BIBLIOTECA DIGITALE GNOMONICA

 di Nicola Severino

SEZIONE ARTICOLI WEB 2004-2010

 

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ARTICOLI WEB 2010

IL CILINDRO ORARIO IN ALCUNI MANOSCRITTI DELLA BIBLIOTECA MEDICEA LAURENZIANA

 

Il cilindro orario, denominato  anche orologio "del pastore",  è uno dei più affascinanti e simpatici orologi solari conosciuti. Ebbe uno straordinario successo e diffusione di esemplari, di cui alcuni sono delle vere e proprie opere d'arte, nel pieno Rinascimento. L'Europa brulicava di queste eccentriche "colonnine orarie" da trasporto, comodamente ricomponibili all'istante grazie alla testa gnomone smontabile. La storia ci ha riservato una grande sorpresa quando oltre un decennio fa le origini di questo strumento furono arretrate  sulla scala temporale di quasi mille anni, dall'anno Mille al II secolo d.C., sorprendendo tutti nello scoprire che esso era già usato nell'antica Roma! In questo articolo, l'autore, cogliendo l'occasione di presentare alcuni manoscritti digitalizzati della Biblioteca Medicea Laurenziana che contengono trattati sul cilindro orario, ripercorre brevemente le tappe storiche fondamentali, commentate secondo l'esperienza storica acquisita fino ad oggi.

 

SULLE ORME DI ATHANASIUS KIRCHER: JOHANN ZAHN

 

 In questa breve nota, presento in prima assoluta un autore ben noto agli appassionati di cinematografia, ottica e fotografia, perchè all'unanimità considerato il precursore e un po' l'inventore della camera oscura e quindi della macchina fotografica. Ma nella sua voluminosa opera sull'ottica, catottrica, suoi principi generalizzati ed applicati a innumerevoli progetti e idee tipiche della creatività dello scientismo gesuitico che nella metà del XVII secolo era in pieno fermento, tenendo fede all'insegnamento di Kircher, Zahn ci regala qualche pagina curiosa ma interessante per la nostra gnomonica. Ispirato dalla "magia horographica" del suo maestro, ci parla di strani orologi dipinti su lenti oculari convesse usate come un radio orario proiettante, di orologi solari catottrici illusori, secondo una tipologia di gnomonica per molti versi a noi poco consona oggi che ci appare quanto meno bizzarra, ma che a quei tempi era ben vista soprattutto agli occhi dei signori, conti, cortigiani e famiglie di alto rango, avidi di bizzarrie artistiche all'unisono con l'esuberante stile barocco sempre più in voga. Oculus Artificialis Teledioptricus, sive Telescopicum, pubblicata a Wurzburg nel 1685, sarebbe un'opera dalla lettura altamente dilettevole se fosse in italiano, ma il testo latino forma una barriera all'intelligibilità delle descrizioni, spesso bizzarre e non facili da seguire nelle idee eccentriche, che si spera possa essere tradotto almeno nelle pagine che più ci interessano da vicino. Qui se ne propone, per la prima volta, una presentazione semplice che si spera possa invogliare ad uno studio più approfondito.

 

 

L'ASTROLABIO LINEARE DI al-TUSI:

APPLICAZIONI GNOMONICHE

di Massimo Goretti

 

 

L'articolo dell'ing. Goretti costituisce una singolare e preziosa ricerca storica sull'astrolabio lineare di al-Tusi, uno strumento astrolabico descritto da Alì Aboul Hassan al-Marrakushi e poi ripreso da vari autori dalla fine del XIX secolo ad oggi. Le sue applicazioni gnomoniche però vengono qui descritte per la prima volta dall'autore che ne finalizza l'uso gnomonico con esempi moderni e calcoli matematici.

 

 

Italian version                      English version

 

 

UNA MERIDIANA TEMPLARE A STRONCONE

 

 

 

Una meridiana ricca di fascino, murata nella facciata della chiesa di San Nicolò a Stroncone, antico centro medievale in provincia di Terni, reca simboli che fanno pensare essere appartenuta a a qualcuno degli ultimi cavalieri templari nel lontano 1430.

Nell'articolo, l'analisi e le ipotesi di Nicola Severino.

 

 

 

REFRACTIVE SUNDIALS IN ITALY

By Lino Colombo

 

The History of Refractive Sundials in Italy

Now the English translation of the following article:

LA STORIA SVELATA DEGLI OROLOGI SOLARI

published here on 2009

For the images and drawings see the italian article version

 

LE ORE DI NORIMBERGA SVELATE!

The mystery of the Nuremberg Hours solved!

 

Il nuovo articolo di Nicola Severino in cui le Ore di Norimberga e gli orologi solari che le indicavano sono finalmente e definitivamente svelati, grazie al ritrovamento di un'opera insospettabile che contiene il più lungo e straordinario capitolo dedicato a questo argomento. In realtà, l'opera Mathesis Juvinalis di Johann Christophoro Sturm, pubblicata alla fine del '600, contiene un vero e proprio trattato di gnomonica, peculiare per lo stile in cui esso fu concepito. Infatti, l'autore scrisse per i giovani studenti dell'università in cui insegnava e quindi l'approccio alla gnomonica, ma anche alle altre materie, è insolitamente divulgativo ed attento a particolari argomenti, unendo insieme il rigore scientifico con il piacere della curiosità e dell'utilità pratica. Una sorta di libro delle "recreations", come poi andava di moda in quell'epoca. E' in questo contesto che ho trovato la prima, ed unica finora, trattazione divulgativa, completa e fortunatamente in un linguaggio comprensibile nella sua traduzione inglese, delle Ore di Norimberga e degli orologi solari che le indicavano. Si trovano così non solo molte conferme già pubblicate nel mio precedente articolo in collaborazione con Fer de Vries, ma anche notizie storiche preziose, la relazione di queste ore con i sistemi Babilonico ed Italico, abbastanza confusa oggi, e un metodo geometrico per realizzare i piccoli tratti trasversali propriamente caratteristici dei segmenti delle Ore di Norimberga. Una piacevole scoperta che condivido con voi lettori insieme al fatto di potervi offrire l'edizione digitalizzata dell'opera di Sturm tradotta in inglese, rara ed introvabile su internet se non per abbonamento. Potrete scaricarla direttamente da questo sito nella pagina 03 degli updates dei links.

 

 

ARTICOLI WEB 2009

 Andreas Schöner’s Stereographic

 Sundial Design Fred Sawyer,

John Schilke & Nicola Severino

 

 

pdf article from

The Compendium

Volume 16 Number 4 December 2009

 

DUE MANOSCRITTI SCONOSCIUTI DI GNOMONICA

DI GEORG BRENTEL E LEONHARD LUTZ

 

 

 

Con questo breve articolo inizia l'aggiornamento metodico della biblioteca digitale dei links dei libri sulla gnomonica. Trattandosi di un'opera di eccezionale importanza per il fatto di essere oggi totalmente sconosciuta, di essere stata digitalizzata da pochissimo tempo e per accorpare due manoscritti di eccellenti autori del passato, abbiamo voluto scrivere questa breve nota di presentazione. Siamo di fronte ad una nuova scoperta bibliografica e ad un'opera di rara bellezza, che si distingue per la caratteristica precisione e chiarezza dei disegni di Georg Brentel, ma anche di Lutz, senza dimenticare che il primo fu uno dei gnomonisti e strument-maker più importanti dell'inizio del XVII secolo.

 

Un importante orologio solare bolognese scomparso

 

 

In Piazza Maggiore a Bologna, quando la linea meridiana nella Basilica di San Petronio attendeva di essere ripristinata, un semplice ed importante orologio solare indicava il tempo ai bolognesi. Il tempo dei mercanti, degli uomini d'affari, delle sagre della porchetta, delle esposizioni, dei riti e di tutte le attività vitali del centro storico, erano scandite da un umile orologio solare poi misteriosamente scomparso. Grazie a Mario Bettini si può avere un'idea precisa di come era fatto questo orologio perchè non ne vada persa la memoria, con l'auspicio che presto possa essere ripristinato al suo antico splendore.

 

 La Gnomonica di Mario Bettini

 

 

Una monografia sulla gnomonica di un padre gesuita vissuto nel XVII secolo. Una pagina del tutto sconosciuta oggi che rispecchia gli studi, le intuizioni e gli esperimenti di una grande personalità scientifica di quel tempo. Grandi notizie storiche si alternano ad affascinanti macchine gnomoniche in una suggestiva sintesi tra il fascino degli orologi solari e la ricerca parascientifica, caratteristica delle produzioni gesuitiche, sulla scia di Kircher, del XVII secolo. Un articolo di 58 pagine, costato più di 150 ore di studio, ricerche bibliografiche, confronti, traduzioni, interpretazioni, e la straordinaria collaborazione di Fer de Vries.

 

Le ore Boeme e le ore Italiche: erano uguali?

 

Una vecchia questione insoluta e un po' misteriosa accompagna la storia degli orologi solari ad ore Italiche e Babiloniche. Molti autori in passato, specie nel descrivere le usanze dei popoli antichi del momento in cui facevano iniziare il giorno e la notte, hanno dato definizioni diverse delle ore Italiche e Babiloniche. Principalmente la diatriba riguarda le ore Boeme che secondo alcuni autori sarebbero state uguali alle italiche e secondo altri derivate dall'usanza delle ore babilonesi. In questo articolo si spera di dare un piccolo contributo per una comprensione sempre maggiore del problema, grazie ad un particolare scoperto in un libro antico e attraverso una simpatica idea che vede protagonisti direttamente gli gnomonisti e uomini di scienza del XVI e XVII secolo.

 

LA STORIA SVELATA DEGLI OROLOGI SOLARI A RIFRAZIONE

di Lino Colombo

Risolto il mistero della meridiana a rifrazione di Hartmann scoperta in Italia.

Lino Colombo in una singolare ricerca sui principali orologi solari a rifrazione esistenti in Italia, ripercorre le tappe fondamentali della storia di questi strumenti, svelando i segreti dell'orologio di Hartmann conservato nel Museo della Scienza e Tecnica di Madrid e rivelando incredibili novità sull'orologio solare, citato da Oddi Muzio, esistente nella vasca del giardino pensile del palazzo ducale di Urbino. Egli pone, inoltre, dubbi e quesiti sull'attribuzione dell'orologio solare a rifrazione di Simone Barocci conservato nell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze. Un articolo denso di colpi di scena ed uno stimolo a continuare la ricerca storia su questi affascinanti e un pò misteriosi strumenti solari.

Nell'articolo è stato integrato il primo lavoro di Lino Colombo con tutte le foto inedite ad alta definizione dell'orologio di Hartmann. Fu pubblicato per la prima volta sulla rivista Gnomonica n° 1, settembre 1998 e quindi nella versione digitale su questo sito, ma in entrambi i casi le foto a bassa definizione e scarsamente visibili, furono ridotte o addirittura omesse. Qui sono ripubblicate nella loro interezza, ad alta qualità, e rendono finalmente l'eccezionale valore storico artistico della meridiana a rifrazione di Hartmann.

 

Tre meridiane greco-romane

da Asciano, Pozzuoli e Chemtou

 

Vengono qui descritte tre nuove meridiane greco-romane non censite, da Asciano (Siena), Pozzuoli (NA) e Chemtou (Tunisia).

ERRATA-CORRIGE: Lo gnomonista Mauro Agnesoni mi ha comunicato che la meridiana conservata al museo Corboli di Asciano in realtà fu rinvenuta a Rapolano Terme e quindi si tratta di una meridiana già inserita nel mio censimento degli orologi greco-romani nei CD-R pubblicati in precedenza. E' certamente strano che al Museo Corboli non mi abbiano saputo dire della provenienza di questa meridiana, che altrimenti non avrei considerato "nuova".

 

PAGINE SCONOSCIUTE  DI GNOMONICA DI GIOVANNI "REGIOMONTANO", IN UN MANOSCRITTO DEL 1475.

 

  Incredibili sono le scoperte che la storia della Gnomonica può ancora oggi riservare. Come tante volte ho avuto occasione di dire, non si finisce mai di scoprire novità nella letteratura antica degli orologi solari. Giovanni Mueller, detto Regiomontano, è stato da sempre conosciuto nella gnomonica quasi esclusivamente per la sua opera "Kalendarium Magistri" in cui descrive uno degli orologi solari più famosi e affascinanti della storia gnomonica rinascimentale: l'orologio universale rettilineo detto appunto "Regiomontano". Oggi possiamo aggiungere questo inaspettato quanto splendido manoscritto del 1475 la cui parte gnomonica è firmata "Iohannes Regiomontanus"

 

L'articolo sulle Ore Planetarie di Giovanni di Sacrobosco, data l'importanza, è stato pubblicato, nelle sue linee essenziali, sulla prestigiosa rivista "La Voce di Hora", che è la più importante ed autorevole rivista italiana sull'orologeria antica.  Pubblicata dall'Associazione Italiana Cultori di Orologeria Antica. Chi volesse prenotarne una copia, potrà scrivere a

HORA, Via San Vittore 6, 20123 Milano  www.hora.it

 

Il compasso di proporzione, o settore: un'invenzione di Galileo?

 

 Girolamo Tiraboschi e Antonio Lombardi così scrivevano preoccupati nel 1796 sulla presunta, frenetica, attività di discredito delle invenzioni di Galileo Galilei: “ Pare che sia destino di tutte le invenzioni del Galileo, ch’esse gli vengano contrastate, e che altri cerchi di arrogarne a se stesso la gloria. Cos’avvenne ancora per il compasso di proporzione da lui ideato fin dal 1597, e fin d’allora da lui fatto eseguire e mostrato a diversi ragguardevoli personaggi, che si annoverano dal Viviani, e prima di lui dal medesimo Galileo della sua Difesa contro il Capra…”.

Tiraboschi si riferisce ad una controversia molto famosa e dai toni molto accessi perché dopo che Galileo pubblicò a sue spese il libro “Le operazioni del compasso geometrico e militare”, l’anno seguente un suo allievo, certo Baldassarre Capra, pubblicò un libro identico ma in latino sullo stesso strumento arrogandosene l’invenzione! Galileo vinse legalmente la battaglia e da allora fu considerato unanimemente l’inventore del compasso di proporzione.

 

L’OROLOGIO SOLARE PHAEDRUS DI LORD ELGIN

 

 

Questo articolo è dedicato ad una scoperta singolarissima della gnomonica, effettuata casualmente da un personaggio ben noto dell’ottocento. L’orologio che andiamo qui a descrivere in dettaglio, per la prima volta in tempi moderni, costituisce un prezioso ed unico reperto gnomonico che ha affascinato archeologi, astronomi ed uomini di cultura del XIX secolo.

