Giacomo Agnelli

 

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Il ricordo di un amico gnomonista

 

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Il 28 ottobre 2011 è stato annunciato il funerale di Giacomo Agnelli sulla mailing list di Gnomonica Italiana. La triste notizia ha fatto subito il giro del web, tra gli amici che avevano conosciuto l’ingegnere bresciano nella sua passione per la gnomonica ad iniziare dagli anni ’90. Giacomo ci ha lasciati all’età di 84 anni, in modo quasi improvviso. Qualche amico lo aveva sentito al telefono solo pochi giorni prima, vivace, cordiale già pronto spiritualmente e fattivamente a partecipare al prossimo seminario nazionale di gnomonica del quale aveva chiesto informazioni.
Purtroppo non ci sarà, fisicamente, ma sarà presente con il suo spirito ed il piacevole ricordo che ci ha lasciato. Il ricordo di un uomo che amava la vita in tutte le sue sfumature e la viveva come un ragazzo discolo o come uno scout che si appresta a vivere la sua route. Semplice, cordiale e dai modi antichi, di chi sa parlare con la gente di qualsiasi ceto sociale secondo quelle rette abitudini di una volta, oggi in buona parte dimenticate, era sempre pronto a vivere alla giornata, accontentandosi di cosa il momento gli offriva perché solo così poteva “respirare” la vita vera ed essere umile tra gli umili. La sua cultura, però, più vasta di quella di un semplice appassionato di orologi solari, insieme allo spiccato senso critico, di analisi e confronto derivato dalla sua formazione di ingegnere meccanico, faceva si che avesse spesso degli “scontri”, a volte anche aspramente polemici, con i suoi interlocutori, ma sempre pacati e gestiti da una educazione civile base che non permetteva di andare oltre il dissenso critico, sia scritto che verbale.
Dissenso che, negli anni della passione per la gnomonica, è fiorito nella unica e simpatica produzione di vignette umoristiche che disegnava “dal vero”, in tempo reale durante i seminari di gnomonica, cogliendo aspetti, sentimenti, scontri, diatribe, aneddoti e scene reali della vita quotidiana degli incontri tra gli gnomonisti.
Giacomo era una persona schietta, amava coinvolgere gli amici nella sua poliedrica attività di cui gli orologi solari erano soltanto un aspetto. Sapeva dialogare anche con il mondo della solidarietà.
Ricordo commossa la sua accoglienza insieme alla sua distinta Famiglia nella sua amata Brescia.
Era fiero di essere diventato bisnonno
”. Così lo ricorda Maria Luisa Tuscano, appassionata di gnomonica e amica di Giacomo fin dai primi anni della sua passione per gli orologi solari.
L'ing. Agnelli ha pubblicato molti articoli e realizzato molte opere gnomoniche, e curato restauri di rilievo storico e artistico. Anche noto per le sue vignette satiriche con le quali ha illustrato lieti momenti d'incontro tra gli gnomonisti italiani”. Così, dice di lui Renzo Righi, esimio gnomonista italiano e veterano anche lui fin dai primordi della nuova gnomonica in Italia.
Giacomo Agnelli è stato un punto di riferimento della gnomonica italiana, in particolare nei Seminari con la sua vasta cultura, la sua arguzia e le sue simpatiche vignette”. E’ il ricordo di Francesco Azzarita, uno degli ideatori e fondatori dei seminari di gnomonica italiani.
Amava la sua città, Brescia, in cui svolgeva tutte le attività possibili in cui si sentiva di dire qualcosa e di collaborare fattivamente alle attività socio-culturali. Per questo fin dai primi anni novanta era entrato a far parte dell’Unione Astrofili Bresciani, perché, come si legge in una breve biografiadi BresciaSet del 27 giugno 1996, egli “si è messo a guardare il cielo con occhi di studioso dopo essere andato in pensione”. In che dimostra la sua irrefrenabile sete di conoscenza e di divulgazione, sintomo di generosità in quanto amava condividere con tutti i suoi sentimenti culturali. E a tal proposito, emozionante è il ricordo di Fabio Savian, gnomonista e collaboratore della rivista Gnomonica Italiana, nonché ideatore del progetto Sundial Atlas, che ha ricevuto riconoscimenti da tutto il mondo della gnomonica:
Agnelli era affezionatissimo alla sua città. Ricordo una gita a Brescia di alcuni anni fa, con una ventina di persone del corso di gnomonica dell’università della terza età dove abito. Giacomo ci aveva scorrazzato per una intera giornata in giro per Brescia, infilandosi in ogni dove per mostrarci gli orologi e non solo, non poteva contenersi dal mostrarci e raccontarci ogni dettaglio della città. Compresa una sosta di un quarto d’ora tutti attorno ad un tombino per una strana storia del chiusino di ghisa. Era Giacomo. Mi aveva fatto sorridere allora e ora lo voglio ricordare con un sorriso, amaro ma un sorriso. So che apprezzerà, come volevano le sue vignette. Ciao Giacomo”. Le toccanti parole di Savian, non fanno altro che raccontare un reale stato d’animo, quello di Giacomo amante della divulgazione, del sentirsi e far sentire partecipi i suoi amici delle bellezze artistiche e culturali, con speciale dedizione, ovviamente, agli orologi solari, meccanici, all’astronomia e culture affini.
