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Aggiornamenti opere e documenti digitali di gnomonica - Febbraio 2012

 

 

Bartolomaeus Scultetus - Gnomonice de Solariis - Goerlitz, 1572

http://www.e-rara.ch/doi/10.3931/e-rara-2972

 

Era attesa da tempo l’edizione originale della Gnomonice de solariis, di Bartolomaeus Scultetus, pubblicata a Gorlitz nel 1572, quando l’autore, di cui possiamo vedere una effige inserita nello stesso libro, quando aveva probabilmente quarant’anni.  Scultetus, nome emblematico e misterioso nella storia della gnomonica poichè i suoi studi sono sempre rimasti nell'ombra per gli appassionati a causa della rarità di questo suo libro che si trova solo in qualche biblioteca nazionale. A renderlo ancora più impenetrabile è il suo testo tedesco, in gotico rinascimentale a cui si aggiungono termini e definizioni in latino, con il quale l'autore tenta di rendere comprensibili una serie di inestricabili disegni che fanno ritornare subito alla mente quelli di Cristoforo Clavio nella sua Gnomonices.



Il testo è purtroppo in tedesco, nonostanti gli ampi inserti latini, quasi come abstract dei paragrafi in caratteri quasi gotici. Ma dalle poche pagine introduttive, si può desumere facilmente che Scultetus, il quale scriveva la sua opera nove anni prima che Clavio pubblicasse la sua monumentale Gnomonices Libri Octo nel 1581, è forse uno dei primissimi autori che pubblica in un libro a stampa sulla gnomonica, le prime notizie sulle origini degli orologi solari, non tralasciando di citare gli ultimi importanti autori che lo avevano preceduto. Così possiamo leggere nomi come Anassimandro e Anassimene, legati tradizionalmente all’invenzione degli orologi solari in Grecia; e dopo poche righe Johannes de Saxonia, Joh. Gmundenus, Georgius Purbachius del quale dice essere autore del primo libro che descrive il modo di delineare le ore “ab occasu”, cioè Italiche, “in pariete”, cioè negli orologi murali verticali; e poi Giovanni Regiomontanus, l’austriaco Johannes Stabius, inventore di un Horometro e forse del primo orologio lunare; Andrea Stiborius, bavarese, di cui dice essere stato l’inventore delle “proiezioni strumentali per formare gli orologi solari” e quindi degli orologi solari sferici concavi, su colonna, piramidali e di vari versori; infine, rammenta le opere di Oronzio Fineo, Sebastian Munster, Pietro Apiano, Gemma Frisio, George Hsrtmann e Andrea Schonero. Una breve ma significativa storia della gnomonica che forse per la prima volta si affacciava nel panorama delle prime pubblicazioni a stampa sugli orologi solari.
Infine, l’autore si dilunga su misteriose e sconosciute opere di gnomonica di un ignoto professore di matematica a Lipsia, certo Johannis Hommilii da Memmingen in Baviera, e autore di sconosciute Gnomonicis meditationibus e forse di una Theoricae Gnomonicae, oltre che delle Lucubrationes e Inventiones. Eprobabilmente a lui che si ispira il suo lavoro di ricerca nella gnomonica in quanto l’opera che pubblica non appare essere come un manuale completo di gnomonica, come lo era il libro di Oronzio Fineo, ma piuttosto il pretesto per pubblicare tali ricerche che, sebbene siano anche alla base dei fondamenti geometrici degli orologi solari semplici, specialmente quelli verticali murali, gran parte di esse sono sviluppate per descrivere orologi solari più complessi di cui poi si troveranno non solo le tracce, ma addirittura gli stessi disegni nell’Ars Magna Lucis et Umbrae di Athanasius Kircher, più di mezzo secolo dopo nel 1646. L’introduzione termina con una dedica in onore della gnomonica di Scultetus, appunto dal titolo “In Gnomonicen Sculteti”, in cui sono messi in prosa alcuni punti salienti della storia degli orologi solari antichi:


“Ausus Anaximenes inquirere mente sagaci
Umbrae et gnomonis de ratione fuit.
Primus is in tabula descriptas extudit horas,
Atque tuo iustis cernere Sparta foro:….”

E termina con una frase molto bella:
“Sis gnomon ligno affixus, salvator Jesu
Tange umbra, atque animi vulnera caeca tege”



La cui traduzione suona più o meno così: “Sia lo gnomone di legno affisso, Gesù Salvatore con l’ombra tocchi e protegga le nascoste ferite dell’anima”.



             


Dettagli decorativi della effige dell’autore


Primo metodo per disegnare orologi solari verticali murali. Viene disegnato lo gnomone come ortostilo e il filo a piombo che passa per il suo “piede” .