Sono on-line anche gli articoli sulle ore planetarie delle riviste "The Compendium" e "De Zonnenwijzerkring" (vedi il link sotto)

STORIA DEGLI OROLOGI SOLARI A RIFRAZIONE

In questo articolo si racconta in dettaglio la storia degli orologi solari che sfruttano l'effetto della rifrazione della luce solare di uno gnomone in una vasca o coppa quando è riempita d'acqua. Questa curiosità divenne oggetto di studio nella letteratura gnomonica a partire dalla fine del XV secolo, probabilmente ad opera di Giovanni Regiomontano, come testimonia Cristoforo Clavio, ed ebbe il suo massimo sviluppo nell'applicazione gnomonica per tutto il XVI secolo. Ma con quale criterio venivano costruiti questi orologi se le leggi della rifrazione furono scoperte e divulgate solo nei primi decenni del XVII secolo? Fu solo una mera pratica derivata dall'osservazione e dall'esperienza, come testimonia Oddi Muzio? O si può dire qualcosa di più? Scoprilo leggendo l'articolo.

 

GNOMONICA SU YOU TUBE. Al via il nuovo progetto di divulgazione della gnomonica su You Tube. L'intento è quello di catturare l'interesse delle persone, attraverso piccoli video di presentazione di argomenti di Gnomonica. I filmati possono essere rintracciati eseguendo la ricerca per autore (nicolaseverino) e per argomento (gnomonica). Più semplicemente seguendo tutti gli aggiornamenti nell'apposita pagina dei links dei filmati su You Tube.

Sundials And Roses: il giardino del tempo.

 

Una prima indagine storica sugli orologi solari da giardino concepiti nei secoli scorsi.

L'orologio solare di Oughtred, prima di Oughtred!

 

Finalmente trovata l'origine dell'orologio solare orizzontale di Oughtred!

L'orologio greco-romano di Tirana

 

un frammento importante di gnomonica

L'orologio greco-romano "piumato" di Pamukkale

 

Un esempio unico con suddivisioni orarie di mezzore e quarti

 

 

 

 

 

 

 THE PLANETARY HOURS MONTHS!

 

 THE PLANETARY HOURS MONTHS!

Una serie di articoli che hanno dato un grande contributo alla riscoperta delle ore Planetarie Eclittiche di Sacrobosco.

1) Nicola Severino:
Solis et Artis Adulteria: the gnomonica of Karamuel Lobkowitz.

2) Nicola Severino:
Le prime immagini delle ore Planetarie di Giovanni di Sacrobosco.

3) Nicola Severino:
Le ore Planetarie Eclittiche: le fonti.

4) Fer de Vries:
Importanti scoperte di Nicola Severino sulle ore Planetarie.

 5) Fer de Vries:
Some notes for the use of an astrolabe for the Ecliptical Planetary Hours.

English/Italian version, thanks to Marisa Addomine
 

March:

6) Fer de Vries:
Nicola Severino finds important News about Ecliptical Planetary Hours. The Compendium of NASS (North American Sundial Society)

May:

7) Fer de Vries:
Nicola Severino vindt belangrijk Nieuws over Ecliptische Planetenuren.

Bulletin of De Zonnewijzerkring.
 

L'OROLOGIO SOLARE DI TENOS

 

Nell'isola di Tenos (Grecia) è conservato uno dei più importanti orologi solari dell'antichità. Astronomicamente e gnomonicamente impeccabile, il monumento reca la prestigiosa firma dell'astronomo Andronico Cirreste, già autore della Torre dei Venti in Atene. In questo articolo, si propongono alcune foto a colori ad alta risoluzione che permettono di osservare forse per la prima volta come è dal vero questo straordinario monumento e, inoltre, si discute dell'interessante impiego di uno gnomone parallelo al piano equatoriale, come proposto da Gibbs nel 1976 e verificato oggi al computer. Ciò potrebbe dimostrare che l'uso di gnomoni inclinati (nel piano dell'equatore e nel piano polare) erano conosciuti, sebbene usati raramente, in contrapposizione alla tendenza di pensiero che colloca l'uso dello gnomone polare nell'Occidente Cristiano solo a partire dal periodo post Crociate.

 

NUOVI QUADRANTI SOLARI DI EPOCA ROMANA

 

 

I quadranti solari greco-romani sono un tema ricorrente nella storia della gnomonica. Dal XVIII secolo, epoca in cui venne alla luce il primo "hemicyclium ex quadrato ad enclima succisum" come descritto da Vitruvio, fino al 1976 è stato un susseguirsi di scoperte fantastiche. Gli stessi archeologi rimanevano perplessi davanti a dei reperti che a volte non era esagerato definire stravaganti e non poche volte è stato compito degli astronomi e gnomonisti (Boscovich, Peter, Martini, Woepcke...) indagare sulle questioni astronomico-gnomoniche di questi strumenti. Nel 1976 la ricercatrice Sharon Gibbs, pubblicò a Yale il primo censimento-catalogo degli orologi greco-romani, con il fortunato appoggio di tutta la comunità mondiale di archeologia e delle istituzioni museali e biblioteche. Da allora sono stati scritti diversi articoli sul tema. Di tanto in tanto emergono nuovi esemplari nelle campagne di scavi archeologici. Altri se ne scoprono in insospettabili piccoli musei locali. In questo articolo si presentano vari esemplari sfuggiti al censimento di Gibbs ed altri di cui non aveva avuto la possibilità di pubblicare una immagine. Le informazioni sono state raccolte da ricerche in internet e dalla collaborazione di alcuni amici, come Marisa Addomine e Reinhold Kriegler.

 

 

 

ARTICOLI WEB 2008

 

 

Georg Hartman

 

Un nuovo articolo di 32 pagine in cui viene presentato il raro manoscritto RAR 434. Una raccolta preziosa di disegni di orologi solari progettati e realizzati da Georg Hartmann nei primi decenni del 1500. Nell'interpretazione storica dell'autore, come l'inaspettata citazione di Hartmann dell'orologio del Palazzo Valle in Roma, degli orologi ad ore di Norimberga, dei numerosi orologi su colonna, dell'inusitato orologio a colonna equatoriale con fori gnomonici, forse il primo nel suo genere, emendando l'errore interpretativo di chi ha creduto finora si trattasse di un orologio a rifrazione, e via dicendo. George Hartmann è stato forse il primo grande gnomonista della Rinascenza, attivo a Norimberga, a progettare e costruire numerosi orologi solari, compresi i primi esemplari a rifrazione, dando inizio a quella che fu la più florida, bella ed importante produzione artigianale di orologi solari di tutti i tempi.

 

 

 

Le ore di Norimberga

 

Tra i sistemi orari in uso presso i popoli occidentali, c'è quello delle cosiddette "Ore di Norimberga" che ha costituito una sorta di piccolo mistero fino ad oggi e che in questo articolo si tenta di svelarne tutti i segreti grazie anche al ritrovamento di esemplari disegnati dallo gnomonista Georg Hartmann all'inizio del 1500. Un articolo tra i più completi pubblicati sull'argomento fino ad oggi, con 19 pagine in pdf e numerose immagini tratte da testi di gnomonica antichi e una rara immagine moderna dell'orologio solare murale verticale con le vere "Ore di Norimberga" che si trova sulla chiesa di San Lorenzo a Norimberga. Si definisce anche la differenza tra gli schemi orari dei dittici di Norimberga, le ore Italiche e Babiloniche utilizzate su tali schemi e le vere ore di Norimberga che sono stranamente segmentate.

 

GNOMONICA TECNICA:

 Il problema gnomonico di Newton

e

 le Curve Sghembe Gnomoniche di Loria

 

Per gli appassionati di gnomonica teorica ecco due pagine interessanti di cui una nientemeno che dal grande Isaac Newton e l'altra dal matematico Gino Loira. Il primo è studiato da Newton nel suo libro "Arithmetica Universalis, sive de compositione Arithmetica Liber", Lugduni Batavorum, 1732 . Il problema 55 ha per oggetto la determinazione della declinazione del sole e l'altezza del Polo dall'osservazione delle ombre di tre gnomoni di altezza differente in determinate condizioni che sono specificate nel testo. Nel file zip ci sono tre versioni dello stesso problema: una originale in latino, una in francese commentata da Delambre, l'altra in inglese; il secondo problema è riproposto da Gino Loria nel suo libro "Curve Sghembe Speciali", vol. II, edito da Zanichelli in Bologna nel 1925 in cui egli pone il seguente "quiz": Si consideri un'ordinaria meridiana delineata su una parete verticale, con uno stilo parallelo all'asse del mondo; in quale piano sono le curve dotate della prerogativa che l'ombra dello stilo stacchi su di esse archi eguali in tempi eguali?

 

ECCEZIONALE SCOPERTA GNOMONICA

L'Horarum Bilimbatum: scoperto l'esemplare più antico del mondo nel Castello di Borzano.

 

Durante recenti scavi archeologici nel Castello di Borzano, ad Albinea in provincia di Reggio Emilia, è stata recuperata una meridiana  portatile del tipo "clinometro d'altezza". Essa risalirebbe al XIV secolo e reca le linee orarie eguali astronomiche. E' l'unico in Italia e il più antico esemplare conosciuto.

A completamento dell'articolo scarica: L'Horarium Bilimbatum del quadro "Gli Ambasciatori di Holbein, un nuovo contributo", articolo di Nicola Severino, pubblicato su questo sito nel 2005.

Tracce gnomoniche in Christian Huygens

 

Dopo Newton e Galileo, riscoperti anche come autori di gnomonica, è la volta del grande astronomo e matematico Christian Huygens. Abbiamo scoperto delle tracce gnomoniche, in alcuni suoi manoscritti del 1646 e del 1664. Ne riportiamo in questo articolo una breve presentazione e il testo digitale.

La gnomonica di Marco Galli

 

Il Miscellaneo Matematico (1694) di Marco Galli, sconosciuto autore in campo gnomonico, riporta un interessante capitolo che può definirsi un piccolo trattato sugli orologi solari. Ne scopriamo il contenuto per la prima volta.

Che ore sono sulla tua mano?

 

 La mano come orologio solare in un articolo di 21 pagine che ripercorre tutte le tappe storiche di questa semplice e mirabile invenzione e che vede protagonista la mano dell'uomo come strumento per misurare il tempo e una semplice pagliuzza come gnomone. 

 

Il mistero dell'orologio solare orizzontale inclinato

 

 Nella bella Villa Cimbrone a Ravello esistono due orologi solari orizzontali, di cui uno sconosciuto e l'altro ricavato su un blocco di pietra inclinato di circa 30 gradi sull'orizzonte. L'autore lo descrive alla luce di una sua recente visita sul luogo.

L'orologio di Flora in un antico manoscritto della Certosa di Trisulti

 

Un antico manoscritto di un anonimo monaco certosino della Certosa di Trisulti a Collepardo (FR), scoperto qualche decennio fa da Domenico Torre, ci fa rivivere emozionanti momenti di poesia e relax parlandoci dell'orologio di flora del Linneo, probabilmente realizzato nel giardino della Certosa dagli esperti botanici verso la metà del XIX secolo. Un documento storico importante in quanto per la prima volta testimonia l'uso dell'ora italica utilizzato per questo orologio.

Alfred Gatty: The Book of Sundials

 

Forse perchè è in inglese, o forse perchè fino ad oggi di difficile reperimento, il libro di Alfred Gatty, che è uno dei più belli sugli orologi solari pubblicati nel XX secolo, per gli appassionati italiani è rimasto, nel dettaglio dei suoi contenuti, quasi sconosciuto  fino ad oggi se non a pochissimi esperti. Eppure è un libro godibilissimo in cui il fascino delle meridiane emerge in ogni sua prospettiva, cogliendo sempre inalterato un profondissimo amore per la ricerca di questi antichi segnatempo, mappe del cielo come li chiamava qualcuno. Il libro di Gatty è enciclopedico per i livello e la quantità di informazioni storiche, soprattutto  per quanto riguarda la gnomonica inglese; innovativo perchè rappresenta il primo censimento moderno dei quadranti inglesi e del mondo; completo se si tiene conto dell'enorme raccolta di motti effettuata per la prima volta...Un documento unico che appassiona il lettore pagina dopo pagina in una giostra di disegni di antichi orologi solari. Un libro emozionante. Qui se ne fa una prima recensione italiana.

 

Peculiarità meccaniche negli orologi con quadrante "alla romana".

 

L'esperta di orologeria meccanica ing. Marisa Addomine, ci svela il "segreto" del funzionamento degli orologi "alla romana"...

"I turisti stranieri, o i nostri conterranei appassionati di torri e campanili provenienti da zone diverse dall'Italia centrale, restano spesso stupiti nell'ammirare, su tante torri campanarie o sulle facciate di palazzi di destinazione sia religiosa che laica in quello che fu lo Stato Pontificio, dei quadranti che, anziché riportare l'indicazione delle XII ore come di consueto, riportano solamente le ore da I a VI, con il numero VI in corrispondenza di quelli che per noi sono solitamente il mezzogiorno o la mezzanotte. Sull'argomento, molti dei nostri Lettori avranno già consultato le note di Nicola Severino. Forse potranno essere utili alcune note circa la storia di questa insolita suddivisione del quadrante orario, e delle sue implicazioni a livello orologistico." (nella foto, orologio a VI di Sutri, VT)

 

Jean Bullant: un maestro di gnomonica

 

 

Non sono rari gli autori del ‘500 che si sono rivolti con le loro pubblicazioni gnomoniche non solo a studiosi esperti ma anche e soprattutto ad un pubblico più vasto di curiosi, artisti e artigiani. In Inghilterra possiamo citare Thomas Fale; in Italia, ma un po’ in ritardo rispetto agli altri, Oronzio Fineo, Sandolino Cherubino, Giovanni Paolo Gallucci, Vimercati ed altri; in Spagna Johannes Ferrerio Spagnolo. In Francia, il massimo esempio è certamente dato da Jean Bullant, architetto e scultore di grande rilievo che studiò a Roma, rimanendo influenzato certamente anche dalla gnomonica italiana. Egli viene però ricordato principalmente per il suo libro La Règle générale d'architecture sur les cinq manières de colonnes e solo marginalmente per essere stato autore anche di un trattato di geometria e gnomonica. Qui vorremmo finalmente colmare questa lacuna e rendere merito al grande architetto francese per la sua meravigliosa opera gnomonica che ci ha tramandato.

Gli "orologi di flora" non hanno una base gnomonica

di Gaetano d'Argenio

 

Il prof. Gaetano d'Argenio, in un sintetico articolo, ci svela finalmente il segreto dell'orologio floreale di Linneo, mettendo in evidenza che esso non fu concepito secondo le regole gnomoniche standard.  Per la prima volta in questo articolo d'Argenio ci spiega come questo orologio, che ha affascinato e continua ad affascinare generazioni di appassionati, funziona dal punto di vista tecnico della botanica .

