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BIBLIOTECA DIGITALE GNOMONICA - LE FONTI un progetto di Nicola Severino per www.nicolaseverino.it UPDATES Gnomonica, seu ars describendi horologia solaria, non minus utilis est quam jucunda. |
IN QUESTA PAGINA L'ELENCO GENERALE DEGLI UPDATES ALLA BIBLIOTECA DIGITALE: LE FONTI
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FINALMENTE ON LINE IL LIBRO RARISSIMO DI LUIGI TERZI GNOMONICA GRAFICA Dopo molti anni di attesa è finalmente disponibile anche il rarissimo libro di Luigi Terzi, Gnomonica Grafica. "Mancano in Italia buoni libri, che insegnino l'arte di formare orologi solari; o almeno se ve ne hanno degli antichi, i medesimi sono divenuti cotanto rari da non più trovarsi nel commercio della libreria. La Gnomonica sarà sempre un'arte nobile e dilettevole, oltre ch'essa può servire con vantaggio all'ornamento dei palazzi, massime nelle campagne". Questa frase ha avuto un'incredibile attualità in Italia dopo almeno un secolo e mezzo che era stata scritta, quando nel 1988 vide la luce il primo libro moderno di gnomonica dai tempi di Enrico Garnier (1947). La stessa situazione fu vissuta nei primi decenni dell'800, fin quando comparve sulle scene questo primo trattato "moderno" sulla gnomonica, in lingua italiana, dopo le grandi pubblicazioni francesi di Bedos De Celles, a cui pure l'autore sembra ispirarsi grandemente, della gnomonica grafica di Mollet, uscita a Parigi pochissimi anni prima, nel 1815, e della Gnomonique Elementaire di Vanackere, del 1806. Un'opera, questa di Luigi Terzi, di grande attualità ai suoi tempi che seguiva il successo dei libri predetti, sperando però di soddisfare le esigenze dei lettori italiani. Infatti, gli scritti di Giovanni Astolfi, di Cerchiari, di Giovanni Follard, di Sacheri, Gotto, Gallarati, Frassi, Abetti, Burali Forti, Barzizza, Roncalli, Bellavitis, La Leta e Pasini, arriveranno solo diversi anni dopo. Sotto questo aspetto, quindi, il libro di terzi è da considerare un precursore della gnomonica italiana ottocentesca. Un libro che riepiloga l'antica arte di costruire orologi solari semplicemente dai metodi grafici più comuni, proponendo come novità l'esclusione dell'uso della bussola che fino a tutto il 1700 era parte integrante e necessaria, alla costruzione ed orientamento degli orologi solari. "Rimane sempre nella sua primiera utilità l'arte antica di costruire orologi solari; ma quest'arte, semplice una volta e sicura, si è trovata talmente composta e complicata dai metodi praticati coll'uso della bussola, che, involta nelle operazioni del calcolo, ed imbarazzata nelle variazioni del magnete, se dapprima formava il passatempo delle persone datesi alla vita solitaria e claustrale, divenne poi l'opera esclusiva dei Fisici, i quali, occupati dei loro studj, non potendo compiacere a coloro, che tali orologi bramavano, si viddero i Quadranti solari divenire il lavoro meccanico di mastri da muro ignoranti, ed essere per lo più indicatori erronei del tempo da fedeli segna ore che erano riguardati una volta; (...) Laonde nel numero considerevole dei volumi stampati finora, e contenenti i varj metodi di fare orologi solari...manca essenzialmente un libro semplice, facile, e di poco dispendio, atto ad insegnare a qualsivoglia persona il modo sicuro ed agevole onde disegnare sopra qualsivoglia superficie....". Chiaro l'intento della pubblicazione, chiara la situazione editoriale del tempo. Il libro viene accolto dalla critica con freddezza, e forse per questo non avrà avuto un grande successo. A me pare che il testo sia abbastanza chiaro e scorrevole ed accessibile veramente a tutti. E' difficile trovare agli inizi dell'800, in Italia, un libro che sia una guida rapida e chiara sulla gnomonica basilare. Effettivamente le opere francesi, se si esclude quella di Ozanam e di Magdleine, sono abbastanza complesse per essere comprese da "qualsivoglia persona", come nell'intento dell'opera di Luigi Terzi. Ma è da ribadire che quello di scrivere un libro di gnomonica, che sia abbastanza completo e nello stesso tempo chiaro ed accessibile a tutti, sebbene sia un nobile intento, viene quasi sempre meno quando l'autore pensa di averlo perseguito! Così, nonostante il linguaggio di questo libretto sia semplice e chiaro, l'immaginare un intrico di piani orari e i concetti di astronomia di posizione non è comunque un esercizio per tutti, almeno non per coloro che non abbiano almeno portato a termine le scuole superiori. Perciò, è ovvio credere che nel 1823 anche questo libro, nonostante lo sforzo dell'autore, non sia stato proprio alla portata di tutti, come si auspicava nell'introduzione. Questo del Terzi è forse uno dei primi trattati italiani (se non il primo in assoluto), a trattare in modo completo della lemniscata del tempo medio che egli chiama curiosamente "orologio zodiacale", mentre non da poco è anche lo sforzo dell'autore di introdurre in un libro divulgativo i metodi per la costruzione di orologi solari su superfici sferiche e convesse
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HOROLOGIOGRAPHIA DI MUNSTER ON LINE!!! http://www.museogalileo.it/esplora/biblioteche/biblioteca.html
Ora, la saga delle edizioni digitali dei libri di Sebastian Muster è completa e i progetti delle biblioteche digitali si dimostrano ancora di più fondamentali nella ricerca storica e nella divulgazione delle tradizioni artistiche e culturali tra i popoli.
