Roccasecca in Arte

di Nicola Severino

 

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 CHIESA RUPESTRE DI S. ANGELO IN ASPRANO

(tutte le foto sono di Nicola Severino)

 

 IL TESORO ARTISTICO DELLA CHIESA

clicca sulle immagini per ingrandirle

 

Come ci si arriva

(parte delle descrizioni della chiesa e degli affreschi sono state estrapolate dal volume "quaderni roccaseccani 9, a righe e a quadretti, incontriamoci a Roccasecca", a cura dell'Amministrazione Comunale di Roccasecca, Marzo 2002. La desrizione del percorso Ŕ invece dell'autore)

Arrivare alla chiesa rupestre di Sant'Angelo in Asprano non Ŕ affatto facile. L'unico accesso fattibile Ŕ pedonale e inizia dalla strada cosiddetta "pedemontana". Si inizia il vicolo principale di Caprile che sale fino all'ultima casa diroccata e da li, si percorre un sentiero che Ŕ praticamente abbandonato e viene pulito una volta all'anno durante i festeggiamenti religiosi. Il sentiero Ŕ molto stretto, sdrucciolevole ed erboso ed Ŕ misto a gradini di rocce e pietre che permettono di proseguire e salire con non poca fatica. La mÚta non Ŕ lontana, ma neppure vicinissima. Durante il percorso lo sguardo si perde a sud nella vastissima Valle e a nord tra le pietre delle  antiche abitazioni dei pastori diroccate e in stato di ruderi abbandonati; poco al di sopra, la roccia a strapiombo del monte Asprano sembra fare da protezione alle case che sorpassiamo e all'imponente castello che lo sovrasta con la torre, costantemente visibile. Alla fine del sentiero un ultimo faticoso "tornante" destro, in salita ripidissima, ci aspetta, fatto di larghi gradini di pietra e finalmente volgendo lo sguardo a sinistra si vede la piazzola con il piccolo edificio e le sue grate, proprio sotto il costone roccioso. Doveva essere, un tempo, certamente un ricovero per qualche eremita. Il cancello Ŕ normalmente chiuso, l'interno Ŕ inaccessibile, ma per fortuna i due affreschi principali si vedono e rinfrancano del sacrificio appena compiuto.  La chiesa, detta anche di San Michele, Ŕ suddivisa in due ambienti e pare che nei secoli scorsi vi seppellissero coloro che morivano di malattie infettive. Viene citata nel Chronicon Cassinense di Leone Ostiense, nell'anno in cui fu ceduta da Grimoaldo giudice aquinate all'abbazia di Montecassino. L'affresco principale, nella nicchia frontale, Ŕ del secolo XI e riproduce l'Ascensione, con il Cristo che benedice al di sopra degli angeli e della Madonna, circondato dagli Apostoli. Sotto l'intonaco di questo affresco pare ve ne sia un'altro di epoca anteriore, di argomento religioso. Lo stile raccoglie elementi orientali, bizantini e benedettini. Non Ŕ escluso che in questo ricovero siano passati dei monaci benedettini. In un'altra nicchia sono affiorati i resti di una crocifissione alquanto insolita, sicuramente anteriore, forse risalente al IX secolo, con Longino dagli occhi incavati nella roccia, con una fune al posto della lancia e con le "ciocie" ai piedi. Altra particolaritÓ Ŕ che Ges¨ crocifisso viene qui raffigurato con una tunica lunga fino alle caviglie come per smantellare ogni dubbio sulla "vexata quaestio". Questo affresco Ŕ stato staccato di recente e trasportano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie dove pu˛ essere ammirato e anche toccato! Per vederlo in dettaglio visita la pagina della chiesa di S. Maria delle Grazie.

Sotto il costone roccioso si scorge la piccola chiesetta di Sant'Angelo in Asprano

 

Inizio del sentiero. Durante il percorso la vista dei ruderi del castello e della torre sono una costante. In questa foto, al centro si vedono alcuni ruderi delle vecchie abitazioni dei pastori.

  

 

I ruderi immersi tra fiori, arbusti e ulivi....