Il ritorno degli orologi solari viventi

 

Un esperimento unico da parte di un autore tedesco del primo XVIII secolo di dare letteralmente vita agli orologi solari strasformandoli in piante e arbusti "gnomonici" nel rispetto delle regole di quest'arte e nell'intento di abbellire parchi e giardini, pubblici e privati. Un'esperienza unica alla quale solo dipoco si avvicina quella dell'orologio floreale di Linneo. Uno studio specifico della botanica antica, ma una lezione d'arte per tutti noi.

N.B. L'articolo, in pdf, potrebbe impiegare qualche minuto per aprirsi a causa delle numerose immagini. Consiglio quindi di attendere almeno un minuto prima di chiudere l'applicazione.

Si segnala una (errata-corrige) del prof. d'Argenio

 

 

 La colonna gnomonica 

 

E' curioso notare, oggi, che fino al XIX secolo, tra gli elementi architettonici di abbellimento figurava anche la cosiddetta "colonna gnomonica".

In questo breve articolo la si può vedere insieme ad altri ordini di colonne, tra cui anche quella astronomica.

 

Le centurie e le cassette gnomoniche di Bonaventura Cavalieri

 

Cavalieri è stato un grande matematico vissuto a cavallo tra il XVI e XVII secolo. Amico e collaboratore di Galileo, scrisse vari trattati importanti e i suoi studi sugli indivisibili contribuirono grandemente alla futura teoria sugli infinitesimali. Molto meno noto è un suo piccolo contributo nella gnomonica, pubblicato quasi involontariamente, come dispensa per i suoi studenti e lettori, che si trova nella sua pubblicazione "Centuria di vari problemi per dimostrare l'uso dei logaritmi nella gnomonica, astronomia...etc". Qui egli descrive non solo l'uso dei logaritmi applicati ad un originale righello gnomonico ruotante intorno al centro di un quadrante, ma anche le cosiddette "cassette orarie" come strumento semplice per costruire facilmente nella pratica gli orologi solari principali a qualsiasi latitudine.

 

Franz Ritter: i primi orologi solari integrati in mappe geografiche

 

Il 3 ottobre del 2006, William J.H. Andrewes, presentò un brevetto all’ufficio delle “U.S. Patent” negli Stati Uniti d’America. Tale brevetto porta il numero 7114262 e tratta di un orologio solare orizzontale “incorporato” ad una mappa geografica realizzata in proiezione gnomonica. L’autore fa un atto di onestà e ricorda che il primo ad inventare e realizzare un orologio solare simile fu Franz Ritter di Norimberga, nel 1610. Una notizia questa davvero poco nota nell'ambito degli appassionati di gnomonica di oggi. L'articolo si propone di divulgare l'originale idea di Ritter, un teologo tedesco, gnomonista, cartografo e studioso di matematiche e astronomia dei primi decenni del XVII secolo.

 

 

Galileo gnomonista?...Eppur fa ombra!

 

E' incredibile a dirsi, ma è così. Fino alla fine dell'800 si leggeva, in numerosissime fonti, di un manoscritto gnomonico redatto da Galilei negli anni dell'insegnamento a Padova. Notizia che è stata via via dimenticata fino ad  apparire, oggi, come una scoperta quasi sensazionale. Il manoscritto fu conservato nella biblioteca del Nelli fino ai primi decenni del '700, poi è misteriosamente scomparso, forse venduto per pochi soldi a qualche collezionista, o distrutto per sempre. In questo articolo, si ricompongono le pochissime notizie pervenuteci, ma pur sempre importanti per la storia della gnomonica.

Il restauro di Ximenes dell'antico gnomone fiorentino del Toscanelli in S. Maria del Fiore, nei manoscritti galileiani dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze

Tracce gnomoniche del grande restauro di Ximenes in alcuni manoscritti galileiani dell'IMSS. In particolare, gli scambi epistolari tra Ximenes e Monsieur de la Condamine, testimone "de visu" del restauro e perciò di primaria importanza nel progetto.

 

ARTICOLI WEB 2007

La Gnomonica nei libri di Prospettiva e Geometria descrittiva

 

In questo articolo, di ben 27 pagine, viene fatto per la prima volta un resoconto dei contenuti gnomonici a volte presenti in certi libri di prospettiva e di geometria descrittiva.  A cominciare dalla fine del XV secolo, le regole pragmatiche della prospettiva vennero utilizzate anche per la costruzione degli orologi solari e la testimonianza più autorevole ed importante dell'applicazione della prospettiva alla gnomonica ci è stata lasciata dal grande Daniele Barbaro a cui  Cristoforo Clavio dedica ampie pagine della sua Gnomonices. Seguirono altri autori, come Pietro Accolti che ci hanno lasciato interessanti pagine in merito. In seguito, soprattutto tra il  XVIII e XIX secolo, si osservò che i problemi fondamentali della gnomonica potevano essere considerati come una delle principali applicazioni della geometria descrittiva. Un articolo interessante che esplora lo sviluppo dei metodi per costruire orologi solari attraverso le esperienze degli autori di prospettiva e che riassume, per quanto possibile, i contenuti gnomonici di alcune delle principali opere sulla geometria descrittiva.

 

Horographia Expedita, di Joannes Hermanni

 

Nella Biblioteca Wielkopolska Cyfrowa di Poznan, in Polonia esiste un libro di gnomonica, di cui è disponibile una versione digitale liberamente scaricabile, rarissimo. Il suo titolo abbreviato è Horographia Expedita e fu scritto da Joannes Hermanni, padre gesuita, che lo fece pubblicare a Cracovia nel 1680. Che sia un libro raro lo testimonia il fatto che non se ne trova traccia nei cataloghi storici delle biblioteche italiane e che, a parte il link della biblioteca polacca e pochi altri correlati, su internet non esiste praticamente notizia di questo libro.

Non è un grande trattato di gnomonica, ma un semplice libretto rivolto a coloro che desideravano costruire i principali orologi solari con il solo ausilio di riga e compasso ed un solo metodo geometrico che è quello fondamentale basato sull'uso del compasso per la descrizione delle linee orarie dal centro dell'orologio sulla linea equinoziale. Un libretto semplice che ha il suo fascino in un'epoca in cui la gnomonica del Seicento cominciava a lasciare il posto ai grandi gnomonisti dell'Illuminismo e soprattutto a quanti concentrarono invece tutta l'attenzione sui metodi trigonometrici.

 

Un libro polacco sconosciuto di gnomonica

 

Questo è il secondo libro sulla gnomonica della biblioteca Cyfrowa di Poznan. E'  un testo in polacco che spiega come realizzare i principali orologi solari con riga e compasso, scritto da Karcgewsky Wincenty e pubblicato a Cracovia nel 1825. L'articolo è più che altro una comunicazione, con le due sole tavole di disegni presenti nel testo, dell'esistenza di questo libro finora sconosciuto alla bibliografia gnomonica.

La Gnomonica e gli strumenti orari di Teofilo Bruni

 

Armonia Astronomica et Geometrica. Un titolo che induce a pensare ad un libro di astronomia e matematica, non certo ad un'opera specifica di gnomonica divisa in quattro trattati. Come altre imponenti opere sugli orologi solari, anche questa non è stata ai tempi nostri ancora rappresentata nella divulgazione se non per qualche rarissimo e specifico riferimento. Eppure si tratta di  un libro che è tra i primi grandi "esperimenti" di gnomonica del XVII secolo in volgare. L'autore, è un frate cappuccino, certo Teofilo Bruni, di cui non si si nulla, se non che era reputato un ottimo geometra e costruttore di orologi solari. La sua gnomonica è mirata al bisogno dell'epoca di aiutare coloro che volevano costruire gli orologi solari nelle sue quattro categorie fondamentali di artigiani: quelli esperti nel calcolo teorico, quelli esperti nell'applicare il metodo geometrico, quelli che cercavano solo l'ausilio delle tabelle e infine quelli che volevano utilizzare solo strumenti, alcuni dei quali sono invenzioni di Bruni.

Limiti estremi di funzionamento di un orologio solare piano

dii Riccardo Anselmi

 

 

Ritorna l'argomento dell'illuminazione del quadro di un orologio solare. Un tema che è stato poco trattato nella gnomonica teorica dei secoli scorsi e che da pochi anni è salito alla ribalta e all'attenzione degli gnomonisti, soprattutto teorici. Il quadro di un orologio solare piano s'illumina e si spegne in particolari momenti che dipendono dalla latitudine, dalla declinazione gnomonica, dall'inclinazione e dalla declinazione del Sole. Riccardo Anselmi ci fa conoscere il suo ultimo studio sull'argomento, frutto di due anni di riflessioni, in un articolo certamente di non facile lettura d'impatto, ma senz'altro interessante e ben articolato.

La meridiana a riflessione fu inventata da Raffaele Mirami?

 

Fino al 1994 circa l'invenzione delle meridiane a riflessione veniva attribuita generalmente ad Emanuele Maignan con la sua celebre opera "Perspectiva Horaria" del 1648 e autore di due tra le più celebri meridiane di questo genere, cioè quella di Palazzo Spada e del convento di Trinità dei Monti. Con la divulgazione da parte mia delle opere gnomoniche di Kircher, fu evidente che lo scettro passava ad Athanasius Kircher che pubblicava ad Avignone nel 1635 la sua "Primitiae Gnomonicae Catoptricae", ma subito dopo fui io stesso a smentirmi in seguito alla scoperta di un libro tedesco, scritto da Shoenberger nel 1622, che trattava di queste meridiane come un argomento nuovo. Nello stesso periodo divulgai anche alcune citazioni di autori ed enciclopedie che davano per inventore delle meridiane a riflessioni un certo Raffaele Mirami ebreo, ma per la rarità ed impossibilità di reperire le sue opere non mi fu possibile accertarlo. Oggi, a distanza di venti anni e grazie ai grandi progetti di digitalizzazione dei testi antichi disponibili su internet, ho potuto scoprire il libro in cui Mirami descrive probabilmente per la prima volta in Italia, e in volgare, la costruzione di un orologio  "in luogo coperto, et ombroso, dove non giunga raggio di sole"...

Ancora Scratch Dials in Sardegna!

 

Due eccezionali ritrovamenti segnalati dal collaboratore Paolo Bullita.

Nel 2005 Giovanni Pischedda trovava il primo orologio canonico medievale. Sembrava un ritrovamento unico in una Sardegna povera di quadranti solari che ci faceva restare stupiti per questo insolito aspetto. Oggi, a distanza di due anni seguono due altri importanti ritrovamenti e la Sardegna ci sorprende ancora non solo per le sue bellezze paesaggistiche...

Il dr. paolo Bullita segnala una errata-corrige per questo articolo. Si prega di tener presente quanto segue:

dove si legge

“…….. Il dr. Paolo Bullita, che collabora ad un interessante sito sulla  cultura e tradizioni della Sardegna che il lettore può visitare
liberamente  all’indirizzo
http://web.tiscali.it/forzaparis/ , mi ha ………..” si deve correggere in:

 “…. Il dr. Paolo Bullita, che ha realizzato, assieme al Dott. Giorgio Murgia, un interessante sito su alcuni orologi storici della Sardegna che il  lettore può visitare liberamente all’indirizzo  http://web.tiscali.it/orologisardegna, mi ha …….”

Orologi Solari Romani: nuovi indizi.

 

 Ogni particolare, ogni informazione, sia bibliografica che storiografica, relativo alle scoperte degli orologi solari romani durante gli innumerevoli scavi archeologici che sono stati condotti fino ad oggi, sono elementi preziosi per la storia della gnomonica antica e in particolare per l'argomento specifico degli orologi solari di epoca romana. In questo articolo sono riportati vari "indizi", tra l'altro inediti per la letteratura moderna, che riconducono al ritrovamento di alcuni esemplari di orologi solari romani. In particolare quello di Herennio in Tivoli, nelle Terme Stabiane, i ritrovamenti in Pompei dal diario di Giuseppe Fiorelli  e nelle terme di  Aix-lesBains, in un prezioso documento sconosciuto di Mouxy Deloche.

L'ora Italica del Vaticano: un orologio a VI sconosciuto

 

Come recita  il titolo dell'articolo, qui si descrive una mia recente scoperta (il quale termine deve essere inteso non in senso assoluto, ma come divulgazione di una notizia che in massima parte oggi è poco nota) relativa ad uno sconosciuto orologio solare meccanico con numerazione da I a VI, noto come "orologio alla romana", e ancor meglio come orologio meccanico ad ora italica da campanile. L'ho scoperto osservando un celebre dipinto del pittore piacentino Panini nel Museo Pinacoteca di Capodimonte a Napoli. L'orologio, scomparso misteriosamente attorno al 1860, segnava l'ora italiana nel vaticano e date le enormi dimensioni, certamente era visibile in molte zone limitrofe. Tale orologio segna un passaggio intermedio dell'orologeria della piazza di San Pietro, in cui un orologio meccanico certamente italico con numerazione da I a XXIIII iniziava la storia nel XVI secolo, poi uno simile fu spostato più in avanti e fu abbattuto per la costruzione del colonnato di Bernini, nel XVII secolo e quindi fu realizzato quello qui descritto che fu certamente il più grande, il più importante, fino all'avvento di Napoleone.

Tracce gnomoniche in Ruggero Boscovich

 

Ruggero Boscovich è limitatamente noto tra gli appassionati di gnomonica non per particolari opere sugli orologi solari che, a dire il vero, seppure esistono sono oggi totalmente sconosciute, ma per essere stato il primo scienziato di grande autorità a vedere, testimoniare, raccontare e descrivere il primo "hemicyclium" che fu ritrovato sul dosso del Tuscolo nel 1741, giusto un anno dopo che egli divenne professore di matematica al Collegio Romano. La sua fitta corrispondenza sarebbe tutta da esplorare ed è certo che l'argomento gnomonico è ricorrente. In questo brevissimo articolo, invece, abbiamo fatto cenno ad una serie di scritti che si trovano inseriti nell'opera omnia di ottica e astronomia.  Essi non costituiscono un trattato completo di gnomonica,  tuttavia sono interessanti per il metodo e il rigore scientifico che i francesi trovarono innovativi ed interessanti. La seconda parte è relativa al calcolo degli erroridi lettura  dovuti alla rifrazione rifrazione in un orologio solare armillare a foro gnomonico.

