Roccasecca in Arte

di Nicola Severino

 

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Benvenuti nel sito di Roccasecca in Arte a cura di Nicola Severino.

 LA MERIDIANA DI ROCCASECCA SCOMPARSA

 

Un monumento non certo meno importante di tutti gli altri (non architettonici) che ancora esistono sparsi per la città, tra l'altro il più antico di essi, è purtroppo scomparso nel 2006 a causa dell'incuria e insensibilità del proprietario della casa sulla quale esisteva il monumento stesso. Stiamo parlando dell'unico orologio solare murale, antico, che ci sia pervenuto che esisteva sul fianco sinistro del  balcone di una casa nella curva di fronte alle due fontane della fraz. Borgo Castello, sulla strada che porta a Caprile. Era l'unica testimonianza rimasta di come misuravano il tempo i nostri avi roccaseccani dal 1872 a dopo la guerra. Nel 1994, la descrissi publicando una proposta di restauro sulla rivista degli Astrofili di Roccasecca. Riporto qui sotto il testo integrale e le immagini della meridiana.

 

In prossimità delle due caratteristiche fontane del Borgo Castello, vi è un edificio situato proprio nella curva che sta sulla sinistra andando a Caprile. Al secondo piano di questa casa, proprio fuori al balcone, sulla sinistra e ad altezza d'uomo, c'è una meridiana. In verità, avendo l'occhio esercitato a cogliere anche le più deboli tracce lasciate da questi strumenti sui muri antichi, ho impiegato qualche secondo per rendermi conto che si trattava proprio di una meridiana. Un pò di più c'è voluto per scorgere i resti di qualche linea oraria. L'uso di un teleobiettivo fotografico mi ha permesso di rilevare una data: 1872 che è l'anno in cui venne realizzata. E' dunque una meridiana che vanta già più di 120 anni! E quanti sono a saperlo a Roccasecca? Nessuno!!

 

La meridiana di Roccaecca, Fraz. Castello, oggi scomparsa

Clicca sulla foto per ingrandirla

 

Il calcolo e la ricostruzione del tracciato orario è stato piuttosto semplice e nelle figure qui proposte si vedono le linee orarie che ho sovrapposto a quelle sbiadite originali. Quella che si vede, quindi, è una meridiana proprio come doveva essere più di cento anni fa. Lo stile ottocentesco dello strumento è fin troppo chiaro: lo stilo gnomonico, il cosiddetto "triangolo stilare", molto usato all'epoca, in ferro battuto. Le linee orarie terminano con la punta a forma di freccia e le tracce dei numeri arabi parlano chiaro. E' presente la retta equinoziale che viene raggiunta dall'ombra dello stilo nei giorni di equinozio. Come è facile osservare, il muro della casa dove è stata realizzata la meridiana non guarda esattamente a mezzodì, ovvero non è esposto a Sud e, come si dice in gergo gnomonico, ha una elevata declinazione gnomonica verso ponente. Ne segue che il tracciato orario si concentra maggiormente nella parte est del quadro, cioè a destra di chi guarda il disegno. D’altra parte, l’alta declinazione del muro (cioè l’angolo che il piano del muro fa con il punto cardinale Est) é resa evidente dall’inclinazione della retta equinoziale rispetto alla verticale. Si tratta, in questo caso, di una declinazione occidentale (cioè il muro è rivolto di molto verso Ovest) di circa 50 gradi. Ne consegue che, arrivando tardi il Sole ad illuminare il quadro nella mattina, la meridiana indica le ore dalle 11 antimeridiane fino al tramonto. Un’altra osservazione è la seguente.

Lo stato della meridiana come si presentava nel 1994

 

Il costruttore di questo orologio solare non poteva essere un esperto di Gnomonica, e neppure un astronomo. Ciò si deduce principalmente dalla mancanza di particolari esecutivi e dalle grossolane approssimazioni adottate in fase di progettazione, come le linea del solstizio invernale che fa una curva esagerata sotto lo stilo, nella parte sinistra del quadrante e la mancanza di altre informazioni. Si deduce, da ciò, che il costruttore abbia adottato, per realizzare questa meridiana, un metodo empirico come spesso accadeva tra gente semplice o, al massimo, un metodo geometrico approssimativo. Una meridiana semplice, senza tocchi artistici particolari, simile, d’altra parte, a molte altre della Provincia di Frosinone. Uno strumento che indicava l’ora ai Roccaseccani di passaggio per quella strada più di 100 anni fa e che fa riflettere, oggi, sulla reale esigenza per tutti i cittadini di un secolo fa, di avere un orologio salare pubblico che indicasse l’ora precisa almeno nelle giornate di sole; infatti, è lecito pensare che tutta la gente che si recava a prendere l’acqua alle fontane, a parte tutti i normali passanti, cogliesse anche l’occasione per conoscere l’ora precisa dalla meridiana; uno strumento che era sicuramente l’orgoglio di tutti gli uomini che hanno vissuto in quella zona e che soffre oggi di un male chiamato “incuria dell’uomo moderno”. Lo stato di abbandono in cui versa farà il resto: lo porterà cioè, fra non molto, alla completa distruzione. E pensare che quell’orologio salare è l’unica testimonianza rimasta del modo di misurare il tempo dei Roccaseccani della frazione Castello: un documento di civiltà dunque! Prima mi chiedevo quanti sono quelli che conoscono questo orologio solare; poi quanti sono quelli sanno che ha una storia lunga più di 120 anni, ed ora mi chiedo quanti sono quelli che vogliono che tale importante testimonianza rimanga. Non lo so. Spero, comunque, che siano in tanti. Da parte mia, quale esperto di questa materia, mi offro volontariamente e gratuitamente per il necessario restauro di cui abbisogna l’orologio solare della frazione Castello. E giusto per anticipare i tempi (siamo in tema), volendo calcolare solo le spese per l’intervento di mastri muratori per il rifacimento dell’intonaco, per la lavorazione del triangolo stilare in ferro battuto e per la pittura delle linee orarie (ma almeno per quest’ultimo abbiamo validi artisti a Roccasecca che, sono sicuro, offrirebbero gratuitamente la loro opera), si potrebbe fare un preventivo che per quanto approssimativo, ci dice che il recupero di questo “oggetto artistico popolare” non dovrebbe costare più di due o trecento mila lire (forse ho anche esagerato per eccesso).

 

Un semplice schizzo per la proposta di restauro

 

 

Ecco come si presenta il balcone oggi, "riabbellito" cancellando l'antica meridiana

 

Se è vero che le meridiane si esprimono al meglio con il silenzio, e che “il silenzio é il padre di tutte le virtù” (taciturnitas virtutes plurimas nutrit), dobbiamo fare uno sforzo per ascoltane il loro silenzioso appello di essere salvate per continuare a testimoniare oggi, in un mondo così diverso da quello di oltre un secolo fa, arte, folclore, esigenze e sentimenti dei nostri bisavoli.

Nicola Severino, 1994