Roccasecca in Arte

di Nicola Severino

 

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Benvenuti nel sito di Roccasecca in Arte a cura di Nicola Severino.

 LA STELLA DI ROCCASECCA

L'articolo che segue fu scritto da Nicola Severino nel 1994, anno del Millenario di Roccasecca, e pubblicato sulla rivista "Betelgeuse", marzo-aprile 1994, n. 2, dell'Associazione "Sezione Astrofili Roccasecca". In poche parole riassume la storia di Roccasecca parallelamente al viaggio della luce di una stella, la ", Eta Orionis", della costellazione di Orione, che distando appunto mille anni luce dal nostro pianeta, la sua luce ha impiegato mille anni per arrivare ad essere vista da noi oggi. E mentre attraversava l'infinità degli spazi cosmici, assisteva alle vicende che hanno segnato la storia di Roccasecca...

Percorrendo la S.S. Casilina e l'Autostrada del Sole, all'altezza di Roccasecca si scorge, poco sopra i tetti delle case dei Borgo Castello, una scritta luminosa molto grande: MILLE. Mille cosa? Anni. E chi compie tutti questi anni? Roccasecca. Una delle curiosità che più catturano l'attenzione di un turista, e dello stesso cittadino di una città, paese, borgo o contrada che sia è, indubbiamente, il nome stesso che il luogo ha ricevuto agli albori delle sue origini. Anche noi, quindi, ci interroghiamo sull'etimologia del nome "Roccasecca" il quale ci porta a pensare, come unico indirizzo logico, che esso derivi dall'assenza di acqua sul monte Asprano, dove sorseso i primi nuclei dell"Urbe" raccaseccana. Più precisamente, sembra che la preziosa acqua venisse a mancare proprio all'interno della cinta muraria di mille anni fa, così che il luogo fu denominato "Rocca quae dicitur Sicca" o, come si trova presso altri storici, "in castro Rocchae Siccae". Pare comunque che l'approvvigionamento venisse effettuato con la raccolta di acqua piovana e da alcuni luoghi situati a valle, come S. Francesco. Nel 986 d.C., l'Abate di Montecassino Aligerno, lasciò il posto al suo successore Mansone il quale riuscì ad avere in dono, dal Principe di Capua, tutto il monte Asprano, dove subito vi costruì il castello di Roccasecca. All'Abate Mansone si devono pure le prime costruzioni del Borgo Medievale detto "Castello". L'anno in cuì avvenne la donazione è il 994 ed è per questo che oggi, nel 1994, si festaggia il "millenarío" di Roccasecca. In effetti, si festeggia il millenario delle prime costruzioni del borgo "Castello", in quanto la Roccasecca "a valle", ovvero l'attuale centro storico, è molto più recente e risale al XVI secolo. Quando ì primi abitanti delle povere case edificate a "borgo" del principesco Castello di Roccasecca, vivevano di stenti per mangiare e per avere l'acqua; quando i primi sanguinosi eventi bellici si compivano per mano dello stesso Principe di Capua che, dopo aver ucciso Mansone, distrusse il Castello e si alleò con Adenolfo conte di Aquino, una fulgida luce partiva dalle profondità degli spazi siderali e cominciava il suo lunghissimo viaggio attraverso il cosmo ed il tempo. A 300.000 chilometri al secondo viaggiava in direzione della Terra. Nel frattempo Roccasecca subì le vicende storiche della lotta tra Papa Leone IX e Roberto il Guiscardo che portarono, nel 1070 all'accordo del confine giurisdizionale tra Castrocielo, Aquino e Roccasecca. Nel 1157 furono edificate le mura, ancora in parte visibili oggi, a difesa del borgo Castello (intanto quella luce aveva quasi percorso un milione di miliardi di Km). Poi Venne S. Tommaso, il periodo di relativa pace. Nel 1414 Roccasecca fu donata, quale unico feudo, dalla regina di Napoli Giovanna lI, al condottiero Nicola Piccolo. Ma verso la fine del XIV secolo, il nostro "Borgo" dovette far fronte ad un nuovo tragico assedio, operato dalle forze pontificie.
Risultato: Roccasecca di nuovo, e per volere del Re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, ai "signori" di Aquino. E mentre il nostro paese veniva trafitto da nuove sanguinose battaglie fino alla metà del 1500, la luce cosmica, forte, accecante, silenziosa e sicura, aveva percorso a 300.000 Km al secondo, già metà della strada (circa 5 milioni di miliardi di Km). Intanto, Roccasecca nel corso del 1500 contava già circa 3000 abitanti. Esaurita la funzione storica e militare dei castelli e delle varie fortificazioni, il nucleo urbano cominciò a svilupparsi "a valle", dove oggi è I'attuale centro storico (chi non ha visto i diversi portali che recano date e fregi cinquecentesche?). Come feudo restò nelle mani della famiglia del marchese romano Giacomo Boncompagni fino al 1796. E' questo un secolo di riforme e miglioramenti, di chiara ispirazione illuministica, che portarono il paese ad un progressivo benessere (era forse l'influsso di quella luce astrale che dopo aver percorso altri milioni di milíardi di Km si sentiva ormai vicina a noi?). Secolo XIX. Costruzione della "strada Consolare" (attuale casilína); legge di Giuseppe Napoleone che abolisce il feudo; introduzione dello "Staio Civile", riparazìone dì edificì, orologì pubblici, fontane.... e poi la peste. Ecco come venne descritta a Roccasecca l'agonia della "morte nera": "La peste del 1837 portava a questi avvisi (sintomi). Era prima con debolezza, e poi con poco tempo gli venivano dei forti dolori allo stomaco, al momento con diarrea, vomito, e con sei, sette ore morivano di spasimo....". Dopo gli ormai noti episodi di brigantaggio che hanno caratterizzato le nostre zone nella seconda metà dell'Ottocento, arrivano gli eventi bellici più disastrosi, proprio mentre quella sfolgorante luce si appresta a fare il suo ingresso nel cielo terrestre. Se fosse stata una cometa, ben visibile, sarebbe stata considerata portatrice di sventure. A 500 mila miliardi di Km di distanza la nostra luce assiste alla barbara distruzione del più importante scrigno artistico e culturale dell'Era Cristiana: l'Abbazia di Montecassino. Muoiono con essa: storia, documenti (decine di migliaia di manoscritti), anime sante e leggende. Ma invece di voltare faccia l'ormai debole luce, dopo aver percorso altri 500 mila miliardi di Km, con un tolale di 10 milioni di miliardi di Km., arriva, oggi, fino a noi per festeggiare insieme i Mille anni di Roccasecca. Ma agli occhi dei più quella luce, instancabile viaggiatrice nelle immensità degli spazi siderali, si mescola, si confonde e si perde nel caratteristico brulichio delle migliaia di stelle vìsibilì ad occhio nudo in una bella serata tersa e senza Iuna. Solo chi si occupa di Astronomia sa che quella debole luce, partì mille anni fa da una stella chiamata "Eta Orionis" nella fulgida costellazione di Orione, e che l'enorme distanza che ci separa la fa apparire come una stellina appena visibile... e pensare che brilla 4000 volte più forte dei nostro Sole. Imperturbata, nel suo viaggio millenario ha assistito alle nostre vicende. E noi l'abbiamo scelta come la stella di Roccasecca, dei suoi abitanti, e come augurio perchè un'altra luce possa partire oggi, da un'altra parte dell'Universo e arrivare a brillare nel cielo raccaseccano fra mille anni, quando ognuno di noi farà ormai parte della lontana storia di queste terre.