La Linea Meridiana della Certosa di San Martino a Napoli

 

La linea meridiana esistente nel Quarto del Priore della Certosa di San Martino a Napoli è famosa nella sua generalità, ma poco conosciuta in dettaglio. Spesso è stata definita come una semplice decorazione dell'appartamento del Priore splendidamente arricchito di cotto maiolicato dell'artista napoletano Chiaiese. Ma in realtà la linea meridiana è uno strumento scientifico tra i più belli d'Italia ed abbiamo scoperto essere stato realizzato nel 1771 da Rocco Bovi di Scilla che l'ha firmata sotto quello che sembra essere quasi un autoritratto. Riccamente decorata con splendide raffigurazioni zodiacali dipinte su maiolica, la linea meridiana è un autentico strumento scientifico che doveva servire per le osservazioni del transito del Sole e per il calcolo della data della Pasqua. Essa è contornata da due fasce di bronzo che rapresentano due colonne stilizzate, terminanti in un arco superiore sulle quali sono riportati diversi elementi della sfera celeste che forniscono informazioni astronomico-gnomoniche di grande interesse. Nell'articolo si può leggere una descrizione generale e dettagliata della stessa e soprattutto vivere da vicino questo splendido monumento gnomonico con una serie di eccezionali immagini che qui sono presentate per la prima volta.

A. Kircher: Organum Mathematicum, il primo "computer" gnomonico.

Questa ennesima "scoperta" mi aveva convinto a scrivere una sorta di "autobiografia" dei miei articoli sulla gnomonica di Kircher. In effetti, dal 1994 ad oggi, sembra che il destino abbia scelto me quale divulgatore ufficiale moderno del mondo gnomonico kircheriano. Avrebbe potuto farlo uno qualsiasi dei tanti appassionati che ci sono in Italia e nel mondo, ma non si è mai fatto avanti nessuno. Onorato per essere stato misteriosamente, inconsapevolmente ed inspiegabilmente "scelto" per questo interessante e particolare incarico, mi accingo in questo articolo a descrivere forse il penultimo tassello mancante (l'ultimo dovrebbe essere il libro Primitiae Gnomonicae Catoptricae) che completa il quadro della gnomonica kircheriana che, come ho detto, ho avuto il piacere di divulgare dal 1994 ad oggi. In un recente articolo abbiamo accennato al monumentale volume di Gaspar Schott, uno dei migliori allievi di Kircher, in cui descriveva l'Organum Mathematicum, ma non ho potuto approfondire i contenuti, avendo a disposizione solo alcune immagini. Ora si può colmare la lacuna completando l'articolo e osservando ancora che la gnomonica di Kircher era ai suoi tempi e per mano sua davvero curiosa.

La Gnomonica a confronto nelle edizioni dell'Architettura di Vitruvio

In questo articolo non si pretende di analizzare tutto ciò che di gnomonico Vitruvio ha trattato nel suo nono libro dell’Architettura. L’intento principale è invece quello di fare un confronto tra diverse edizioni dell’opera vitruviana sui contenuti relativi alla gnomonica e, in particolare, sul capitolo IX del libro IX in cui si parla delle varie tipologie di orologi solari e dei relativi inventori. Inoltre, si vuole descrivere eventuali commentari e capitoli, seppur molto rari, che gli autori hanno dedicato agli orologi solari nel trattare il nono libro. Sono state elencate circa 60 opere delle quali ne sono state analizzate circa una quindicina. L'articolo in pdf si compone di 33 pagine e oltre 50 immagini.

Daniel Barbaro: una passione per la Gnomonica

 

 

Questo articolo segue quello intitolato "La Gnomonica a confronto nelle edizioni dell’Architettura di Vitruvio" in quanto il soggetto riguarda principalmente una vasta parte dell’argomento centrale non relativo all’analemma di Vitruvio, ma del suo commentatore più importante, ossia Monsignor Daniel Barbaro,  Patriarca d’Aquilea. Egli è mediamente noto tra gli appassionati di gnomonica, o forse più tra quelli che si occupano maggiormente di storia della gnomonica, per il suo notevole commentario al paragrafo VIII del capitolo IX dell’Architettura di Vitruvio e per essere stato citato e riportato numerose volte da autori importanti quali Clavio.

Abruzzo: tracce di tempo nella valle d'Ocre

Un viaggio attraverso il meraviglioso paesaggio storico-naturalistico della Valle d'Ocre in Abruzzo, dove luoghi incantati fanno innamorare il visitatore dove il tempo sembra essersi fermato e il silenzio, insieme alla solitudine, induce alla più profonda meditazione spirituale. Tracce di tempo sono state ritrovate di antiche meridiane su chiese, nei conventi e castelli, alcune molto simili tra loro quasi una testimonianza, forse di un frate, che tra la fine dell'800 e i primi decenni del '90, si dilettava ad abbellire i chiostri di conventi e monasteri con le sue meridiane...Una piacevole gita in un Abruzzo più verde che mai dove la natura incanta e la pace nutre lo spirito...

IL TEMPO REGALE DI FERDINANDO II

DUE MERIDIANE SCONOSCIUTE ALLA REGGIA DI CASERTA

 

In genere da un complesso monumentale così ricco di storia come la Reggia di Caserta ci si dovrebbe attendere una buona risorsa di patrimonio gnomonica: 1200 stanze, 1790 finestre, un giardino interminabile e niente meridiane? Così è sembrato fino a qualche tempo fa, tanto è vero che nel mio censimento sugli orologi solari del Centro Italia, non compariva nulla sotto il nome di questa meraviglia dell’architettura settecentesca. E chissà per quanti anni ancora sarebbe rimasto sconosciuto l’unico orologio solare di cui si abbia notizia e di cui sono venuto casualmente a conoscenza durante alcune ricerche in internet. L’unico riferimento, infatti, a mia conoscenza che cita questo strumento è il testo “La Reggia e le Fontane di Caserta” di Antonio Marotta.

UN TESORO GNOMONICO SCONOSCIUTO NEL MUSEO DI LUGO

 

Lugo è una bellissima località spagnola che si trova nella regione detta Galicia, ad una settantina di km dalla costa atlantica della Spagna e a 43 gradi di latitudine nord. Qui nel 1932 venne fondato il Museo Provinciale nell’intento di raccogliere e conservare il patrimonio artistico e culturale di questa provincia che fino ad allora risultava essere disperso in varie collezioni particolari e presso istituzioni pubbliche. Il Museo occupò inizialmente una delle ali del Palazzo Provinciale di San Marco e nel 1957 si è poi trasferito nella sede attuale dove è stato integrato nel museo anche l’antico convento di S. Francesco (chiostro cucina e refettorio). E proprio alcuni portici di questo chiostro del Museo ci interessano in modo particolare per il fatto che ospitano un piccolo, quasi nascosto e sconosciuto tesoro gnomonico spagnolo.

Oddi Muzio: Debol Figlio delle mie fatiche

 

Oddi Muzio e il suo libro lo conoscevo di fama dal 1990 circa. Molti autori moderni l'hanno citato, hanno menzionato piccoli stralci del suo libro sugli orologi solari che è tra i più famosi insieme a quello di Clavio, Vimercato, Benedetti ed altri. Ma con l'opportunità che ho avuto ora di leggere con calma e per intero il suo trattato, parallelamente a tutto ciò che ho potuto trovare sulla sua vita relativamente alle vicende gnomoniche, devo dire che sono emersi molti particolari di grande importanza ed interesse che sono sfuggiti fino ad oggi all'esame storico superficiale della sua opera...

Gli Strumenti orari di Giulio Capilupi

 

In uno dei primi seminari nazionali di gnomonica organizzati dalla sezione Quadranti Solari dell'UAI, presentai una relazione in cui esponevo per la prima volta una sintesi dei principali strumenti gnomonici utilizzati dagli gnomonisti della Rinascenza per la costruzione degli orologi solari. Era circa il 1992 e a quei tempi la gran parte della letteratura sugli orologi solari era accessibile, con riserva, solo nelle grandi biblioteche. Quella ricerca apparve quindi come un lavoro abbastanza completo sull'argomento in quanto in essa vi erano descritti gli strumenti più conosciuti, di maggior successo i quali sono rimasti gli stessi per alcuni secoli. Ma tant' è l'estro e l'inventiva degli artigiani e degli studiosi di gnomonica che molti altri ne furono realizzati, rimanendo però in secondo piano. Alcuni ebbero forse un discreto successo, altri meno, ma tutti testimoniano il fervore delle idee degli artisti al servizio della gnomonica e della necessità, sempre impellente, di trovare il modo di migliorare e facilitare la misurazione del tempo attraverso la luce del sole. In questo contesto, gli strumenti di Capilupi, possono essere considerati una nuova e forte testimonianza del desiderio degli uomini di quel tempo di cercare nuove strade, nuove soluzioni alla misura del tempo in un sempre attento connubio tra arte e scienza, riuscendo a sorprendere e a meravigliare ancora dopo oltre quattro secoli di storia. Le notizie su Giulio Capilupi sono davvero poche. Era senz'altro un uomo di talento ed erudito, ovvero un letterato e matematico nato a Roma attorno al 1544 quale figlio naturale di Ippolito Capilupi, vissuto principalmente a Mantova e morto sul finire del XVI secolo. La sua notorietà è legata soprattutto a delle pubblicazioni di centoni virgiliani, mentre molto meno noto oggi è il suo libro sugli strumenti orari che andiamo a descrivere.

La Storia della Gnomonica di Montucla

 

(Articolo prodotto per gentile concessione della Bibliothèque nationale de France http://gallica.bnf.fr)

Viene qui descritto il primo resoconto storico della gnomonica pubblicato per la prima volta dal matematico Montucla nella sua grande opera di storia delle matematiche. Un supplemento questo, quasi a dimostrare l'interesse, ormai non piu' superficiale, verso la storia di questa disciplina già nel XVIII secolo. Si parla qui dei primi ritrovamenti di orologi solari romani, della meridiana del Tuscolo, del prosciutto di Portici, delle pubblicazioni di gnomonica del Rinascimento, del '600 e del '700, suddivise per tipologia di approccio ai metodi per costruire quadranti solari. Un quadro completo, talvolta semplicistico o superficiale, ma con qualche spunto di interesse anche per noi.

Bibliografia Gnomonica Illustrata parte II

Continua la bibliografia gnomonica illustrata, un'idea dell'autore di presentare libri antichi di gnomonica, specialmente quelli poco conosciuti, attraverso i bellissimi frontespizi ove spesso di vedono immagini di orologi solari e strumenti gnomonici. Sono compresi, nel progetto, anche testi non specifici di gnomonica che però abbiamo un frontespizio o contenuti relativi agli orologi solari. In questa puntata: Galgemair, Graffenriedt, Gruneberg, Lambeck, Leeman, Mercatore, Muller Jacob, Muller Johann Ulrich, Pardies, Pitiscus, Ritter.

Le prattiche gnomoniche nella Sfera di Galileo di Buonardo Savi

Questo libretto ha catturato il mio interesse perchè presenta nelle sue "prattiche astronomiche" alcune paginette interessanti di gnomonica. Il fatto che fosse intestato a Galileo lo rendeva ancora più interessante,   ma anche se questo trattatello della sfera è intestato a lui, le pagine che ci interessano sono sicuramente derivate, come Buonardo Savi stesso ci dice nella prefazione,  da capitoli aggiunti al manoscritto originale e probabilmente dalle lezioni di Bonaventura Cavalieri.

Bedos de Celles:

Gnomonique Pratique

Questo libro è uno dei più famosi della gnomonica del XVIII secolo ed è arrivato fino alla nostra tradizione come un mito. Indubbiamente un libro molto bello soprattutto per le numerose e splendide incisioni che si possono vedere. Nonostante però l'ottimo intento dell'autore di presentare ai lettori un libro di grande respiro divulgativo rivolgendosi anche a coloro che "abbiano solo imparato a leggere e scrivere e conosciute le prime 3-4 regole della geometria", il testo non è sempre all'altezza di tale proposito: un mito da sfatare?
References:  
http://books.google.it/  

Rivard: La Gnomonique

Il libro di Dominique Françoise Rivard sulla Gnomonica si colloca tra quei trattati che vengono ben visti come manuali di gnomonica per esperti. Essi hanno segnato un'epoca di sviluppo di questa disciplina che si lasciava ormai alle spalle i lunghi e laboriosi metodi geometrici descritti nelle migliaia di pagine di autori della fine del '500, come Clavio quale esempio per tutti. Nell'articolo, l'autore da una breve descrizione dell'opera focalizzandone alcuni tratti storicamente interessanti.
References:
http://books.google.it/

Sandolino Cherubino: il Kircher del '500

C'è un libro di gnomonica, neanche tanto poco importante, di un autore italiano del XVI secolo che è stato praticamente dimenticato. Lo dico perchè ho scritto una bibliografia della gnomonica dove ho elencato quasi dodicimila titoli e penso di aver fatto abbastanza conoscenza con la gnomonica del XVI secolo per dire di aver sentito, in venti anni che mi occupo della storia di questa disciplina, non più di due o tre volte il nome di Sandolino Cherubino, monaco udinese dell'ordine dei Cappuccini. In questo articolo descrivo uno dei due suoi libri sulla gnomonica dal titolo kircheriano "Taumalemma Cherubicum". E proprio l'originalità delle sue idee strumentali fanno pensare a questo autore come il Kircher del '500.

Thomas Fale: Horologiographia

Il primo libro di gnomonica scritto in inglese

L'horologiographia di Fale deve essere un libro raro se la terza edizione viene venduta da un noto antiquario inglese per la somma di circa quattromila euro! E di una rarità si tratta, anche perchè è un libro che non viene citato spesso nei testi di gnomonica antichi e moderni, tant'è che il suo contenuto è attualmente sconosciuto alla maggior parte degli appassionati. Perciò, spero di fare cosa gradita ai lettori, nel descrivere brevemente questo libretto che segna l'inizio della gnomonica inglese del XVII secolo.

Samuel Foste: l'Horologiographia in tutte le salse!

Si potrebbe quasi dire che l'arte della gnomonica (The Art of Dialling) nell' Inghilterra del XVII secolo inizia con due nomi che hanno dato un contributo fondamentale in questo campo: Edmund Gunter e Samuel Foster. Quest'ultimo pare sia stato addirittura il primo a inventare e descrivere le scale gnomoniche che si sono usate per secoli sui lati dei regoli gnomonici, dei quadranti e di altri strumenti matematici ed è l'unico autore della storia ad aver sviscerato a fondo la concezione dell'orologio analemmatico, circolare e rettilineo. Samuel Foster è stato studiato e divulgato in modo esemplare e completo da Fred Sawyer della NASS e qualche altro autore, ma solo in lingua inglese e per determinati argomenti. In questo articolo invece si presenta una descrizione completa degli argomenti gnomonici e affini che si trovano nelle opere di Foster e che in lingua italiana non risulta essere mai stata pubblicata. Con il precendente articolo sul quadrante semi sconosciuto di Foster, il contributo gnomonico di questo autore viene qui divulgato nella sua interezza con una ricca bibliografia dei lavori inglesi per gli eventuali particolari approfondimenti.