 

Il libro di Scultetus, digitalizzato e messo in linea dalla e-rara ETH Bibliothek insieme a molte altre opere importanti sullo stesso soggetto, con le sue 186 pagine è ben lontano dalla monumentale Gnomonices in otto libri di Cristoforo Clavio Clavio, ma dalle figure che Scultetus pubblica, possiamo capire che il suo trattato fu di grande ispirazione per il noto gesuita e, per certi versi, anche una sorta di palinsesto per quanto riguarda la teoria e i metodi di costruzione di alcuni orologi solari che allora venivano studiati geometricamente, come quelli cubici, piramidali, columnari, ecc. Infatti, se si mette a confronto il libro di Oronzio Fineo che, ai suoi tempi costituì una novità nell'editoria a stampa e quello di Pietro Apiano, come anche degli altri autori che lo stesso Scultetus cita nella sua introduzione, si nota che questo lavoro offre degli spunti di ricerca, strumentali e metodologici, nuovi. Così, dopo una consueta introduzione lessicologica e delle definizioni base sulla scienza gnomonica, oltre a descrivere il compasso, l'autore inizia l'analisi di nuovi metodi, basandosi però su quelli proposti dal matematico Hommilii che è il suo palinsesto fisso, per descrivere orologi verticali murali di varie specie. Il metodo geometrico per descrivere le linee di declinazione nell'orologio verticale è sostanzialmente quello poi riproposto dal Clavio.

 

 

Dalla figura sopra si riconosce una rappresentazione grafica degli asintoti che costituiscono il tracciato orario delle ore Babiloniche e Italiche, sempre disegnate da Scultetus con estrema precisione e chiarezza, senza tralasciare la posizione e la tipologia dello gnomone. La figura a destra mostra il lavoro di progettazione finito, con tanto di motto!

 

 

 

Per la prima volta, probabilmente, viene presentato in un libro a stampa il progetto completo per la costruzione di un orologio solare a "camera oscura", a forma di cubo, i cui tracciati orari sono ricavati nelle cinque facce interne della figura geometrica tridimensionale, come mostrano le due figure sopra. Qualcosa di identico la troveremo esposta nell'Ars Magna Lucis et Umbrae di Kircher, ma solo nel 1646! La figura di destra mostra le facce "oscure" del solido geometrico, quelle tratteggiate in grigio,  in cui l'ora sul tracciato orario viene letta per mezzo di un punto luce proveniente da uno gnomone eliotropico (a foro) praticato nella superficie superiore.

Allo stesso modo, l'autore prosegue nella descrizione del metodo geometrico per la costruzione di orologi solari simili ma su prisma esagonale e su piramide. Scopriamo così che Kircher aveva preso pari pari lezione da Scultetus...

 

 

 

Orologio su prisma esagonale (a sinistra) e orologio sulle quattro facce di una  piramide (a destra)

 

Come nelle migliori Recreations gnomoniques del XVII e XVIII secolo, Scultetus si diverte a studiare le diverse varianti di orologi solari che si possono formare mettendo insieme, raggruppando e sezionando questi tipi di solidi geometrici. Così nasce l'inconsueto orologio solare che non è possibile denominare diversamente se non come fa l'autore, e cioè Instrumentum Cubum/Prisma et Pyramides. (fig. sotto a destra).

 

     

 

Dopo aver descritto l'orologio in una sfera concava, del tipo hemicyclium sferico, passa all'orologio ricavato nella superficie interna di un cilindro di carta (fig. sopra a sinistra). L'ultima parte del libro ricalca il lavoro manuale fatto da Hartmann per gli orologi conici e simili, mentre nell'appendice riprende il lavoro sui solidi prismatici.

Non un libro manuale di gnomonica, questo di Scultetus, ma una sorta di raccolta di studi sviluppati sulla base di quanto gli era stato lasciato in eredità dagli autori precedenti ed in particolar modo del matematico Hummilii, di cui in gnomonica non si è mai sentito parlare fino a questo momento. Un libro innovativo, ripreso poi da Kircher nell'esposizione degli orologi su solidi geometrici (cubo-prisma-cilindro-piramide), arricchiti dalla fantasia esoterica dell'illustre gesuita, che tuttavia a causa dell'impenetrabile linguaggio, non ha avuto grande successo divulgativo, non solo nella gnomonica Italiana rinascimentale, ma neppure in quella illuministica, rimanendo così un libro isolato, semi sconosciuto che forse solo oggi, grazie a questa digitalizzazione in linea gratuitamente fruibile dalla e-rara, è possibile rivalutare, conoscere, apprezzare e divulgare.