Dopo essere andato in pensione, si dedica quindi all’astrofilia amatoriale, svolgendo attività di collaborazione con il Gruppo Astrofili Bresciani. Ma Giacomo in pensione ci è andato da giovane, a 50 anni, “quando aveva alle spalle già 35 anni di lavoro alla Sant’Eustachio, dove entrò nel 1941 vincendo il concorso per l’ammissione alla scuola-officina interna fondata dalla famiglia Franchi nel 1925, non piacendogli seguire il padre, che faceva il bracciante a Fiumicello. Due ore a scuola e sei in officina insieme agli operai”, si legge nel citato BresciaSet e si comprende meglio da dove derivi quel suo carattere di uomo semplice, che sa parlare alla gente semplice e sa vivere adattandosi senza problemi ad ogni condizione di vita quotidiana, sia per necessità che per diletto.
Finita la guerra studia da perito, poi Emilio Franchi assicura a lui e ad altri studenti-lavoratori la possibilità di proseguire gli studi. Agnelli si laurea in Svizzera nel 1952 e la sua tesi viene pubblicata. Resta a Brescia mentre molti colleghi passano alla Innocenti di Milano, progetta e insegna alla scuola-officina che più tardi ispirerà la scuola-bottega di Beppe Nava. In pensione dal 1996, l’ing. Agnelli insegna per un anno alla scuola dei Salesiani del Cairo, poi torna in Italia…”. Il resto è storia nostra. E si conclude così la breve nota biografica pubblicata in BresciSet, regalandoci però ancora qualche dettaglio di uno dei progetti di cui egli andava giustamente fiero.
In effetti egli, insieme ad altri colleghi, aveva collaborato in modo specifico alla realizzazione di una parte fondamentale del progetto italiano per il Telescopio Nazionale delle Canarie per lo studio delle galassie. “Batte un cuore bresciano nella più potente e moderna macchina realizzata in Italia per lo studio delle galassie”, scrive BresciaSet e prosegue: “all’installazione e messa a punto hanno lavorato anche alcuni tecnici dell’Innse. La fabbrica bresciana vanta il brevetto del meccanismo che comanda i movimenti dello specchio parabolico da 3,5 metri, ha già realizzato il prototipo di una nuova generazione di telescopi montati a La Silla, in Cile e collabora alla costruzione del maxi-telescopio con specchio di 16 metri”. La competenza di esperto della meccanica la ritroviamo noi appassionati di gnomonica nella cosiddetta “meccatronica” di cui si è parlato nei primi seminari di Gnomonica, dove proprio personaggi come Agnelli e l’ing. Antonio Rini, introducevano questi concetti bizzarri di fusione tra la meccanica, l’elettronica e la gnomonica le cui regole sono governate dai movimenti naturali della terra intorno al Sole. Ma la meccatronica era un modo di sfruttare la meccanica e l’elettronica allo scopo di realizzare quadranti solari che funzionassero comunque secondo le regole della gnomonica.
Di tale competenza si trovano ampie tracce non solo nell’invenzione di ausili meccanici per la gnomonica, ma anche in altri settori. Sorprendente è il suo studio sulla meccanica dell’organo a canne del 1581 realizzato da Graziadio e Costanzo Antenati nel convento di San Giuseppe a Brescia che dimostra anche il suo impegno culturale in settori poco conosciuti ai più.
Ma noi appassionati di orologi solari, lo abbiamo conosciuto soprattutto per il suo contributo nella gnomonica. Noti e meno noti sono i suoi numerosi articoli, di carattere semplice e divulgativo, pubblicati su riviste e quotidiani, soprattutto locali; più famosi sono i suoi interventi ai seminari di gnomonica per i quali restano le sue relazioni di cui si può leggere i titoli nell’elenco sotto riportato. Un po’ meno noto, forse, è la sua attività divulgativa e di insegnamento. Ha collaborato al censimento delle meridiane della provincia di Brescia, in seno alla stessa attività organizzata dall’Unione Astrofili Italiani, Sezione Quadranti Solari; ha organizzato una serie di incontri sui “Principi di gnomonica: l’arte di costruire orologi solari e meridiane” in seno all’attività del Circolo culturale “S. Alessandro”, sul rifugio Baita d’Iseo di Ono S. Pietro, sulle pendici della Concarena, a 1335 metri d’altezza; ha realizzato diversi orologi solari e tenuto lezioni estive in Val Canonica, mentre uno dei suoi maggiori contributi all’orologeria meccanica italiana è legato all’orologio di Piazza della Loggia a Brescia.
Ma più di ogni altra cosa, rimangono vivide nei nostri ricordi, come una firma indelebile, le sue vignette gnomoniche satiriche con le quali riusciva a cogliere momenti particolari degli incontri tra gli appassionati ai seminari nazionali di gnomonica e fissarli nel tempo, come una stella nel firmamento. Vignette satiriche, spesso cariche di quell’humor che caratterizzava la sua personalità di uomo schietto, sincero, scherzoso, amichevole, ma a volte anche critico, a tal punto da apparire irriverente verso situazioni e comportamenti che non coincidessero a volte con il suo senso di lealtà e amicizia. Situazioni che sapientemente tracciava a penna, secondo il suo gusto ironico, in caricature e vignette che avevano il solo scopo di ricondurre diatribe e dissensi ad una dimensione più umana, quella del sorriso, ricordando a tutti che siamo qui non per prevalere gli uni sugli altri, non per litigare, ma per sorridere, senza mai prenderci troppo sul serio.
Giacomo ha completato così la sua ultima meridiana, quella che segnerà il tempo eterno e che non conoscerà mai il buio della notte.