Il quadrante gnomonico di Foster

Nell'esaminare le opere gnomoniche di Edmund Gunter, mi sono imbattuto in questo strano e poco conosciuto (per non dire sconosciuto) quadrante le cui caratteristiche furono descritte sia da Foster che da Leybourn nelle rispettive opere "Works of E. Gunter". All'inizio ho pensato che si trattasse di un nuovo quadrante inventato da Gunter. Infatti, Foster nella sua descrizione di questo strumento non fa capire che è una sua invenzione. Per fortuna lo dice William Leybourn nell'intestazione del capitolo che dedica al quadrante. Ho provato a cercare nei musei virtuali questo strano quadrante, ma non ne ho trovato neppure un esemplare. Come se non fosse mai stato realizzato nella pratica o come se avesse avuto poca fortuna tra gli strumenti matematici che all'epoca si costruivano in Inghilterra. La descrizione di Foster è poco intelligibile, quasi impossibile da "assemblare" con i disegni, mentre quella di Leybourn è molto più chiara e provo a darne una linea guida essenziale in queste pagine.

La Bibliografia gnomonica illustrata 1

La Bibliografia Gnomonica Illustrata (BGI) è una mia proposta di pubblicare in forma di articolo, suddiviso in più parti, una raccolta di immagini di frontespizi e pagine di libri che possono essere specifici di gnomonica o avere qualche attinenza con essa. Non conoscendo, spesso, il contenuto dei libri di cui si presentano i frontespizi, non è possibile dare dettagli del testo, dei capitoli e delle cose trattate. Le immagini sono presentate in ordine alfabetico per autore e comprendono libri specifici di gnomonica, libri sugli strumenti matematici, libri che trattando di matematica, fisica o altra materia scientifica contengono un capitolo o più di gnomonica e, infine, sono compresi libri scientifici che abbiano un frontespizio contenente l'immagine di strumenti gnomonici. A volte si vedono anche solo dei semplici frontespizi recanti immagini o il titolo, anche di autori anonimi. L'intento di questo lavoro è quello di presentare una sorta di bibliografia illustrata di testi specifici di gnomonica, soprattutto quelli che sono poco conosciuti, e di testi scientifici che hanno attinenza con la gnomonica.

Articolo redatto grazie a http://www.vd17.de/index-e.html  Bibliography of Books Printed in the German Speaking Countries from 1601 to 1700

 

 

ARTICOLI WEB 2006

 

Un antico metodo per rilevare la declinazione di un piano.     (Riccardo Anselmi)

Un orologio solare orizzontale, una volta posizionato, indica sempre la direzione nord sud, quella della linea meridiana. Viceversa, conoscendo esattamente l’ora vera di una località è possibile posizionare correttamente un orologio solare orizzontale ruotandolo sino a fargli indicare l’ora disponibile. Sfruttando questa proprietà è possibile utilizzare un quadrante solare orizzontale per determinare la declinazione di una parete in qualunque momento in cui il sole illumina il declinometro.

Edmund Gunter

La Gnomonica inglese nel XVII secolo nelle opere del grande matematico e gnomonista Gunter.

Le Scale Gnomoniche di Curtius

Le prime scale gnomoniche ideate da Curtius e divulgate da Clavio nel XVI secolo.

Vincent e John Wing: la tradizione del Surveyor nell'arte Gnomonica.

 (winZip file 978 kb)


Nel trattare per la prima volta la figura e l'opera gnomonica di William Leybourn, nell'articolo pubblicato nello scorso novembre su questo stesso sito, ci siamo imbattuti in un campo di applicabilità della gnomonica che era ancora sconosciuto alla moderna divulgazione: quello dell'arte del "Surveyor". La parola indica, come da dizionario e nell'estensione del termine come "surveyor of land", la figura professionale di un geometra o di un agrimensore il quale, nel XVII secolo, era spesso anche un matematico, costruttore di strumenti matematici, cartografo, astronomo e astrologo. Tale era John Wing, nipote di Vincent Wing, classificato ufficialmente come astronomo, astrologo e cartografo, ma che in effetti era stato anche un grande surveyor.

William Leybourn: the Art of Dialling!

Uno gnomonista (quasi) sconosciuto del XVII secolo.

PART 1 (1969 Kb)

PART 2 (2185 Kb)

William Leybourn è un personaggio poco conosciuto nella gnomonica inglese moderna e totalmente sconosciuto in quella italiana! Eppure fu un grande divulgatore di questa affascinante disciplina. Egli era di professione un cosiddetto "Surveyor" (una specie di moderno geometra) e, per passione, stampava libri scientifici. Fu il tipografo ufficiale di molti uomini importanti della scienza e della gnomonica, basti citare un solo nome, Samuel Foster! Così, a sorpresa, troviamo che le sue pubblicazioni contengono spesso riferimenti agli orologi solari di cui alcune sono delle vere e proprie opere specifiche. In particolare possiamo dire di aver scoperto addirittura dieci suoi libri in cui tratta di gnomonica, anche se spesso gli argomenti sono ripetuti quasi in copia, sebbene destinati a diversi scopi, come anche quello della professione di Surveyor. La sua fu una raccolta di studi personali sulla gnomonica e di stralci di altri autori di cui aveva stampato i libri. Siamo nella metà del XVII secolo e i metodi esposti da Leybourn sono lontani da quelli intricatissimi e geometrici del Clavio o degli autori di fine secolo XVI. Al passo con gli sviluppi dell'aritmetica, della trigonometria e degli strumenti matematici, egli tratta degli orologi solari quasi esclusivamente da questo punto di vista, con l'ausilio degli strumenti, soprattutto della "della linea delle corde", del "panorganon", del "righello" e via dicendo. Un'opera gnomonica divulgativa, nell'insieme, di grande respiro e di buon livello sepolta nelle pagine della storia e che con questo nuovo articolo, suddiviso in due lunghe sezioni, si spera di aver riportato, in qualche modo, all'attenzione degli appassionati.

Athanasius Kircher: Organum Mathematicum


Forse non ci crederete, ma questa straordinaria macchina funziona davvero! Un appassionato di musica dei nostri giorni l'ha messa alla prova inventando un programma per computer che ne elabora i dati e il sistema descritto da Kircher. Il risultato lo potete "ascoltare" nell'articolo. Oltre a ciò, essendo questa una sorta di "macchina del tempo", visto che è l'antesignana, il prototipo della calcolatrice, del PC e di tante altre cose, non poteva mancare la gnomonica nelle 10 discipline scelte da Kircher. Se ne conserva un esemplare unico al Museo di Storia della Scienza di Firenze. La macchina fu descritta da Kircher e da Gaspar Schott suo discepolo.

Articolo redatto per gentile concessione della ECHO Project European Cultural Heritage Online http://echo.mpiwg-berlin.mpg.de/content

Athanasius Kircher: Horoscopium Catholicum, l'orologio solare dei Gesuiti...


Da tempo i nostri lettori hanno fatto l'abitudine agli ormai famosi esperimenti gnomonici di Athanssius Kircher presentati da chi scrive a partire dal 1994. Quello che presentiamo in questo breve articolo non è certamente all'altezza delle pregiate "Tavole Sciateriche" di Monteporzio, ma costituisce pur sempre una interessante "iniziativa", in cui nulla di nuovo è aggiunto alle tecniche gnomoniche, rafforzando invece l'interesse per le possibilità di applicazione del "simbolismo" gnomonico, di cui Kircher credo sia il maggior esponente della storia. L'Horoscopium Catholicum non è altro che un orologio universale "geografico" che indica l'ora (in vari sistemi) dei rispettivi collegi gesuiti del mondo all'epoca di Kircher. Un orologio pensato e realizzato "ad uso dei Gesuiti"....

Articolo redatto per gentile concessione della ECHO Project European Cultural Heritage Online http://echo.mpiwg-berlin.mpg.de/content

The Pyramidical Dyal, ovvero la Piramide Gnomonica di Francis Hall (Line)

La piramide gnomonica, tramandataci dalla storia e dalle tradizioni inglesi come "The Pyramidical Dial", è sicuramente uno dei monumenti gnomonici più importanti, bizzarri, interessanti e curiosi che siano mai stati realizzati. Esso riunisce nei suoi elementi le peculiarità di una gnomonica che deve soddisfare sia l'inventiva, l'estro e la genialità del progettista, mettendo alla prova le competenze degli artigiani nella realizzazione di oggetti artisticamente alquanto inusuali, sia la realtà scientifica che un simile monumento è destinato a testimoniare quale affidabile e funzionale veicolo di misurazione del tempo nei modi e con i mezzi più disparati e curiosi. Un progetto assolutamente bizzarro e ambizioso che testimonia lo spiccato interesse del sovrano Carlo II per la strumentaria gnomonica e gli orologi in particolare di cui era un cultore e collezionista.

Il problema dell’Ammiraglio

(di Riccardo Anselmi)

 

 Un recente quesito, di rilevante interesse gnomonico, inviato sulla mail list di Gnomonica Italiana da un noto gnomonista italiano ha fornito l’occasione per scrivere questo articolo di risposta con il quale l'autore, Riccardo Anselmi, affronta l’interessante argomento. Questo è il quesito nella sua formulazione originale:“come occorre cambiare l'orientamento del quadro (inclinazione, declinazione, e, non so, forse anche rotazione?...) se si sposta geograficamente un quadrante dal suo luogo d'origine ad un altro, per continuare a farlo funzionare?".

La linea dell'alba e del tramonto di un'altra località

 (di Riccardo Anselmi)

L’origine e l’applicazione della lemniscata del tempo medio risale addirittura al ‘700. Non ricordo, invece, di avere mai notato una meridiana che indichi la linea del tramonto o quella dell’alba di una località diversa da quella del quadrante. Pertanto, mi pare sia interessante, trattare questo argomento che potrebbe dare l’occasione di corredare un quadrante verticale di questo, apparentemente, nuovo o inusitato elemento.

George Brentel: uno gnomonista del XVI secolo (quasi) sconosciuto!

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Il nome di Georg Brentel è maggiormente associato alla sua fama di disegnatore di miniature araldiche. Suo figlio Friedrick ne seguì l'esempio diventando però un più fortunato ed affermato disegnatore, tanto da offuscare oggi l'immagine del padre. Non sono riuscito a trovare gran che sulla biografia di questo personaggio che, in qualche modo, al suo tempo ebbe una certa notorietà anche come "intrument-maker" e quindi come gnomonista. Tutto ciò che ho potuto riportare in questo breve articolo, proviene esclusivamente da una occasionale e fortunata ricerca bibliografica che mostra, con rare immagini, parte dell'operato gnomonico di Brentel, facendoci riscoprire così una figura oggi davvero poco nota, ma che sul finire del XVI secolo e fino ai primi decenni del XVII secolo, brillava di luce propria nel firmamento gnomonico europeo.

Articolo redatto grazie a http://www.vd17.de/index-e.html  Bibliography of Books Printed in the German Speaking Countries from 1601 to 1700

Una meridiana per ciechi

di Giacomo Agnelli

 Viene descritta una meridiana ad uso dei non vedenti.

Il Seminario Nazionale di Gnomonica di Monterubbiano: impressioni e ricordi di Giacomo Agnelli.

Impressioni e ricordi attraverso le classiche vignette di Giacomo Agnelli del Secondo Seminario di Gnomonica a Monterubbiano, nel 1989.

Orologi Solari Viventi!   di Gaetano d'Argenio

 

 Tutti gli studiosi di  Gnomonica hanno  avuto la possibilità di conoscere o di vedere un'innumerevole varietà di orologi solari  che possono essere classificati ed identificati  per la  forma del quadrante, per il sistema orario utilizzato e per la diversa  tecnica costruttiva. Però  nessuno di questi gnomonisti  è mai venuto a conoscenza dell'esistenza degli orologi solari viventi. Nel libro  "Baukunst zu lebendigen Baum-Gebäuden"  (Architettura degli edifici arborei viventi) del tedesco  Friedrich Kuffner, furono illustrati e descritti  dei curiosi  orologi solari viventi, costruiti con alberi fruttiferi.

Emanuele Maignan e la gnomonica catottrica.

(3601 Kb)

 

Questo breve articolo ha lo scopo di presentare e divulgare il contenuto dell'opera "Perspectiva Horaria" di Emanuele Maignan, pubblicata nel 1648 in seguito alla realizzazione di alcune tra le più celebri meridiane a riflessione di tutti i tempi. Un'opera che è integrata nella tipologia gnomonica  del XVII secolo, particolarmente intenta all'elaborazione di nuove metodologie derivanti dagli ultimi sviluppi della matematica (trigonometria e geometria), ma rivolte essenzialmente alla realizzazione di quadranti solari classici. Poco o nulla si era fatto fino ad allora per quanto riguarda le possibilità di realizzare orologi solari riflessi, anche se la costruzione di alcuni di essi era stata già fatta (per esempio da Copernico) o i primi tentativi di esperimenti divulgati da Athanasius Kircher in Ars Magna Lucis et Umbrae. Maignan ha percorso una strada tutta sua, fatta di studi ed esperimenti che basano le regole e teorie su due pilastri fondamentali delle sue conoscenze della prospettiva, ovvero Alahzen e Vitellione. Durante i suoi sopralluoghi ai siti del Palazzo Spada e del Convento dei Minimi sul Pincio a Roma, le leggi della riflessione venivano stabilite e mal divulgate. Per questo probabilmente egli cita solo questi due autori. Ma c'è di più perchè Maignan non cita neppure due autori di grande fama internazionale che hanno già compiuto studi, un decennio prima di lui, sulla catottrica gnomonica, cioè Kircher e Schoenberger, come non cita anche Oddi Muzio per gli orologi a rifrazione. Questo non si spiega, se non per il fatto che all'epoca molti eruditi (si veda per esempio anche Ozanam) erano restii a divulgare notizie di storia della scienza del loro stesso tempo (fa eccezione forse Clavio e qualcun altro).

Articolo redatto per gentile concessione della Biblioteca Digitale dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze http://www.imss.fi.it/indice.html

Gaspar Schott: erede della tradizione gnomonica di Kircher  (2101 Kb)

Schott è stato un grande matematico del XVII secolo. Eppure davvero molto poco si sa della sua vita. In questo articolo si esamina una corposa parte del Cursus Mathematicus di Gaspar Schott, in cui viene esposta succintamente, ma in modo mirabile e tipograficamente molto bella, l'arte gnomonica derivata dalla grande tradizione kircheriana in quanto l'autore era uno dei suoi discepoli prediletti.