 


 

Haffner, Gothard - Disputatio de variis horologia horizontalia delineandi modis, Ienae, 1737

 

http://reader.digitale-sammlungen.de/resolve/display/bsb10827047.html

 

Modesto libretto poco noto alla bibliografia gnomonica latina settecentesca. Di sole 46 pagine, comprese le dediche iniziali, tuttavia non disdegna di spendere i primi quattro paragrafi sulle origini e sull'etimologia dell'orologio solare nell'antichità. Leutmann, Wolff e Doppelmayer sono tra  gli autori che cita nella sua lunga analisi sui metodi per delineare la linea meridiana. La seconda parte del volume è dedicata quindi ai metodi per delineare gli orologi solari orizzontali. Metodi che si rifanno a quelli geometrici, aritmetici, trigonometrici che trovano nel riscontro pratico la progettazione per modum geometricum in charta designantur, per modum plane machanicum, per solam experientiam. Purtroppo le poche figure presenti, sono state digitalizzate in modo incomprensibile perchè le pagine sono ripiegate, come si usava nel '700.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Christoph Scheiner,  Schönperger, Johann Georg - Exegesis Fundamentorum Gnomonicorum, Ingolstadium, 1615

http://reader.digitale-sammlungen.de/resolve/display/bsb10815885.html

 

 

Questo di Scheiner è un'altro pezzo importante della bibliografia gnomonica antica che solo da poco è stato reso fruibile in versione digitale dalla Bayerische Staats Bibiothek di Monaco. Purtroppo però molte delle immagini, specie le tavole ripiegate sono rese illegibili dalla solita scansione automatica che non tiene conto di questo problema.

 

 

 

 

 

 

La tartaruga gnomonica, originariamente derivato da un orologio solare inventato dagli arabi, fu poi ripreso da Athanasius Kircher nella sua Ars Magna Lucis et Umbrae.

 

Il volume qui presentato è lo stesso scansionato da Google Books consultabile al link:

http://books.google.it/books?id=YINKAAAAcAAJ&dq=intitle%3Agnomonicorum&hl=it&pg=PP2#v=onepage&q&f=false

 


 

 

Giovanni Follador - Sulla costruzione degli orologi solari sopra piani verticali ed orizontali, trattato teorico pratico. Padova, 1842

http://books.google.it/books?id=astJAAAAcAAJ&dq=intitle%3Aorologi&hl=it&pg=PA1#v=onepage&q&f=false

 

 

Questo di Giovanni Follador, abbate e professore di matematica e meccanica nel Liceo Vescovile di Padova, si colloca tra le pubblicazioni poco note della metà dell'Ottocento italiano che in qualche modo precede e prepara il campo alle pubblicazioni postume che avranno un maggiore successo editoriale e di pubblico.

Stranamente ho riportato correttamente il titolo di questo volume nell'edizione della mia Bibliografia Gnomonica del 1992, mentre in quella monumentale del 1997, redatta in collaborazione con Charles K. Aked, riporto un'altro titolo, cioè "Sulla costruzione della curva indicante sopra un muro verticale il mezzodì medio", quale appendice al trattato in questione. In realtà questa appendice non esiste qui e si presume che possa trattarsi di un'operetta inedita indipendente.

Comunque, il breve trattato di Follador si colloca, vero la metà del secolo XIX, in un momento in cui grandi opere di gnomoniche erano state pubblicate in francese, ad iniziare dalla Gnomonique elementaire di Vanackere del 1806, a quelle di Mollet, Delambre, Teyssedre, Livet in una editoria specifica, quella francese, che la faceva da padrone su quella italiana i cui contributi furono, tuttavia, di grande importanza. Ricordiamo a tal proposito i trattati che precedettero questo di Follard, come quello di  Luigi Terzi, Gnomonica Grafica, di Cerchiari, Trattato di Gnomonica e  di Giovanni Astolfi, Costruzioni geometriche dell'orologio solare sopra un piano qualunque. Un'epoca di grande fermento letterario in questo campo, legata certamente anche alle vicende legate agli sviluppi della misura del tempo (adozione del tempo medio) che spianarono la strada alle pubblicazioni italiane meglio conosciute, di Emanuele Gallarati, A. Abetti, Burali Forti, Barzizza, Roncalli, Bellavitis, La Leta fino a Claudio Pasini.

Un nuovo regalo di Google Books, quindi, questo sconosciuto e raro libretto di Follador in cui descrive gli orologi solari orizzontali e verticali murali delle tipologie più comuni "stimando inutile - scrive l'autore - l'occuparsi di quelli che potrebbero costruirsi sopra altri piano od altre superfici". Il metodo di calcolo scelto per i tracciati orari è quello trigonometrico, ritenendolo il più esatto, ma purtroppo, come al solito, mancano le figure cui fanno riferimento le formule, sempre a causa della tipologia di scansione di Google Books.

 


 

Hermann Ernst Rumpel, Philip M. Hahn, Betrachtungen über die Sonnenuhren nebst Verbesserung der creutzfoermigen ...Erfurt, 1784

http://books.google.it/books?id=ZgsVAAAAQAAJ&dq=intitle%3Asonnenuhren&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false