Home

 

Ciao Don Alberto

 

 

 

 

" Fermo, 19 Marzo 1990,

 

Nicola carissimo,

pensavo che la paternità ti facesse più serio e casalingo: e invece te ne vai per Egittologia dietro alle faraone!

Ed io ho atteso a risponderti perchè andavo cercando...(e questa è una delle poche cose serie che ogni tanto faccio) qualcosa che ti preparasse ad essere padre: sono due preghiere una per te (quella di San Francesco) e una da recitare insieme a Daniela....e spesso, adesso e dopo la nascita. E con queste i miei migliori auguri e benedizioni".

 

E' l'inizio della missiva inviatami in risposta alla mia lettera in cui  annunciavo lo stato interessante di mia moglie che il 13 settembre successivo partoriva la nostra prima figlia Altea. Questo era Don Alberto Cintio, indiscussa figura emblematica della gnomonica italiana, un pò "maestro" di tutti noi che siamo approdati dopo il mitico primo seminario di gnomonica. Era il nostro faro e da lui abbiamo appreso non solo di questa materia, ma anche del come essa può arricchirsi della sensibilità umana e trasformarsi in una piattaforma di buoni propositi sociali.

In realtà credo di aver conosciuto Don Alberto almeno dall'inverno del 1988 perchè la prima lettera che ho ricevuto da lui e che gelosamente conservo è datata 22 maggio 1988. Non so come facesse a ritagliare una significativa parte del suo tempo per scrivermi lettere lunghissime e soddisfare alle mie tante giovanili richieste, volte sia ad educarmi alla gnomonica, sia a risolvere i numerosi problemi che settimanalmente gli ponevo. Egli insegnava, poi faceva il prete ed io avevo 28 anni, non ero sposato, non avevo figli, e non avevo neanche niente da fare perchè ancora non lavoravo! Quindi il tempo da dedicare a queste cose ne avevo fin troppo, ma solo oggi posso capire quali sacrifici e quale devozione dovesse spingerlo a sacrificare parte del suo tempo per rispondere ad uno sprovveduto che gli imponeva impetuosamente un ritmo serrato di domande. Questa sua prima lettera era costituita solo di tre fogli manoscritti formato A4, più un grafico del disegno di una meridiana calcolata secondo una mia richiesta.

Posso immaginare la mia euforia nel vedere il disegno di una meridiana calcolata effettuato da un computer! In effetti erano i primi tentativi italiani (forse a quell'epoca solo Riccardo Anselmi lavorava allo stesso scopo indipendentemente da Cintio)  di sviluppare un software applicativo ai PC di allora che permettesse di calcolare e disegnare tramite stampa alcune delle meridiane più comuni. E da questa stessa lettera, si evince che egli già nel 1988 riusciva ad inserire progetti didattici relativi alla gnomonica agli allievi delle sue classi, nonostante fosse insegnante di scienze naturali. Per avere una idea dello stato in cui  era la gnomonica informatica in quegli anni, ecco cosa mi scriveva nella stessa missiva: "Purtroppo non ho corredato i programmi forniti all'amico Azzarita di note esplicative, per due motivi: a) sono autodidatta anch'io e non sempre ho la certezza matematica della esattezza dei miei lavori; b) avevo intenzione di vendere il C 64 (Commodore 64) per comperare un IBM compatibile (con grafica) e così rielaborare in maniera più decente il tutto...Ti invio anche i calcoli fatti al mio Olivetti M240: puoi andarci sicuro: li ho sperimentati in circa 25 orologi solari costruiti dal sottoscritto...".

Il resto della lettera, al di là della gnomonica, è quanto meno emozionante, specie a rileggerla oggi e non posso fare a meno di riportare questi stralci da cui si evince facilmente la grande disponibilità, umanità, umiltà e fratellanza di cui era dotato Don Alberto: "Spero di aver soddisfatto tutte le tue simpatiche curiosità e di aver trovato in te un amico che spero di conoscere personalmente. Con affetto e stima ho scritto questa lettera e se hai qualche dubbio fammelo sapere".

Dev'essere stato nell'estate di quello stesso 1988 che ho incontrato Don Alberto di persona, a Fiuggi. Infatti egli mi fece sapere che si trovava nella città di Bonifacio VIII per un soggiorno alle famose terme. Fu in quell'occasione che io e mia moglie avemmo modo di conoscere la squisita persona che era. Indubbiamente, come confermato anche dagli amici che l'anno conosciuto anni dopo, egli era di una affabilità assoluta. Gioioso, limpido, sempre di buon umore e ti trasmetteva quella positività che ti faceva rimettere in pace con il mondo. Scherzoso,  ironico ma mai banale, scontato o superficiale. Ogni sua battuta insegnava qualcosa. Alla fine della sua lunghissima lettera, mi scrisse "Poi quando vengo a Sparanise mi paghi un pranzo!", ma aggiunse anche "No, scherzo!". Invece il pranzo lo pagò lui a me e a mia moglie, perchè quando ci vedemmo alle terme di Bonifacio VIII a Fiuggi, ci volle per forza ospiti dei suoi genitori che erano con lui. La cosa fu molto più importante che un pranzo al ristorante, perchè egli aveva incaricato la madre di farci assaggiare il ragù marchigiano! E mi rincresce, oggi, di non aver documentato fotograficamente quei momenti! Mentre mia moglie, più di me, ha un meraviglioso ricordo di quel pomeriggio trascorso con persone speciali. La sua generosità e disponibilità verso gli altri è rimasta una virtù indimenticabile ed un insegnamento per tutti. Il suo contributo nella divulgazione della gnomonica è oggi sotto gli occhi di tutti. Costruttore infaticabile di meridiane, sull'insegnamento dei grandi del passato, come il D'Albertis girovago pintor di meridiane, e come i tanti che lo hanno fatto senza un preciso scopo di lucro, anche se oggi il mestiere di gnomonista è divenuto una vera e propria professione in certi casi. Ma per fare la differenza con il nostro Cintio, voglio riportare uno stralcio da una sua lettera del 29 novembre del 1989 in cui gli esprimevo la mia perplessità nell'aver conosciuto il costo di alcune meridiane fatte da un noto costruttore di allora e a cui egli mi rispondeva così: "Se ti fa piacere, sappi che io ne ho già costruito 23 e che la spesa presso il mio marmista per la pietra e per la scultura è solo di 350.000 lire". Da, appassionato Don Cintio fiutava tutte le piste possibili per cercare affinità e notizie utili alla ricerca nella gnomonica. Così, egli mi fece sapere che un ragazzo, suo allievo del 5° liceo,  gli aveva detto che a casa dei suoi nonni, arando un terreno, era venuta alla luce una "pietra scavata", e così "sono corso subito lì - mi ha scritto - e ho visto che è un bell'esemplare di orologio a superficie sferica concava scavata su marmo rosa, tipica dei nostri Monti Sibillini". Notizie che poi sono andate a far parte del suo bel libro Le Meridiane delle Marche, edito da Andrea Livi Editore, Fermo, 1999.