Nicola Severino, 6 novembre 2011



Giacomo con la famiglia.

Curiosa foto di Giacomo che sembra voler sfidare il bel somarello in fatto di testardaggine...

Le foto sopra e con la famiglia di Giacomo, sono di Celeste Agnelli.

 


 

LE VIGNETTE - THE CARTOONS

 

 

 

 


 

Scritti di Giacomo Agnelli

 

 

Memorie pubblicate negli Atti dei Seminari Nazionali di Gnomonica (ASNG)

 

  • Metodi sofisticati ed impiego dei ritrovati della tecnica nella progettazione e nella costruzione di meridiane ed orologi solari; ASNG, VI – San Benedetto del Tronto, 1994;

  • Ipotesi sui giochi di luce giotteschi: lo specchio nell’aureola di Cristo ed altri sistemi d’utilizzo dei raggi solari della Cappella degli Scrovegni, ASNG, VII, Bocca di Magra, 1996;

  • Progetto di un parco segnatempo adiacente al Santuario della Madonna di S. Pietro a Piancastagnaio (Siena), ASNG, VII, Bocca di Magra, 1996;

  • La meridiana catottrica del complesso monastico dell’Annunciata  a Piancagno Valcamonica ed il ripristino di quella dei PP Saveriani; ASNG, VIII, Porto San Giorgio, 1997

  • Il Trigono: uno strumento che rinasce dal passato, ASNG IX, San Felice del Benaco, 1999;

  • Lo sviluppo del progetto per la simulazione del funzionamento della meridiana di S. Giuseppe, ASNG IX, San Felice del Benaco, 1999;

  • Meridiana a riflessione dal tetto a sotto il porticato del chiostro, ASNG, XI, Verbania Intra, 2002;

  • Costruzione degli specchietti per meridiane catottriche; ASNG, XI, Verbania Intra, 2002;

  • Le tolleranze nel rilevamento della declinazione di parete, ASNG, XII, Rocca di Papa, 2003;

  • La ricerca della posizione dello specchietto nel restauro di una meridiana catottrica del ‘700; ASNG, XII, Rocca di Papa, 2003;

  • Studio d’applicazione di una sorta di “celostata” nel salone delle conferenze del Museo delle Scienze a Brescia; ASNG, XIII, Lignano Sabbiadoro, 2005;

  • Modello didattico dell’orologio astronomico di Piazza della Loggia a Brescia, ASNG, XIII, Lignano Sabbiadoro, 2005;

  • Il ripristino della meridiana di Padre Rosina (1792), ASNG, XIV, Chianciano Terme, 2006;

  • Progetto di illuminazione di una statua in una chiesa con raggi solari riflessi, ASNG, XV, Monclassico, 2008;

 

Articoli vari:

 

  • La meridiana catottrica di San Cristo a Brescia, Web Gnomonices, n. 2, 2004

  • La meridiana della scuola elementare di Quinzanello, Gnomonica, n. 1, 1998

  • La sofisticata meridiana digitale, Gnomonica, n. 2, 1999

  • La meridiana digitale di R. Kellogg, Gnomonica, n. 3, 1999

  • Il trigono del 2000, Gnomonica, n. 4, 1999

  • Orologio solare su parete curvata, all'entrata della chiesa di sant'Angela Merici a Brescia, Gnomonica, n. 6, 2000

  • Meridiana-Orologio solare sul campaniletto dell'Oratorio di Carcina, Gnomonica, n. 9, 2001