Articolo redatto  per gentile concessione  dalla Herzog August Bibliothek Wolfenbuettel http://www.hab.de

Un manoscritto sconosciuto di Cristoforo Clavio nella Biblioteca Casanatense di Roma (364 kb)

Non saprei se parlare di scoperta o meno, o forse più giustamente di riscoperta. Certo è che di questo manoscritto del grande Clavio, in circa venti anni di gnomonica in Italia, non se ne è mai parlato né ai Seminari, né in articoli (che io sappia). Ben venga, comunque, la notizia. Io l'ho scoperto per caso visitando il sito della Biblioteca Casanatense di Roma che ha messo in linea le miniature delle tavole di questo manoscritto, l'unico che si conosca in lingua italiana di Clavio. Probabilmente egli stava scrivendo di suo pugno un libretto di gnomonica con l'intento di rivolgersi ad una fetta di pubblico molto più ampia; un'opera per gente semplice  rivolti a conoscere solo la pratica di come realizzare semplicemente qualche orologio solare sul muro della propria casa. Probabilmente questo fascicolo non è andato mai alle stampe, rimanendo così un bellissimo manoscritto che con piacere ne condivido un breve commento con i lettori di questo sito.

William Oughtred: a Key of Gnomonics!  (3,1 Mb)

(with a italian/english Word text), added the original digital Oughtred's book.

William Oughtred è famoso tra gli appassionati di gnomonica per il cosiddetto "Double Horizontal Sundial", un orologio solare che unisce un quadrante orizzontale ad assostilo con un quadrante azimutale a stilo verticale ottenuto dalla proiezione stereografica della sfera celeste. Una invenzione di Oughtred che probabilmente risale ai suoi primi studi sulla gnomonica quando aveva una ventina d'anni. Ancora, Oughtred è famoso tra gli appassionati di informatica e matematica per l'invenzione del primo "regolo calcolatore lineare" da cui poi ne è scaturita una versione unificata quale utile strumento di calcolo degli ingegneri come gli studenti fino a circa (qualcuno dice) il 1970, quando le prime calcolatrici tascabili cominciarono a prendere piede. Egli è famoso inoltre per aver stabilito una simbologia matematica di cui ci restano ancora degli importanti "segni", come quello X della moltiplicazione, le abbreviazioni di "Sin", "Cos", per le funzioni trigonometriche, ecc. Ho constatato però che oltre a ciò, la sua biografia e le sue opere gnomoniche sono pressoché sconosciute tra gli appassionati e non sono mai state divulgate in modo approfondito come invece meritano. Mentre sulle opere in generale solo un paio di pubblicazioni in inglese fanno testo. E' per questo motivo che mi sono deciso a scrivere questo articolo in cui, oltre ad una ricca nota biografica, offro una descrizione generale di tutto ciò che riguarda i suoi scritti gnomonici.

Orologi solari rappresentati negli antichi emblemi

(4487Kb)

Credo sia la prima volta che viene presentata una collezione di rappresentazioni di orologi solari negli antichi emblemi. Non mi è parso finora di aver visto articoli specifici in merito anche se è noto che spesso gli orologi solari sono stati inseriti nelle raffigurazioni allegoriche riportate nei libri antichi sugli emblemi. Ma che cosa sono gli emblemata? La parola emblema viene dal latino che a sua volta deriva dal greco émblema che designa propriamente una "cosa inserita" in un'altra, ovvero un "inserto". Questo "inserto" acquista un suo significato moderno quando viene utilizzato dal XVI secolo in poi come immagine simbolica proposta in libri denominati Emblematum liber il cui primo autore, Andrea Alciato (giurista, 1492-1550), pubblicò il primo esemplare nel 1531. Questi libri raccolgono una grande quantità di immagini allegoriche che sono accompagnate da un motto o una sentenza e, ancora, da una dichiarazione in versi o un commento in prosa.

Per la redazione di questo articolo si ringrazia:

http://www.mnemosyne.org/emblems/  and Herzog August Bibliothek Wolfenbuettel http://www.hab.de

La Meridiana dei 4 Stemmi a Gemona del Friuli   (291 Kb)                

               di Leonardo Comini

 

L'affascinante scoperta di un quadrante solare antichissimo, medievale, probabilmente del XIV secolo, attraverso le parole di Leonardo Comini, capace indagatore di quadranti storici e appassionato divulgatore della gnomonica. Il quadrante, fu staccato dalla parete originaria che Leonardo è riuscito ad identificare e trasportato in altro luogo per il restauro. Ora è curiosamente conservato all'interno di un locale adibito ad enoteca. Eh si, lo sappiamo che la buona gnomonica si è sempre sposata con la buona tavola...e soprattutto con in buoni vini!

Un libro di gnomonica tedesco sconosciuto del 1544 (654 kb)

Ancora un anonimo, ancora un titolo sconosciuto della letteratura gnomonica. Un libretto di 66 pagine scritto in gotico (antico tedesco delle zone meridionali) e ricco di belle immagini in cui si descrivono principalmente orologi solari portatili. Se ne propone una breve descrizione e le immagini più significative.

Articolo redatto per gentile concessione della Herzog August Bibliothek Wolfenbuettel http://www.hab.de 

L'orologio solare multiplo della Certosa di S. Martino a Napoli: nuove considerazioni e ipotesi. (816 kb)

In questo articolo l'autore descrive un monumento gnomonico davvero singolare esistente nella bellissima Certosa di S. Martino a Napoli con nuove considerazioni ed ipotesi relative ai tracciati orari e alla possibile datazione del manufatto. Inoltre si presenta una piccola scoperta relativa ad un orologio solare visibile in un dipinto del XIX secolo sempre nel Museo della Certosa e che testimonierebbe la presenza di due orologi solari sul cornicione del Palazzo Reale in Piazza Plebiscito a Napoli.

La gnomonica in Hérigone Pierre  

(436 Kb)

 Con questo articolo si apre una serie di presentazioni che illustrano e descrivono i contenuti gnomonici di alcune opere di matematica, geografia o astronomia e in alcuni casi di piccoli libretti specifici sugli orologi solari che furono pubblicati dal XVI al XVIII secolo da personaggi più o meno famosi del firmamento scientifico. Ho iniziato da Hérigone Pierre che è un matematico francese di qualche importanza per la sua grande opera Cursus Mathematicus, ma altrettanto sconosciuto per quanto riguarda la sua vita pubblica e privata. La sua sezione di gnomonica costituisce in effetti un trattato di "Horologiographia" che potrebbe  essere pubblicato come opera singola. Ne offro in questo articolo una breve descrizione augurandovi buona lettura e un felice periodo di vacanza.

Articolo redatto per gentile concessione della Herzog August Bibliothek Wolfenbuettel http://www.hab.de 

A SAINT-ANTOINE EN DAUPHINE: LE CHOEUR ENSOLEILLE by PAUL GAGNAIRE  (931Kb)
www.nicolaseverino.it - settembre 2006 - pubblicato per gentile concessione dell'autore

Dans l'abbatiale de Saint-Antoine en Dauphiné, déjà si accueillante aux rayons du Soleil, dispensateurs des heures et des dates, la tradition enseigne encore que le choeur serait la seule zone ensoleillée de l'église, certains jours, lorsque le Soleil passe par l'azimut de la grande verrière occidentale. A cet instant, les deux degrés qui supportent la barrière en fer forgé du choeur ( jadis table de communion ), formeraient comme une frontière à la lumière qui s'étendrait alors jusqu'au fond du choeur, laissant la totalité de la nef hors soleil. Sans prétendre élucider, faute de mesures rigoureuses, ce problème à la décimale près, il nous a semblé intéressant de le présenter, à la fois comme nous le percevons de nos jours et aussi comme a dû l'affronter l'architecte de l'église, à la fin de la période gothique.
 

LES CADRANS REVOLUTIONNAIRE DE MONSIEUR EMILE VILAPLANA  (657Kb)

di Paul Gagnaire

 

Le calendrier révolutionnaire a été institué par la Loi du 5 Octobre 1793, avec effet rétroactif au 22 Septembre 1792,jour de l'équinoxe d'automne et de la proclamation de la République par la Convention. Ce 22/09/1792 est donc le jour 1 du mois 1 de l'an I de la République, soit le 1er Vendémiaire An I.
Mais, concrètement, le premier jour effectivement datable selon ce calendrier, n'est que le 7 Octobre 1793, soit le 16 Vendémiaire An II.
Le calendrier révolutionnaire demeura en service pendant plus de douze ans puisqu'il ne fut abrogé que le 31/12/1805, soit le 10 Nivôse An XIV, dont le lendemain fut le 1er Janvier 1806.

L'orologio dei 12 segni  (328 Kb) di Alessandro Gunella

Continua la traduzione, a cura di Alessandro Gunella, del manoscritto di gnomonica Medeltidshandskrift 47 scoperto dal vostro autore nella Lund University  Library. La traduzione riguarda un orologio ad ore astronomiche con sottostante, a parte, un diagramma pari alle linee di declinazione per una latitudine di 48 gradi. E' molto interessante notare l'accostamento dei nomi delle Festività o dei santi dei giorni in cui capitava il passaggio da un Segno all’altro i quali corrispondono tutti a i giorni 15/16 di ciascun mese. Questa scelta, rarissima e poco praticata all'epoca, sarà ripresa con ampio respiro dal gesuita Athanasius Kircher nella sua personalissima gnomonica del 1646, cioè quasi due secoli dopo!

Un "emisperium" del XII secolo e una "lemniscata" in un codice del XV secolo (458 Kb) di Nicola Severino

 In questo breve articolo presento due "curiosità", se così possiamo definirle, che riguardano  una bellissima rappresentazione di meridiana medievale in un codice della prima metà del XII secolo e un diagramma nel codice manoscritto di astronomia Medeltidshandskrift 46 della Lund University Library. In questo diagramma si vede molto bene la curiosa raffigurazione di una curva ad 8 esattamente identica alla curva "lemniscata" del tempo medio che si vede nei quadranti moderni. La spiegazione di tale diagramma  non è ancora stata data e resta un piccolo mistero.

L'orologio solare orizzontale portatile "Tascone" nel Museo Ceselli del Monastero di S. Scolastica a Subiaco. (284 kb)

 Durante una mia recente visita allo straordinario complesso monastico benedettino di S. Scolastica a Subiaco, ho fatto la piacevole scoperta di un orologio orizzontale portatile concepito da Tascone nel 1911 in pieno periodo di sviluppo delle idee gnomoniche per aiutare la comprensione, didattica e divulgazione della trasformazione del tempo vero al tempo medio delle provincie italiane per l'uso pratico nella vita quotidiana. Questo orologio ne è una pregevole testimonianza. Tra l'altro è un reperto del poco conosciuto Osservatorio Meteorologico un tempo esistito nello stesso monastero.

Eccezionale: Un codice manoscritto sconosciuto di gnomonica del XV secolo. (1,5Mb)

Congratulations on your absolutely stupendous find at the Lund library!! This appears to be a find of real importance  (Fred Sawyer, North American Sundial Society, 20 june 2006)

Congratulations for the description of very interest document I don´t know this works in the past. i´m very happy for your study and dedication of the science gnomonic (Bernardo Martinez Ortega, Programma educativos Papalote   MUSEO DEL NIÑO, 21 june 2006)

Complimenti: questi sono i "colpi" che gratificano per tutto il tempo dedicato alle passioni! (dott. Gian Paolo Costa   Museo Civico di Scienze Naturali, FAENZA -RA)


 Il vostro autore scopre nel maggio 2006 un codice manoscritto latino di Gnomonica del XV secolo sconosciuto alla letteratura moderna. Fu redatto quasi certamente a Norimberga o Vienna  da un anonimo e inserito in una miscellanea astronomica.  La parte descrittiva degli orologi solari è datata dal 1477 al 1505.  E' di straordinaria importanza perchè permette di rivedere e riscrivere intere pagine di gnomonica rivelandoci informazioni finora supposte e mai dimostrate, come l'uso di tabelle numeriche per trovare i punti orari sull'orologio cilindrico; l'uso delle ore planetarie (unico caso al mondo conosciuto) nell'orologio concavo, come anche l'uso delle ore "babiloniche di Norimberga", con numerazione che inizia dall'ora 6 all'alba, nell'orologio orizzontale. Un codice pieno di sorprese, conservato presso la Biblioteca S. Laurentius della Lund University (Svezia) che adesso aspetta solo di essere decifrato e tradotto. Intanto il vostro autore vi propone una breve descrizione e le eccezionali immagini concesse in esclusiva per questo articolo da Eva Nylander curatrice della sezione Manoscritti della Biblioteca.

TRADUZIONE ITALIANA DEL MANOSCRITTO DI GNOMONICA DELLA LUND UNIVERSITY LIBRARY

 Lo gnomonista Alessandro Gunella di Biella ha effettuato la decifrazione e traduzione del testo latino del manoscritto di gnomonica contenuto nella Miscellanea Medeltidshandskrift 47 della Lund University Library. La traduzione è impreziosita da sagge note e commenti personali di Gunella che chiariscono diversi punti oscuri del manoscritto e confermano alcuni importanti passaggi come l'incredibile frase  " Navicella di Tolomeo" con cui l'anonimo autore del manoscritto denomina quello che noi in tempi moderni  chiamiamo "orologio di Regiomontano". Scarica il file DOC (45Kb) e per le immagini e tabelle fai riferimento all'articolo già pubblicato qui sotto

Cinque meridiane all'eremo di Montevirginio (Roma)

di Nicola Severino

 

Nell'oasi naturale e spirituale del rifugio dei padri carmelitani di Montevirginio, a Canale Monterano (Roma)  il lento trascorrere del tempo è ancora segnato dalle antiche meridiane ad ore italiche e francesi nella pace e nel silenzio del chiostro del '600. Cinque sono le meridiane non ancora censite nei cataloghi nazionali che si trovano all'interno di questo eremo . Grazie alla guida di fra' Enrico Maria, esse hanno potuto raccontare di nuovo la loro antica  storia di segnatempo rispettando per secoli insieme ai frati l'osservanza del silenzio. (file explorer 1500 Kb)

Due misteriose lastre marmoree gnomoniche dai Cappuccini di Bracciano (explorer winzip 737 kb)

di Nicola Severino

 

Nel convento dei Cappuccini di Bracciano (Roma) sono conservate due lastre marmoree antiche di grande interesse gnomonico. Il convento fu edificato nel 1582 e le lastre marmoree rappresentano una un orologio solare canonico del tipo medievale a 6 settori e un'altra, incompleta, un gruppo di tre orologi solari orizzontali con sistema Italico, Babilonico e Temporario. L'autore ha effettuato un servizio fotografico dei reperti che sembrano potersi datare ad almeno il XVII secolo ed una completa descrizione degli stessi.

La linea oraria siderale di una stella

di Riccardo Anselmi

 

 

 

Lo gnomonista Renzo Righi è stato il primo italiano a proporre e a dipingere su un muro un orologio solare con  indicazioni gnomoniche tradizionali e di natura astronomica derivanti dalla gnomonica di Athanasius Kircher. L'autore si era ispirato al mio lavoro sulla gnomonica di Kircher. Oggi, Riccardo Anselmi prende in esame un quadrante solare realizzato di recente dallo stesso Righi in cui propone il tracciamernto di una linea oraria siderale relativa ad una determinata stella.

