dalla UAI. Il fermento ebbe un lungo travaglio che divise gli gnomonisti di varie opinioni e sentimenti. Il coro finale però risultava chiaro. La necessità di costituire un'associazione indipendente dall'UAI era molto forte così, pian piano, nacque quello che è oggi denominato "Coordinamento Gnomonico Italiano" che gestiva la nuova rivista (non era possibile ovviamente utilizzare la stessa testata nata sotto l'UAI) cambiando il titolo in Gnomonica Italiana. A gestire tutto, dagli abbonamenti all'impaginazione, alla pubblicazione a stampa, era Fabio Savian, all'epoca il mio "braccio destro". Dopo qualche numero pubblicato con notevole successo, sfortunatamente, una serie di inspiegabili (a mio avviso inspiegabili ancora oggi) incomprensioni, furono la causa di una rottura del nostro rapporto di collaborazione. Mi trovai contro una coalizione di persone che ritenevo amici da sempre e constatai con rammarico che chi fino ad allora non aveva fatto assolutamente nulla per il progetto originario della rivista, fin dall'inizio, si trovava ora inspiegabilmente nella redazione della rivista!

La cosa mi era sfuggita di mano, forse perchè mi sono fidato troppo di alcuni personaggi ed io non ebbi altra scelta che tirarmi fuori da un gruppo che chiaramente non desiderava che io rimanessi. Infatti, dopo aver dato le dimissioni, nessuno e, ripeto, nessuno (nemmeno tra i lettori!), ebbe mai qualcosa da ridire. Come nessuno ha avuto mai da ridire sul fatto che dalla seconda di copertina di questa rivista, che pure io ho fondato nei primi numeri, sia stato deliberatamente cancellato il mio nome per ricordarne il fondatore, come per cancellarne il ricordo e la riconoscenza all'unica persona che abbia avuto a cuore di portare nelle case degli gnomonisti italiani la prima rivista di gnomonica.

A me non resta che il rammarico di non essere riuscito a convincere Azzarita, nel 1989, alla realizzazione del bollettino di gnomonica che oggi vanterebbe il primato di essere stato il primo bollettino moderno di gnomonica al mondo (alla pari con quello della BSS).

 

Stando all'evoluzione dei tempi e delle tecniche, sono fermamente convinto che oggi un bollettino di gnomonica cartaceo, o rivista per quanto bella possa apparire tipograficamente, sia completamente inutile e dispendiosa ai livelli in cui essa può essere gestita. Diversamente sarebbe se arrivasse ai livelli di un Orione o l'Astronomia in edicola, ma credo che ciò sia impossibile per il limitatissimo numero di possibili lettori-acquirenti. Siamo in tempi in cui la carta stampata ce la stiamo velocemente lasciando alle spalle. Il futuro è nelle comunicazioni elettroniche. Così come stanno per sparire definitivamente le lettere cartacee, allo stesso modo le riviste saranno soppiantate da quelle elettroniche. Dopo le mie dimissioni dal CGI e dalla rivista Gnomonica Italiana, ho ideato e pubblicato due bollettini elettronici di gnomonica: IGB (International Gnomonic Bulletin) e WG (Web Gnomonices) che hanno avuto entrambe un grande successo di pubblico anche in ambito internazionale. Si tratta ancora una volta di una novità. Le prime due riviste di gnomonica in formato elettronico gestite liberamente e senza spese. Per uno strano caso del destino però, anche qui la prima, IGB, si è fermata dopo nove numeri e la seconda dopo 6-7 numeri. Ma questa volta è stato voluto esclusivamente da me in quanto avevo preso la decisione di convergere tutti i miei sforzi nelle ricerche storiche e nella pubblicazione del mio sito web www.nicolaseverino.it che state appunto leggendo.

 

Mi auguro, a questo punto, che qualcuno riesca ad intuire (ormai non più per primo, considerato anche la bella rivista elettronica Carpe Diem, fondata da Juan Serra Busquet) che non è più tempo di gestire una rivista di gnomonica con enormi difficoltà come iscrizioni, abbonamenti postali, stampe da tipografia, invii postali, ecc. . La stessa può essere facilmente gestita su internet con tutto il relativo carico di agevolazioni e semplificazioni che non sto ad elencare essendo, penso, note a tutti.

Forse manca chi possa metterci un certo entusiasmo...eh no, stavolta non sarò io.

Nicola Severino

 

 

 

 

           

 

 

 

 

 

 

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