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UPDATE LINKS N. 10 NOVEMBER 2010 Il nuovo aggiornamento di novembre 2010 Dopo due mesi di assenza, ritorna la grande gnomonica con un nuovo aggiornamento, il numero 10, in cui presento le poche ma importanti novità, alcune delle vere e proprie chicche per gli studiosi esigenti. Il bellissimo frontespizio sopra, rappresenta appunto una di queste novità. Il bel libro di gnomonica, datato 1719, pubblicato a Norimberga, è firmato da due tra i massimi esponenti tedeschi del XVII-XVIII secolo: Doppelmayr Johann Gabriel e Welper Eberhard. La Gnomonica di Welper era già uno dei libri più famosi del XVII secolo; Doppelmayr uno dei più illustri gnomonisti tedeschi dell'inizio XVIII secolo. Forse proprio questi ha dato alle stampe tale rarissima pubblicazione che possiamo ora ammirare gratuitamente in internet grazie alla "e-rara ETH-Bibliothek". Grazie alle scansioni perfette, possiamo godere delle bellissime tavole gnomoniche che, essendo piegate per via del formato pagina, come in uso a quell'epoca, difficilmente sarebbero state visibili in Google Libri o in altre biblioteche dove le scansioni non tengono conto di questi accorgimenti. Qui lo studioso potrà approfondire i dettagli grafici e costruttivi degli orologi solari cosiddetti ad "ore di Norimberga" ed apprendere i metodi (per chi conosce il tedesco antico) proposti per disegnare orologi solari murali di grandi dimensioni. Sempre da questa biblioteca digitale è possibile arrivare ad una semplice e completa consultazione di alcuni manoscritti galileiani della Biblioteca Nazionale di Firenze, in cui con sorpresa ho scoperto alcuni manoscritti di interesse gnomonico attribuiti allo scienziato Vincenzo Viviani. In particolare nei manoscritti si tratta di vari argomenti, tra cui la descrizione di una linea meridiana nella galleria della villa del senatore Vassé Mellara; alcune pagine sugli orologi solari orizzontali ad ore italiche; delle Tavole perpetue per sapere in ciascun giorno dell'anno l'hore italiane di poter dir la messa e ancora sulla linea meridiana della chiesa di S. Petronio in Bologna. Ovviamente tutto ciò è da approfondire in quanto io lo sto proponendo per voi, subito dopo esserne venuto a conoscenza nelle ultime ricerche. A cercar bene nel sito, si trovano altri documenti, relativi a tavole orarie e anche sugli orologi meccanici. Essendo che la biblioteca "e-rara" permette di visualizzare le thumbnails, cioè le gallerie di varie pagine del libro, è possibile dare uno sguardo generale ai volumi e rendersi conto di cosa contengono con una spesa minima di tempo. Un'altra bella sorpresa è stata quella del manoscritto della Biblioteca Oliveriana di Pesaro. Un'opera sulle fortificazioni in cui c'è un bel capitolo sugli orologi solari! Inoltre, tempo fa pubblicai su uno di questi aggiornamenti, il riferimento al manoscritto di Johannes de Polonia in cui si descrive un cilindro orario con tabella e figura, ma la biblioteca non permetteva un ingrandimento sufficiente delle immagini proposte in thumbnails. Ora, invece, la "e-rara" propone lo stesso manoscritto con immagini sufficientemente leggibili. Altra sorpresa, il libro rarissimo di Pierre Floutriéres, Traitté d'Horologeographie, pubblicato a Parigi nel 1619 e che nel titolo della biblioteca è erroneamente riportato l'anno 1638. Uno dei tanti libri post rinascimentali che ripropongono la descrizione di orologi solari "senza conoscere la latitudine del luogo e senza sapere la declinazione o inclinazione della superficie del quadrante solare". Dal manoscritto "Cursus Mathematicus" di Pierre Bourdin, della bibliotheca "Echo", estraiamo alcune belle pagine sugli orologi solari, mentre altre belle pagine rinascimentali ci vengono da Andreas Helmreich in un insospettabile Rechenbuch; una curiosatà davvero singolare poi è data dal libro di Eberhart Philip in cui viene descritto uno strumento curiosissimo che si vede nella figura qui sotto. Si tratta di una sorta di bastone lungo e appuntito, ma sulla sommità è fatto in guisa di un normale orologio solare cilindrico "del pastore", con tanto di gnomone girevole. E' curioso notare che viene dipinto mentre un uomo lo usa a cavallo ed altri camminando a piedi per la campagna. Per saperne di più bisogna tradurre il testo tedesco...queste ed altre cose ancora nel nuovo aggiornamento. Non mi resta che augurarvi buona navigazione e buona lettura.
