Il tempo in giardino servito su un tavolo di ceramica

Edmondo e Massimo Marianeschi, Terni, 2002

Titolo originale: Un materiale per quadranti gnomonici

pubblicato su Gnomonicaitaliana n° 3, ottobre 2002

Home

 Premessa di N. Severino

Questa breve nota, come l'autore Edmondo Marianeschi e amico carissimo volle definirla, fu pubblicata su Gnomonica Italiana nel 2002. Il motivo per cui la ripropongo è duplice: primo perchè il tema, legato alla scelta dei materiali per costruire quadranti solari e, nello stesso tempo, come abbellire artisticamente un ambiente come un giardino, è straordinariamente attuale e di grande interesse per tutti; secondo perchè in questa occasione riporto le immagini del quadrante realizzato dagli autori con una definizione molto maggiore che permette di apprezzare  meglio la qualità dei materiali, il quadrante stesso, l'effetto visivo ed il risultato artistico generale ottenuto. Infine, non meno importante, un mio personale omaggio all'amico Edmondo che ha condiviso con me diversi anni di questa passione gnomonica che ci unisce.

 

Volevamo realizzare un tavolo da giardino utilizzando, per abbellirlo, il suo piano come quadrante di un orologio solare orizzontale. Dovendo il tavolo rimanere permanentemente esposto agli agenti atmosferici, pen­sammo subito ad un piano di mattonelle ceramiche, pur coscienti che pun­to debole di questa soluzione sono le giunture dove può infiltrarsi umi­dità con conseguenze distruttive a scadenza più o meno breve; inoltre, le mattonelle esigono una superficie di appoggio e di ancoraggio che crea problemi di tendenza al distacco, ecc.

Visitando Deruta (1) venimmo a conoscere un materiale non fittile che poteva permettere la realizzazione del nostro tavolo "gnomonico", ceramico e monolitico, cioè senza giunture. E' la cosidetta "pietra lavica", una pietra naturale che si estrae da cave in aree vulcaniche dell'Italia centrale, in grossi blocchi parallelepipedi che, poi, gli utilizzatori riducono in piastre dello spessore di 2 - 3 centimetri. Al taglio vivo, specialmente dopo leggera levigatura, questa pietra appare di colore grigio chiaro e formata dall'agglomerato di piccole particelle minerali.

Le caratteristiche salienti della pietra lavica, a confronto stimato con le altre pietre naturali, compresi il marmo ed il travertino, sono:

1- buona resistenza meccanica generale;

2- ottima resistenza all'urto e alla flessione;

3- bassa dilatabilità termica;

4- ottima stabilità deformazionale nel tempo;

5- forte refrattarietà fino a temperature di oltre 1000°C;

6- particolare resistenza all'usura meccanica;

7- bassissima imbibizione a contatto di liquidi come l'acqua;

8- brillante attitudine alla ceramizzazione con tecnologie e procedimenti simili a quelli applicati ai classici materiali fittili.

Anche se a noi personalmente del tutto sconosciuta, la pietra lavica è stata usata da tempo per impieghi d'ingegneria civile e di architettu­ra, come pavimentazioni, ma la recente scoperta dell'attitudine a rice­vere decorazioni e rivestimenti mediante ceramizzazione,  'ha posta su di un piano di evidenza ed apprezzamento particolari.

Una verifica delle proprietà con misure di confronto con altre pietre e materiali non ci è stato possibile ( del resto, neppure facile anche disponendo delle procedure e dei mezzi di misura) e neppure abbiamo tro­vato esaurienti pubblicazioni sull'argomento. Abbiamo potuto constatare che esistono diversi tipi di pietra lavica (chiamati "pietra vulcanica", "basalto grigio", ecc.) con proprietà fisiche più o meno diverse, a se­conda del sito di estrazione; sicché, in definitiva, è la cava che defi­nisce la pietra idonea per un certo impiego. La pietra di cui parliamo in questa nota proviene da cave dell'area di Viterbo ed è quella usata nei laboratori di Deruta per la realizzazione di oggetti ceramici.

Chi ci ha fatto un quadro esteso e convincente dei pregi della pietra lavica sulla base della sua larga e diretta esperienza, è stato il Sig. Roberto Domiziani, titolare di un grande e importante laboratorio in Deruta, il quale ci ha permesso di stilare l'elencazione delle proprietà ( sia pure solo qualitativamente) di poco sopra e di convincerci a rivol­gerci a questo materiale per realizzare il nostro tavolo. A lavoro fatto e a tavolo sistemato in sito, siamo rimasti molto soddisfatti: i colori e la "luce" della ceramica sono risultati stupendi e di grande carica suggestiva.

Noi abbiamo consegnato agli artisti del Sig. Domiziani un completo dise­gno in perfetta scala, comprensivo degli elementi strettamente gnomonici del quadrante ( linee orarie e diurne, gnomone polare,...) e delle deco­razioni (motto, ecc,), esprimendo al contempo tutti i nostri ulteriori "desiderata".

Il trasporto del disegno è avvenuto per "spolvero" ad opera dei cerami­sti; questi hanno anche provveduto a fornire il sistema di gambe in fer­ro battuto con viti calanti di regolazione.

La presente nota è solo informativa ed è indirizzata agli gnomonisti che non hanno avuto occasione di conoscere la pietra lavica e fossero esigenti in materia estetico-artistico e desiderosi di realizzare orologi solari di pregio.

 

(1) Deruta è una piccola cittadina umbra situata tra Terni e Perugia, lungo il percorso della strada E45, famosa da secoli fino ad oggi per la produzione di manufatti ceramici di alto livello tecnologico ed artistico.

Qui sotto il particolare del quadrante solare come "tavolo gnomonico"

 

Una veduta generale del tavolo gnomonico nel giardino