E chi non ricorda Don Alberto per la sua mitica passione e competenza nel ricercare e spiegare i motti latini delle meridiane? Non è forse egli stato per noi una fonte inesauribile di conoscenza in questa particolare sezione della gnomonica? Infatti il suo libro, raccoglie ben 759 motti. Le sue nozioni di gnomonica, sono pensate perchè possano essere fruibili da tutti, anche da coloro che non hanno una preparazione specifica in matematica e in astronomia. Sono chiare, semplici, sintetiche, ma senza perdere di vista la necessaria rigorosità scientifica. Nel campo divulgativo cosa ci si può aspettare da chi ha coraggiosamente dato vita, organizzato e portato avanti, insieme ad Azzarita ed altri pochi appassionati i primi seminari nazionali di gnomonica? Certamente una mirabile attività dalle diverse applicazioni e sfumature, dalle applicazioni didattiche per le scuole, a docente di astronomia e gnomonica all'Università per la terza Età ad Ascoli Piceno, dalla redazione di numerosi articoli alla pubblicazione di libri, dalla costruzione di circa un centinaio di meridiane e ad un fondamentale contributo per la creazione del "paese delle Meridiane" a Monclassico, ai numerosi interventi dove è stato chiamato a spiegare questa materia ai profani.

Il suo duplice insegnamento, gnomonico e umano, vive oggi in ognuno di noi che abbiamo imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo. Nostro compito è quello di continuare a ricordarlo con la stessa dedizione che egli ha avuto per noi, affinché sia tramandata la sua memoria ai posteri.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

Don Cintio davanti ad una sua recente meridiana creata per una parrocchia della diocesi di Santiago de Compostela

Stralcio di una delle prime lettere ricevute da Don Alberto

Una delle prime rappresentazioni grafiche di progetto delle meridiane con il computer

La copertina del libro pubblicato da Don Cintio

Una meridiana su superficie cilindrico-convessa sulla chiesa collegiata di MOnterubbiano, fatta in occasione del secondo Seminario di Gnomonica 1989

San benedetto Del Tronto, Seminario di Gnomonica

Porto San Giorgio, inaugurazione della meridiana fatta per l'occasione del Seminario di Gnomonica

Bocca di Magra, Seminario di Gnomonica. Don Cintio tra i presenti

Bocca di Magra, La Spezia, Seminario di Gnomonica

Incontro tra gnomonisti

Da sinistra a destra: Guido Tonello (di spalle), Renzo Righi, Giuseppe Tavernini (seduto), a destra Don Cintio e, di spalle, Giuseppe Zuccalà.

Monterubbiano. 2° seminario di Gnomonica

Da sinistra a destra: Girolamo fantoni, Francesco Azzarita, Nicola severino, Don Alberto Cintio

San benedetto del tronto - Seminario di Gnomonica

Uno dei primissimi programmi di Cintio applicato ad una telescrivente Olivetti con videostrittura, 1989

 

Sintesi biografica come dal suo libro:

"Alberto Cintio, nato a Fermo nel 1941, laureato in Scienze Naturali, è ordinario di queste discipline nei Licei. Ha sempre utilizzato la gnomonica come valido strumento didattico per la comprensione della meccanica celeste e per questo ha compilato vari software per il calcolo delle effemeridi del Sole e per realizzare meridiane di ogni tipo. Ha scritto molti articoli e saggi per le riviste l'Astronomia, Nuovo Orione, l'Astrofilo, Animazione ed Espressione. Quale membro dell'UAI Sezione Quadranti Solari, ha organizzato nel Piceno quattro Seminari Nazionali di Gnomonica di tre giorni ciascuno, che hanno visto ogni volta la partecipazione di un centinaio di esperti provenienti da tutta Italia, con relativa pubblicazione degli Atti. Ha realizzato circa 80 meridiane tra restauro di antiche e calcolo di nuove, molte scolpite in marmo, altre dipinte su intonaco, altre ancora su piastrelle di ceramica.".

 

Scritto il 5 marzo 2012, in memoria di Don Alberto Cintio.

Nicola Severino