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Dobson Austin Bedos de Celles
In questo aggiornamento, tra le altre cose:
Bedos de Celles, La Gnomonique Pratique, Paris, 1774 Di questo libro fondamentale della gnomonica francese settecentesca, ho segnalato le due edizioni del 1760 e del 1790 digitalizzate da Google Books. Purtroppo le splendide tavole gnomoniche presenti nel libro sono incomplete nella scansione di Google, risultando quasi tutte tagliate per metà. Segnalo quindi questa edizione integrale digitalizzata senz’altro in modo professionale e presentata da Gallica (il link però è della ETH Bibliothek di Zurigo), ove è possibile scaricare la copia completa in pdf di 125 Mb.
Graffenriedt (von)Durch
Hanss Rudolff..
Compendium Sciotericorum : allen Kunstliebenden zu gutem in die
Fäder gefast und an tag gegeben, 1617
Moretti Paolo Gaetano, Tavole dell'hore planetarie perpetue. Bologna 1681
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Lo sapevate che l'inventore dell'orologio di Flora non fu il botanico Carlo Linneo?
Le splendide raffigurazioni qui riportate sono tratte dall'opera di Thioly Joannes Baptista , Petrus Taillandier: Theses opticae et astronomicae che troverete nell'aggiornamento.
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UPDATES LINKS N° 07 16 MAGGIO 2010
Un manoscritto sconosciuto di gnomonica del XVII secolo: Kneiff Ugolinus An beautifull unkowed manuscript from XVIIth century, written by Kneiff Ugolinus
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IL NUOVO AGGIORNAMENTO updates n° 06
Ventiquattro nuovi file interessano questo sesto aggiornamento al progetto "Biblioteca Digitale Gnomonica: Le Fonti". Ancora una volta si compie il "miracolo" di poter accedere a documenti e libri sconosciuti di gnomonica, di cui non si sospettava neppure l'esistenza. Il grande successo che ha avuto e sta avendo questa iniziativa, conferma il fatto che tutti gli appassionati hanno amore e interesse verso l'antica letteratura gnomonica che, spesso, si rivela ispirazione fondamentale per nuove idee, mentre la storia degli orologi solari, nella sua lunga vicenda millenaria e grazie a progetti come questo, va lentamente dischiudendosi ai nostri occhi. In questo aggiornamento si possono vedere interessanti quanto rare immagini, da alcuni manoscritti Bodleyani, di orologi solari quali cilindri orari e navicelle orarie (navicula de Venetiis); gli orologi di Nicola de Lyra, da un manoscritto del XIV secolo, relativi alla spiegazione del miracolo dell'orologio di Achaz e una rara pagina di descrizione di una meridiana canonica. Documenti questi, che fino a un paio di anni fa abbiamo solo sognato di poter vedere! Abbiamo come novità anche il libro di Cancellieri, Le due nuove campane del Campidoglio, una edizione di Google del trattato di Oddi Muzio, uno sconosciuto libro di gnomonica tedesco del 1803. Poi segnalo ancora una edizione di Google degli "Horivuoli a sole" del Fuligatti con la fortuna di avere le tavole ben leggibili; sempre da Google abbiamo l'opportunità di poter vedere finalmente in buona qualità le tavole e i disegni dell'opera di Schoenberger Horologiorum novorum radio recto, refracto in acqua…Frigurg, 1622 che ricordo essere il primo libro specifico sugli orologi solari riflessi e rifratti, antecedente quindi a Kircher e Maignan. Dalla biblioteca di Monaco che da qualche tempo ospita libri digitalizzati da Google per suo conto (e che spesso non sono inclusi nell'elenco di Google Libri), arriva una serie di testi importanti ma purtroppo resi inutili dal difetto di scansione di Google che taglia inspiegabilmente ed inesorabilmente le tavole dei disegni quando queste appaiono ripiegate su se stesse. Così, abbiamo ben cinque libretti gnomonici di Georg Brentel che speriamo presto di vedere con le scansioni corrette. Sempre da Google ho notato con piacevole sorpresa il libro delle tavole gnomoniche, cioè dei disegni relativi alle opere di Giovanni Gaupp (Gauppenius), postate in precedenza. Tavole meravigliose che, ne sono certo, faranno la gioia degli appassionati di gnomonica. Con questo vi do appuntamento al prossimo aggiornamento.