(documento word 158 kb)

International Bibliography of Gnomonica   (2,2 Mb pdf)(Nass version from the CD-R "Repository" published on 2000)

Istruzioni per l'uso.

La scoperta  del codice manoscritto di gnomonica nella Lund University Library, che ho presentato nel recente articolo  su questo sito, mette in evidenza ancora una volta non solo la ricchezza della letteratura gnomonica medievale, ma anche e soprattutto il fatto che essa è stata  così poco esplorata (si ricorda per questo il grande lavoro di Zinner e qualche altro autore) che si può dire sia ancora oggi per la maggior parte sconosciuta anche agli specialisti. Quasi tutti sono a conoscenza del grande lavoro di catalogazione bibliografica che ho iniziato nel 1992 e che ho terminato nel settembre del 1997 con il grande contributo dello gnomonista inglese Charles Kenneth Aked, stimato redattore del BSS Bulletin, purtroppo scomparso pochi anni dopo. Insieme pubblicammo la "International Bibliography of Gnomonic " che raggruppava opere dall'antichità, manoscritti, libri a stampa, fino agli articoli in varie riviste internazionali, arrivando ad elencare oltre 11,500 titoli. Un record che a distanza di quasi dieci anni è rimasto imbattuto, costituendo la più grande bibliografia gnomonica di tutti i tempi. Nel 1997 furono poche le copie vendute di questa bibliografia in formato cartaceo, data la mole e il relativo costo. Un pò meglio fu accolta l'idea di averne una versione elettronica in formato Word sui vecchi dischetti (floppy disk). Pochi anni dopo, la bibliografia ebbe un ulteriore successo   quando fu allegata ad un lavoro su CD-R della NASS e nella mia pubblicazione digitale "Opera Omnia" in formato pdf. Tuttavia, a distanza di quasi dieci anni, mi accorgo che la bibliografia presentata nell'Opera Omnia è mutila della parte finale, a causa di un errore di impaginazione. Infatti in quella versione digitale pdf essa comprende solo il file con l'elenco delle opere a stampa e degli articoli in ordine cronologico per autore, senza tenere conto, peraltro, delle edizioni precedenti, dei testi  e di  tutto il lavoro sui manoscritti. E' in seguito a questa "scoperta" che ho deciso di rivalutare e offrire ancora una volta al lettore appassionato e seguace di questo sito di storia della gnomonica, la versione completa della mia International Bibliography of Gnomonic, nella bellissima versione pdf preparata dall'amico Fred Sawyer per il CD-R North American Sundial Society Repository, pubblicato in America nel 2000 e che probabilmente non tutti gli appassionati hanno la fortuna di avere nella propria biblioteca.   E' proprio per questo che voglio offrire l'opportunità di avere la bibliografia completa per quanti hanno preso tempo addietro il mio CD-R "Opera Omnia". E' meraviglioso vedere quanta letteratura gnomonica ci sia ancora da esplorare e divulgare,  tra le mura delle antiche biblioteche d'Europa  E questo vuol essere un invito a cercare tra gli scaffali perchè la memoria storica degli orologi solari sia sempre meglio conosciuta e preservata.  

Nicola Severino, giugno 2006     

Gnomonica Musiva: atto secondo!

di Valentino Falcone

  Ritorna la gnomonica musiva con una seconda incredibile opera dello gnomonista Valentino Falcone, che è certamente il più grande professionista nella realizzazione di questa particolare tipologia di quadrante solare musivo a tessere minuscole. Più di ventimila tessere costruite a mano e oltre sette mesi di lavoro per realizzare questa splendida seconda opera che unisce con grande maestria semplicità, bellezza estetica e rigore delle regole gnomoniche. Scarica l'articolo di 900 kb.

Saracinesco....il silenzio del tempo.

  Nel piccolo comune laziale, tra Tivoli e Subiaco, nello splendido scenario della valle dell'Aniene, a 900 mt di altezza, è stato realizzato un Museo del Tempo con l'installazione di vari strumenti gnomonici lungo un percorso ideale tra le viuzze del paese. In questo articolo (con 22 foto) si racconta una gita ideale e le sensazioni che si provano in un luogo dove il tempo sembra dilatarsi a seconda delle percezioni sensoriali rurali. File explorer, lanciare "index". Download 868 Kb.

Athanasius Kircher, atto secondo: la gnomonica magnetica!

 

Dopo dodici anni dal mio incontro con le Tavole Sciateriche dell'Osservatorio Astronomico di  Monteporzio Catone e la scoperta della Gnomonica Kircheriana, è stata una vera sorpresa l'arrivo di questo piacevole bis che completa il quadro informativo sull'interesse verso la gnomonica di questo straordinario erudito. In particolare, questa nuova ricerca traccia un profilo storico completo di un orologio "solare" davvero poco conosciuto e poco trattato, soprattutto ai nostri tempi, che gli inglesi sono soliti chiamare "magnetic azimuth dial". Due gli esemplari principali: il "Sutton"  e il "Bloud" o "Dieppe". Ne parlano due o tre autori moderni, tra cui il nostro Fantoni e l'inglese Cowham della BSS, ma nessuno pare abbia tenuto in conto che l'origine di questo orologio (il primo tipo) e la sua descrizione gnomonica più completa è uscita dalla penna di Kircher nel 1641 e che sono circa un centinaio, cioè un piccolo vero trattato, le pagine che il gesuita dedica  all'Astronomia Magnetica per descrivere questo strumento in tutti i sistemi orari conosciuti, con l'estro gnomonico che  lo contraddistingue e che noi conosciamo ormai abbastanza bene.

Articolo redatto  per gentile concessione  dalla Herzog August Bibliothek Wolfenbuettel http://www.hab.de

L'articolo (in winzip di 3,4 Mb) si compone di 54 pagine formato A4 e una cinquantina di immagini digitali. Più che un articolo può essere considerato il mio terzo libro sulla gnomonica kircheriana. Le conclusioni tratte durante questa ricerca sono le seguenti:

Ozanam: un nome, una gnomonica.

La gnomonica del grande matematico francese attraverso l'analisi delle sue opere e della sua vita in un grande articolo, il più completo scritto fino ad oggi.

articolo redatto su materiale della libreria digitale della CNUM Conservatoire Numériquedes des Arts et Métiers (http://cnum.cnam.fr/)  Winzip file 2,8 Mb size; explorer file 3,3 Mb size

LE CADRAN MONUMENTAL DU CHATEAU DE LA GROIRIE

di Paul Deciron.

 

Una interessante analisi storica degli orologi solari monumentali multipli. Ad oggi l'argomento risulta affrontato raramente dagli appassionati. In questo articolo Paul Deciron, esaminando l'esemplare della Groire, traccia un interessante profilo degli orologi solari multifacce, non specificamente di tipo poliedrico, ma propriamente a più facce geometricamente diverse tra loro. Eppure di questi tipi di orologi ne sono rimasti diversi esempi, di varie dimensioni e stili,  nei parchi di antiche ville. L'articolo è su gentile concessione dell'autore in lingua francese. (885 Kb)

Gli orologi solari nei dipinti antichi

 

Recentemente su questo sito ho pubblicato un articolo di analisi relativo agli orologi solari raffigurati nel dipinto degli Ambasciatori di Holbein. In questo secondo articolo ho invece raggruppato una piccola collezione di immagini rappresentanti dipinti, quasi sempre antichi, in cui sono stati in qualche modo raffigurati orologi solari. Ho tralasciato alcuni già molto noti, come la Melancolia di Durer o ancora Holbein, ecc. e ho dato spazio a diversi altri che sono meno noti. Scarica dal link o dall'immagine e decomprimi con winzip, quindi lancia il file index di explorer. ( size 2393Kb)

L'antica  storia dei venti

e della loro etimologia in un estratto dell'articolo, in italiano,  di Francesco Peter intitolato: "Di un antico orologio solare recentemente trovato" pubblicato negli Atti dell'Accademia Romana di Archeologia del 1823. La storia ed etimologia dei venti ha ritrovato un inaspettato interesse culturale negli appassionati di gnomonica. Il file è in winzip, da scompattare e quindi in cartella con immagini jpeg (size 2,1 Mb).

Su alcuni articoli comparsi su riviste italiane della fine del XIX secolo e primi inizi del XX.

Si presentano alcuni articoli comparsi su riviste italiane di fine secolo XIX. Alcuni molto interessanti, come la descrizione del metodo grafico analitico di Coppitz per il tracciamento della lemniscata del tempo medio; altri di facile lettura divulgativa, altri brevissimi e/o di semplice curiosità, ma interessanti per la novità storica, come quello sulla "traduzione degli orari d'acqua dal sistema orario italico a quello astronomico": problema che ha interessato non poco il mondo contadino nel risolvere un problema legato agli orari di rotazione per l' irrigazione dei campi. (1,5 Mb)

Ars Magna Lucis et Umbrae: The incredible sundials of Athanasius Kircher

 

English version published in the British Sundial Society Bulletin, N. 98.2, June 1998 with more images added - free download

Mi ero dimenticato di questo articolo che avevo scritto per il Bollettino inglese di gnomonica su insistenza dell'allora direttore e grande amico Charles K. Aked che rimpiango con affetto e la cui mancanza si sente molto forte nel nostro mondo. Avevo perso di vista questo scritto al punto che esso non compariva né nella mia "Opera Omnia" e neppure nell'elenco dei miei articoli che ho redatto io stesso! L'ho ritrovato per caso, sfogliando il numero 98.2 del Bulletin e così ho pensato di fare cosa gradita di rieditarlo in versione web con l'aggiunta di alcune immagini a colori, sia del libro di Kircher che delle tavole sciatheriche. (winzip file 1,5 Mb size) . Questo articolo è solo un "reprint" e non è in relazione con l'articolo che sarà pubblicato tra qualche giorno sempre su alcuni orologi solari finora sconosciuti di Kircher.

Se l'ora vorrai sapere...un mandolino dovrai tenere!

 Un véritable bijou. Questa la definizione di Guillaume per questo pregevole e rarissimo orologio solare realizzato come un "dittico" a forma di mandolino nel 1612 da uno sconosciuto autore.  (file zip explorer 500 Kb) free download - 

Due meridiane greco-romane da Aphrodisias e Martberg (875Kb)

   Il ritrovamento di una meridiana greco-romana (uso entrambi i termini perchè a volte tali meridiane posso essere state realizzate dai Greci, altre volte dai Romani nelle varie Province) desta sempre una bellissima emozione di cui noi appassionati se sentiamo i riverberi anche ne veniamo a conoscenza semplicemente attraverso articoli e comunicazioni di amici. In questo caso si tratta di una meridiana da Martberg comunicatami gentilmente da Reinhold Kriegler nel corso del 2005 e di un'altro sconosciuto ritrovamento di cui ho avuto notizia per puro caso. Si tratta di reperti di orologi solari di duemila anni fa circa di cui quello di Aphrodisias di una certa importanza per le iscrizioni. Inoltre sono presentate le immagini mai viste di altre due meridiane greco-romane già censite da Gibbs di cui aveva pubblicato solo un vago schizzo.

 Spigolature siciliane gnomoniche sul Plinthium di Scopa (127 Kb)

  Vitruvio è l'unico autore dell'antichità ad averci lasciato un elenco più o meno completo degli orologi solari in uso alla sua epoca. Il Libro Nono della sua famosa opera sull'Architettura può essere considerato quasi come il più antico libro di gnomonica pervenutoci. Ma le versioni dei copisti amanuensi non sono tutte perfettamente uguali nel riportare frasi e parole. Vitruvio ci ha dato un elenco degli orologi solari, ma ha tralasciato di descriverli nei particolari. Così, diversi tipi di meridiane della sue epoca sono ancora oggi oggetto di discussione per quanto riguarda una precisa identificazione, soprattutto in relazione ai numerosi reperti archeologici che si sono ritrovati dal XVIII secolo ad oggi. In questo breve articolo, riporto alcune "voci" in capitolo che non si sono mai sentite almeno fino ad oggi, anche se nulla di particolare aggiungono al coro generale per l'identificazione dell'orologio denominato da Vitruvio Plinthium la cui invenzione è attribuita a Scopa di Siracusa.

L'orologio floreale di Linneo

Tra i tanti "esperimenti" che la storia dell'orologeria in generale vanta, uno ha una storia particolare ed un fascino tutto suo perchè non ha né precedenti, né conseguenti. Sebbene già Kircher volle far notare, forse con qualche forzatura, l'utilità di un grosso girasole utilizzando il suo  girare diurno come "motore" naturale di uno gnomone fittizio che indica le ore, il botanico Linneo, appena un centinaio di anni dopo, notava e svelava per la prima volta al mondo la possibilità di fare un orologio "solare" floreale, utilizzando diverse specie di fiori e piante che si aprono e schiudono ognuna ad una data ora nel corso di una giornata. I primi esperimenti riuscirono ed affascinarono tutti, poi l'idea fu abbandonata ma....oggi qualcuno non solo l'ha ripresa, ma l'ha anche di nuovo descritta nei particolari e realizzata, con grande gaudio del pubblico....

 L'orologio analemmatico descritto da Cipriani

  Nel 1988, durante le mie prime ricerche di gnomonica nella Biblioteca Nazionale di Roma, ebbi modo di consultare il libro di Cipriani e di trascrivermi la sua descrizione geometrica per la costruzione dell'orologio solare orizzontale azimutale analemmatico.

La gnomonica nei monasteri benedettini italiani:

 un libro fornisce interessanti informazioni sui monaci gnomonisti

 

   Quando ho saputo del contenuto di questo libro sono rimasto piacevolmente sorpreso per due motivi: il primo perchè affannandomi a ricercare nei testi moderni qualsiasi cosa assomigliasse ad una ricapitolazione, anche sommaria, dell'evoluzione degli studi scientifici nell'ambito del monachesimo in Italia, devo dire che non ho trovato praticamente niente; il secondo è una conseguenza del primo motivo, non trovandosi notizia particolare sull'attività gnomonica dei monaci in nessun testo che non siano quelli già conosciuti e pubblicati nell'ambito degli appassionati di gnomonica italiani. Figurarsi, quindi, la meraviglia e la gioia quando lessi che il volumetto qui presentato conteneva un paragrafo dal titolo: "Trattatisti di gnomonica e costruttori di orologi solari". Non si tratta di un'indagine approfondita (anche perchè non basterebbe un'enciclopedia per farlo su tutte le discipline), ma nel suo piccolo il volume di Mauro Mazzuccotelli, Cultura scientifica e tecnica del Monachesimo in Italia, edito dall'Abbazia Benedettina di Seregno nel 1999, offre un panorama davvero interessante su tutto lo sviluppo delle scienze e sui personaggi che vissero nelle varie abbazie benedettine italiane. Così, oltre ai già noti monaci Colomboni e Vimercati, si possono leggere brevemente le "gesta gnomoniche" di Ruscelli, Mattei, Prati, Salò, Benedettoni, Mexia, Balestrieri, ecc. Nell'articolo c'è anche come ordinare il libro.