  • Il Seminario Nazionale di Gnomonica di Monterubbiano: impressioni e ricordi, www.nicolaseverino.it, 2006

  • Una meridiana per ciechi, www.nicolaseverino.it , 2006

 

Articoli di vario genere

 

  • Orologio meccanico 24 ore

  • Che bella sorpresa in piazza Rovetta, BresciaSet, 25 luglio 1996

  • La meridiana di piazza Vittoria, BresciaSet, 19 marzo 1998

  • Arriva la primavera, fiorisce l’equinozio, Giornale di Brescia, 21 marzo 1996

  • L’orologio è fermo chi sono i macc? BresciaSet, 21 gennaio 1998

  • I telescopi della nuova generazione sono nati nella nostra città, Giornale di Brescia (?)

  • Telescopio di nuova generazione tutto italiano. E’ il “Galileo” che scruterà il cielo da Las Palmas, Giornale di Brescia

  • Due prestigiosi misuratori del tempo alla fine del ‘700. Orologio meccanico e meridiana nel convento di S. Giuseppe a Brescia, Giornale di Brescia.

  • Il cielo visto dall’astrofilo e dall’astrologo

  • Costruzione di meridiane da parete e da pavimento, Giornale di Brescia

  • Proposta per allestimento di una meridiana ovvero un orologio solare su pavimento, Giornale di Brescia

  • Proposta per allestimento di un dittico ovvero un orologio utile anche come bussola solare

  • Proposta di allestimento di un orologio solare da porre su colonna nel cortile o in giardino, Giornale di Brescia

  • Proposta per allestimento di un gioco per ottenere l'oroscopo giornaliero

  • Proposta di allestimento di meridiana classica ovvero l'orologio solare su parete verticale, Giornale di Brescia

  • Il censimento delle meridiane della provincia di Brescia, Giornale di Brescia

  • Altro gioiello nel convento di San Giuseppe a Brescia: L’organo di Graziadio Antegnati, Giornale di Brescia

  • La meccanica dell’organo di Graziadio e Costanzo Antegnati nel convento di San Giuseppe a Brescia, Brixia Sacra, vol. 3.

  • Un antico orologio da torre restaurato (www.nicolaseverino.it)

  • Se la macchina va al pezzo, in Meccanica moderna, n. 5, maggio 1994

  • A Genova si dice Manovella, in Meccanica Moderna, aprile, 1996

  • Al lavoro il telescopio firmato dall'Innse, BresciaSet, 4 giugno 1998

  • Ono, la Baita Iseo tra studio e svago, Giornale di Brescia, 5 agosto 1997

  • Foundation for cylinder grinding machines, in Research and Design, 33, May, 1976

  • Io alla Franchi ci sono cresciuto, BresciaSet, 15 maggio 1997

  • Almanacco per tutti, un'opera stampata a Venezia 209 anni fa, Giornale di Brescia

  • Le lunette idrostatiche. Specialmente nella lavorazione dei rotori da turniba, Ingegneria Meccanica, 1975, 24, n. 6, pagg. 11-16

  • Aspetti della normalizzazione: i sussidi normativi quali importanti componenti della moderna progettazione, Rassegna internazionale di meccanica, giugno-luglio 1967

  • Un contributo verso la effettiva utilizzazione delle velocità preferenziali sulle macchine utensili, Ingegneria Meccanica, nn. 7-9, 1967

  • Scacco matto all'obsolescenza, in Macchine, novembre 1970

  • Le fondazioni per le rettificatrici di cilindri, Impiantistica, 172 - III, 295 - III

  • Vai al supermarket: comprati i pezzi per costruire da te stesso la tua M.U., in IMU, Dicembre, 1975

  • I numeri normali o preferenziali, dalla didattica all'uso professionale, Disegno Meccanico

  • Galileo ha un cuore bresciano, BresciaSet, 27 giugno 1996

  • Appuntamento col sole, ritorno d'interesse per la meridiana, Giornale di Brescia, 21 giugno 1997

  • Che ore battono quei due Macc lassù, BresciaSet, 6 marzo 1997

  • Una razionale riprogettazione meccanica aiuta l'astronomia, in Il Progettista, 10/89

  • Montichiari, chi sa leggere la Meridiana?

  • Uno specchio nell'aureola del Cristo

  • Di giorno in giorno, sulle orme della Luna

  • La macchina del tempo custodita nel convento

  • Il tempo segnato all'antica, Giornale di Brescia, 5-11-19965

  • Quel cielo nella sfera di Tartaglia, Cronache Bresciane

  • L'orologio della scuola è un'ombra in cortile, BresciaSet, 24 settembre 1998

 

ARTICOLI DI GNOMONICA DIVULGATIVI

 

ARTICOLI DA RIVISTE E QUOTIDIANI

 

 

 

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