Descrizione di una meridiana canonica da un antico manoscritto
Teorie sull'orologio di Achaz da Nicola de Lyra
Descrizione di un orologio medievale da un antico codice |
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Three rare books of Gauppenius
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30 new titles of ancient gnomonic documents
Un manoscritto gnomonico di al-Sufi del 1319
In quest'ultimo aggiornamento sono stati aggiunti 30 nuovi titoli di libri e documenti specifici sugli orologi solari. Alcuni di essi costituiscono una vera rarità sia bibliografica che storica per la gnomonica e, inoltre, alcuni sono anche una sorpresa perchè documenti gnomonici attualmente sconosciuti. Tra questi, si segnala una perla storica eccezionale:
شفاء الأسقام فى وضع الساعات على الرخام
che tradotto sarebbe:
"Il libro dei rimedi dei problemi di come descrivere e usare gli orologi solari di marmo". Un manoscritto della National Library and Archives of Egypt, datato 1319 e scritto dal famoso astronomo arabo al-Sufi. Ricco di disegni che mostrano orologi solari orizzontali, verticali, declinanti e meridiani a ore Temporarie e con l'aggiunta delle curve delle preghiere islamiche, il testo è una preziosa perla gnomonica che si aggiunge oggi alla ricca bibliografia che man mano andiamo scoprendo.
Altre rarità del nuovo aggiornamento n° 04 Géza Marton mi ha gentilmente inviato il link di un'opera gnomonica sconosciuta che è possibile vedere e scaricare da internet: Vock Lucas, Die kunst Sonnenuhren, Augsburg, 1778
L'opera Cyclomathesis, di William Emerson (London, 1770), rivela anch'essa un capitolo lunghissimo sugli orologi solari che, come già visto in altri libri, può costituire benissimo un trattato gnomonico separato.
Lo stesso si può dire di Trabaud M., Le Mouvement de la lumiere, Paris, 1753
Si aggiungono alla lista tre rari libretti del famoso Johann Dryander, uno sul notturnale, uno sugli orologi solari e un'altro sull'uso del cilindro orario.
Si segnala, inoltre, il piccolo ed importantissimo libretto di Vaulezard che pare sia la prima pubblicazione a stampa sull'invenzione dell'orologio analemmatico.
Infine, un trattato specifico, la Sciographia Facilis di un autore anonimo che si sigla S.I. insieme ad un'altra sua operetta su uno strumento universale.
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IL NUOVO AGGIORNAMENTO updates n° 03 46 OPERE DIGITALIZZATE ALCUNE SPECIFICHE DI GNOMONICA E ALTRE NON SPECIFICHE, CON CAPITOLI SUGLI OROLOGI SOLARI, DEL XVII E SVII SECOLO. Una raccolta di 46 opere, tra cui alcune rarissime e ancora in gran parte non divulgate oggi, che caratterizzano l'intera produzione gnomonica inglese. Una collezione impreziosita anche dal fatto che la maggior parte di questi libri non sono accessibili in internet liberamente, ma solo attraverso un abbonamento. Oggi puoi scaricarle direttamente da questo sito. Delle opere non specifiche, come sulla navigazione, matematica, astronomica, ecc., ho estratto i capitoli dedicati agli orologi solari che non di rado si sono rivelati dei piccoli manuali di gnomonica.
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