Dal Tuscolo la prima pietra del tempo....         (articolo in Word, 383 Kb, download formato winZip)

 

 Il secolo XVIII è il "secolo dei lumi", della ragione, dell'Encyclopédie e della nuova gnomonica che esce dai complicati schemi geometrici dei libri di Cristoforo Clavio per iniziare l'avventura dei nuovi concetti trigonometrici applicati alla teoria e costruzione degli orologi solari. Nel 1707 Clapies pubblica le prime "analogies" che saranno perfezionate di li a poco e divulgate da ogni autore che scriva di matematiche o di erudizioni scienticiche. Ma il XVIII secolo è anche il testimone dell'inizio delle grandi scoperte archeologiche. In questo articolo viene ripercorsa l'avvincente storia della scoperta del primo reperto davvero importante  di gnomonica, ovvero la prima meridiana romana di tipo hemicyclium, rinvenuta presso gli scavi di una Villa sul Tuscolo alle porte di Roma.

Ruggero Boscovich è l'attore protagonista di questa avventura le cui gesta vengono raccontate da un autore anonimo in un "Giornale dei Letterati" del 1746. Negli anni successivi altri orologi solari simili furono dissotterrati in altri scavi.  Ho ripercorso questi eventi  formando una sorta di "cronologia", che ancora non c'era, almeno per quanto riguarda tutto il XVIII secolo.  Non ho potuto avere a disposizione tutte le fonti dell'epoca, ma quelle a mia disposizione sono bastate per avere un'idea della successione e le poche notizie in merito alla scoperta di queste antiche pietre del tempo. Una ricerca che va certamente ad integrare il grande lavoro già svolto su questo argomento e pubblicato nel mio CD-R "De Monumentis Gnomonicis Apud Graecos et Romanos" ritenuto di eccezionale interesse anche dall'Archäologisches Institut der J.W. Goethe, dell'Università di Francoforte.

  

Curiosità Gnomoniche marzo 2005

 Orologi solari curiosi trovati nel web

Il tempo di Trani

 

Da un curioso e insospettabile "quaderno" locale, le ore antiche, canoniche e da campanile del Sud, raccontate dall'avvincente ed appassionata voce di uno sconosciuto autore.

 Il Tavolo gnomonico di Edmondo Marianeschi

 Bellissima idea da realizzare in giardino.

 

ARTICOLI WEB 2004-2005

 

S. Lucia, il giorno  piu' corto che ci sia!

Il fisico Edmondo Marianeschi di Terni, esimio decano gnomonista italiano, fa una breve ricapitolazione di come si e' arrivati all'odierno computo calendariale, attraverso il suggestivo stimolo storico del famoso proverbio dedicato al giono di S. Lucia.

Gli orologi meccanici a sei ore

L'autore propone un primo tentativo di "censimento" degli orologi meccanici con suddivisione oraria in 6 ore, detti anche "alla romana", che nei secoli addietro indicavano per mezzo delle campane il sistema orario italico (ore italiane). L'articolo è on line sul sito www.nicolaseverino.it sezione "Orologi a sei ore"

 L'Horloge de Sapience

Una miniatura francese della metà del XV secolo, che si rifà ad un manoscritto del 1330 circa di Henri Suso, dimostra che alcuni quadranti solari molto in uso nel XVI-XVII secolo erano invece già ben conosciuti e realizzati dal 1300 in poi.  Sul palinsesto dell'analisi fatta da Henry Michel nel 1960, l'autore ripercorre le stesse tappe storiche con alcune personali considerazioni.

Gnomonica al ...metaldetector!

Per la prima volta si parla degli eccezionali ritrovamenti di piccoli orologi solari antichi effettuati da appassionati di archeologia con il metodo del metal detector.

Meridiane canoniche francesi e il censimento dela S.A.F.

Un articolo dedicato ad alcune riflessioni sulle meridiane canoniche, proponendone alcune di recente ritrovamento in Francia ed il catalogo del censimento a cura della Societe' Astronomique de France (Commission des Cadrans Solaires)

Censimento delle meridiane canoniche francesi aggiornato al 2002

Societe' Astronomique de France - Commission des Cadrans Solaires

Storia delle osservazioni gnomoniche solstiziali

La storia delle osservazioni dei solstizi attraverso misuratori d'ombra; dallo gnomone cinese alle meridiane a camera oscura.

Un orologio solare sconosciuto: la meridiana del pastore con gnomone a cappello filtrante: nuove scoperte sulle sue origini.

Una miniatura fiorentina ci permette di retrocedere le origini della meridiana del pastore a cappello filtrante.

L'eccezionale ritrovamento dei primi Scratch Dials in Italia

Una scoperta casuale fatta da Giovanni Pischedda, ci regala l'emozione di avere anche in Italia i primi ed unici finora esemplari di quadranti canonici del tipo "Scratch-Dials".Attenzione: Una immagine relativa ad una meridiana canonica di esempio non viene aperta, ma non e' determinate alla comprensione dell'articolo.

Devises pour Cadrans Solaires

di Paul Gagnaire

Una raccolta curata da  Paul Gagnaire di motti latini per meridiane e, per la prima volta, un elenco di motti gnomonici in greco con la traduzione in francese.

Reperes pur une gnomonique religiueuse Juive

di Paul Gagnaire

 

Il primo Quadrante Solare Musivo!

di Valentino Falcone

Valentino Falcone, pensionato pugliese residente in Francia, realizza con le proprie mani 25,000 tessere in gres porcellanato di minuscole dimensioni per costruire il primo quadrante solare con l'antica tecnica del mosaico .

La meridiana di Castel Sant'Angelo in Roma

Antiche tracce orarie rivelano l'esistenza di una meridiana orizzontale sul parapetto centrale di castel Sant'Angelo, in uno scenrario tra i piu' suggestivi di Roma.

1) Pompei, il tempo perduto; 2) Un'altra miniatura dell'Horloge de Sapience

 

Una meridiana dimenticata posta su una casa colonica del XVII secolo all'interno degli scavi di Pompei;

Una nuova miniatura dell'Horloge de Sapience testimonia l'uso di orologi equatoriali nella meta' del XV secolo.

La linea meridiana a camera oscura della camera di San Luigi nella Chiesa di S. Ignazio del Collegio Romano in Roma

La misteriosa linea meridiana costruita probabilmente da Padre Angelo Secchi, nella camera di San Luigi nella Chiesa di S. Ignazio del Collegio Romano in Roma, fu realizzata quasi esclusivamente per segnalare il mezzogiorno solare ai Romani (istante di riferimento da quegli anni anche per molti quadranti solari realizzati in tutta Italia). Michele Trobia è riuscito a fotografare tale meridiana, a poche restano le informazioni relative alla sua storia.

Di che segno sei? Dell'Ofiuco!

L'antica diatriba tra scienza e credenze popolari rivive in questo articolo scritto dall'autore diversi anni fa e che conferma la piena attualità dell'argomento. Un contributo all'iniziativa dell'Unione Astrofili Italiani che combatte questa battaglia da anni, contro maghi, ciarlatani e il sopruso dei mezzi di comunicazione nel pubblicizzare gli oroscopi.

Sull'origine ed antichità del termine "astrofilo"

Quante volte abbiamo pronunciato la parola "astrofilo", "associazione astrofili", "unione astrofili", "astrofilia", ecc.? Ma quale è l'origine di questo termine? E quanto è antico? Esistono citazioni di questa parola nei libri antichi?
Per la prima volta l'autore indaga sull'origine e sull'antichità del temine "astrofilo", una ricerca all'apparenza banale, ma che nasconde interessanti sorprese.

 

Newton gnomonista? E come no!

 

Chi si appassiona alle meridiane in genere viene catapultato in un mondo di libri antichi scritti da autori noti alla scienza calendariale, matematici,  ed astronomi.  Copernico, Brahe, Galileo, Newton, solo per fare qualche nome, ci hanno lasciato tracce significative di gnomonica? Dovrei rispondere poche volte, forse mai, stando al fatto che nella nostra lingua italiana esistono davvero pochissimi riferimenti letterari su questo argomento. Invano ho cercato tracce gnomoniche di Christian Huggins. La popolarità dei suoi scritti sugli orologi meccanici ha avuto la meglio su eventuali scritti di gnomonica. Lo stesso vale per Galileo ed altri. Ma di Newton? Non se ne potevano dimenticare gli gnomonisti inglesi ovviamente, i quali hanno scritto diversi saggi su quel poco che si sa dell'operato gnomonico di Newton. Questo articolo vuole essere solo una breve ricapitolazione di quanto già è stato scritto in lingua inglese, con l'aggiunta forse di qualche interessante immagine poco nota. 

 

La suddivisione oraria negli orologi meccanici

 

La pubblicazione di questo articolo è dettata dal fatto che diverse volte gli gnomonisti  e gli appassionati di orologeria in generale si sono scontrati con accesi dibattiti sul significato delle varie suddivisioni orarie che si possono vedere nei quadranti degli orologi meccanici dalla Rinascenza al XVIII secolo. Sicuramente ci sono diverse pubblicazioni specialistiche in lingua italiana che ne parlano diffusamente. Tuttavia, la lettura di uno scritto di Planchon, scienziato francese del XIX secolo, su questo argomento mi ha incuriosito ed invogliato a curarne una traduzione italiana, grazie alla collaborazione dello gnomonista Riccardo Anselmi di S. Vincent (AO).

Ricordo il vivo interesse mostrato dagli appassionati sulla lista "gnomonica italiana" sul significato e la spiegazione della suddivisione oraria in numeri romani da I a VI, molto ricorrente negli orologi meccanici del Centro Italia, e da I a IV che invece si può trovare facilmente anche nelle zone del Nord Italia e persino in Austria. Queste ed altre curiosità si possono leggere nell'articolo che puoi aprire  scaricando il file compresso qui sotto.     

                                  

 

 

 

Gli Ambasciatori di Holbein :Un nuovo contributo  

 

Con questo articolo voglio portare un mio piccolo modesto contributo alla sempre più completa conoscenza ed identificazione degli strumenti astronomico-gnomonici che si vedono dipinti nel famosissimo quadro degli "Ambasciatori" di Hans Holbein il Giovane. Oggetto di numerosi studi e controverse teorie sulla simbologia adottata da Holbein, questo dipinto ha destato forte curiosità ed interesse nel campo della gnomonica per il fatto che presenta una dettagliata collezione di strumenti dipinti con una impressionante precisione da Holbein. Tali strumenti sono stati identificati e descritti da astronomi e gnomonisti fino ai tempi nostri, ma un solo strumento è rimasto nell'ombra, seminascosto dietro ad un misterioso orologio detto "Horarum Bilimbatum": si tratta di un quadrante portatile che stranamente non si era riusciti ancora ad identificare. In effetti si tratta di un particolare quadrante con linee orarie rette, nemmeno molto raro nella Rinascenza e fino al XVIII secolo, descritto in diverse importanti opere di gnomonica e ricordato anche da uno dei maggiori esponenti della gnomonica moderna. Evidentemente mancava il "filo di collegamento" che stava sotto sotto, finchè il "cane da tartufi" (il vostro autore) è riuscito ad annusarlo...

 

L'ultimo Decempedalis

 

Hai mai pensato che l'ora potrebbe essere "letta" non per mezzo delle lancette di un orologio, o sul quadrante di un orologio digitale, o su un quadrante solare, ma per mezzo dell'ombra proiettata dal proprio corpo e misurata con i propri piedi?

L'affascinante teoria del "Decempedalis", degli inviti a cena degli Antichi, dello Stoicheion come gnomone e della riscoperta di un articolo dell'800, solo accennato da Rohr, su una tavola oraria del V  secolo d.C. esistente in un tempio  egiziano dell'antica Taphis.

Una storia misteriosa e sconosciuta di un settore della misurazione del tempo nell'antichità, ripercorsa da Nicola Severino in tutti i possibili documenti storici, pochissimi, che è riuscito a trovare.

 Nelle parole stesse dello scrittore francese: un monument fort curieux qui répand du jour sur une partie intéressante des usages anciens qui est restée encore obscure, malgré les travaux des érudits et des astronomes.

 

La meridiana canonica dell'Abbazia dell'Acquafredda di Lenno (Como)

 

 Un nuovo documento inedito va ad aggiungersi alla misteriosa storia  di uno dei più antichi orologi canonici italiani. L'analisi dei documenti e di alcuni segni particolari della meridiana, portano a nuove interessanti ipotesi sull'uso delle ore canoniche dei monaci nel medioevo.

La meridiana...in scatola di Arpino

 

Queste belle giornate autunnali di sole, ispirano tranquille passeggiate e visite di paesini solari sulle colline. Ma un appassionato di gnomonica non può esimersi dall'abitudine (per non dire vizio!) di tenere d'occhio anche le pareti delle case antiche rivolte a sud...e per caso si finisce per scoprire qualche nuova meridiana. Qui se ne descrivono due, una moderna ed una antica e molto curiosa, anzi, tanto curiosa da essere forse l'unica meridiana italiana...in scatola! Scopri perchè leggendo il nuovo articolo.

 

Ultima moda gnomonica: a caccia di meridiane dallo spazio

Da pochi giorni una nuova moda gnomonica impazza tra gli appassionati: cercare meridiane monumentali attraverso le immagini satellitari digitali ad alta risoluzione offerte dal programma  Google Earth.  Siamo di fronte alla gnomonica spaziale? No, e' solo un gioco...ma simpatico.

 

Una meridiana del Vanvitelli in  terra di lavoro!

La piu' bella ed importante meridiana ritrovata in provincia di Caserta.

 Una meridiana progettata probabilmente da Luigi Vanvitelli nella casa barolane di Visciano (CE)

L'astronomia dei Caldei

La cronaca delle scoperte di Epping attraverso un'antica pubblicazione del 1882.

 

Una meridiana temporaria bizantina passata per calendario solare giuliano nella nuova collana "La Scienza" edita da Utet e in edicola dal 30 agosto.

A parte il refuso, si coglie l'occasione per riprendere l'argomento della numerazione delle linee orarie negli orologi solari dell'antichità attraverso i documenti dei commentaristi del Seicento.

 

Eliocronometri: una prima storia

 winzip file 2783 Kb

 

La prima storia in italiano degli orologi solari denominati eliocronometri

Il genio e lo gnomone: orologi solari nei primi brevetti

winzip file 320 Kb

descrizione di alcuni brevetti...gnomonici d'altri tempi

 

Ignazio Pisani

Orologio solare in un muro di un cacatoio

 

Poemetti romaneschi di sapore gnomonico....

(? l'autore Ignazio Pisani è venuto tragicamente a mancare il 15 gennaio 2006)

 

 Anctartica Sundial

 

 

www.nicolaseverino.it